Secondo gli ultimi dati di Net Applications, i browser web di Microsoft Edge e Internet Explorer hanno perso ancora utenti a gennaio 2016. Le diverse versioni di IE e le due edizioni di Edge hanno infatti perso l’1.7% rispetto a dicembre 2015, facendo segnare il calo peggiore mese su mese dall’ottobre del 2011 (quando Edge comunque non c’era ancora).

Il mese scorso Edge e IE hanno toccato una user share del 46,9% del mercato dei browser, contro il 58,2% di gennaio 2015. Nel frattempo Chrome è salito al 35,1%, guadagnando rispetto a dicembre il 2,7% di quota utenti, mentre Firefox ha toccato un nuovo picco negativo attestandosi all’11,4% del mercato browser, il dato più basso dallo scorso ottobre. Quote pressoché invariate invece per Safari (4,6%), ulteriore segno di come i browser integrati nei sistemi operativi siano tutto tranne che un successo assicurato.

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Se già Internet Explorer stava perdendo ingenti quote di mercato dall’agosto del 2014, l’arrivo di Edge non ha cambiato di molto le carte in tavola. Se infatti a gennaio Edge valeva il 3,1% di tutti i browser (+0,3% rispetto a dicembre), la quota di utenti di Windows 10 che utilizza Edge come browser è scesa dal 28% di dicembre 2015 al 26% del mese scorso. Anche chi utilizza il nuovo sistema operativo di Microsoft ricorre insomma ad altri browser, anche perché Edge è ancora privo del supporto per le estensioni e non si sa ancora con esattezza quando Microsoft lo implementerà.

Se questo trend dovesse continuare con un simile ritmo, si potrebbe assistere allo storico sorpasso di Chrome ai danni di Internet Explorer e di Edge già ad agosto di quest’anno. Un altro aspetto interessante dei dati di Net Applications è la diffusione delle vecchie versioni di Internet Explorer utilizzate ancora oggi.

Si calcola infatti che tra tutti gli utenti del browser Microsoft il 18% utilizzi IE8, il 7,3% IE7 e il 12,7% IE9, tutte versioni che Microsoft ha smesso di supportare dallo scorso mese con l’unica eccezione di IE9, che però continuerà a ricevere aggiornamenti solo su Windows Vista, OS che a gennaio valeva appena il 2% di tutto il parco Windows installato.