Si stima che solo nello scorso mese di giugno circa 33 milioni di utenti abbiano abbandonato Edge e Internet Explorer, facendo così crollare i due browser web di Microsoft a livelli sempre più bassi. Insieme i due browser contavano infatti a giugno per il 36,7% del market share globale dei browser desktop, almeno stando alle ultime rilevazioni di Net Applications. A giugno Internet Explorer avrebbe perso quasi due punti percentuali a rispetto a maggio, facendo così segnare il diciottesimo mese consecutivo in calo.

Negli ultimi 12 mesi inoltre IE (contando anche Edge) ha lasciato per strada il 17,3% di market share globale, ovvero circa un terzo della quota di mercato che occupava fino a un anno fa. Ricordiamo infatti che a novembre 2015 IE rappresentava poco più della metà del mercato browser desktop. Tutt’altra storia per Chrome, che rispetto a maggio ha guadagnato un ulteriore 3% raggiungendo a giugno un market share del 48,7%. Già ad aprile il browser di Google aveva superato l’accoppiata IE+Edge e, in un solo anno, ha praticamente raddoppiato i suoi utenti ed è ormai scontato che a luglio supererà il 50% del mercato.

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Proprio come IE anche Firefox sta vivendo un periodo molto difficile e a giugno contava solo per l’8% di market share e, se questo calo continuerà con una simile intensità, il browser di Mozilla potrebbe finire sotto il 5% già a ottobre e ciò potrebbe quasi mettere a rischio la sopravvivenza stessa della compagnia guidata da Mitchell Baker e Mark Surman. Chiudono la classifica con cambiamenti davvero minimi verso l’alto Safari e Opera.

Il fatto predominante che esce fuori da queste nuove rilevazioni di Net Applications rimane comunque la crisi di Microsoft nel mercato dei browser web. Basti pensare che nell’ultimo anno quasi 300 milioni di utenti hanno abbandonato Internet Explorer, con i due terzi di questa importante cifra che avevano già iniziato ad andare su altri lidi già da gennaio 2016. E non è un caso che la crisi di IE abbia subito una brusca accelerazione quest’anno. Nell’agosto del 2014 Microsoft aveva infatti intimato agli utenti di IE di aggiornarsi all’ultima versione del browser entro gennaio 2016 se non volevano perdere il supporto in fatto di aggiornamenti e sicurezza.

Una mossa forse obbligata da parte di Microsoft in modo da ridurre i costi di supporto e da concentrarsi su un’unica versione di IE che però, contrariamente alle aspettative, si è trasformata in un boomerang per Redmond. Il risultato? Molti utenti, di fronte alla richiesta di aggiornamento, hanno preferito passare ad altri browser e il chiaro vincitore di questa mossa è stato uno solo: Chrome.