Nuovi processori Intel: cosa cambierà per i prossimi Mac?

Fino a quando Apple non inizierà a utilizzare per i Mac i propri processori basati su ARM, il futuro di Intel dovrà per forza combaciare con il futuro dei laptop Apple. Ecco come ciò potrebbe accadere.

intel

Apple potrebbe davvero realizzare Mac con processori proprietari, ma non è previsto che ciò accada presto. E se dovesse succedere, probabilmente ci vorranno diversi anni prima che l’intera linea Mac sia passata ai chip progettati da Apple stessa. Nel frattempo è più ovvio supporre che i Mac dei prossimi due anni utilizzeranno principalmente processori Intel.

Quindi, ogni volta che possiamo dare un’occhiata alla roadmap di processori Intel (ne abbiamo già parlato qui), otteniamo uno sguardo utile su ciò che ci aspetta dai desktop e laptop di Apple, almeno a livello di CPU e GPU. Mercoledì, durante una presentazione degli investitori, Intel ha presentato la sua roadmap pubblica fino al 2020 e ha fornito un aggiornamento sui prodotti e sui processi di produzione futuri. Ecco cosa tutto ciò significa per il Mac.

Ice Lake quest’anno

Intel ha fatto fatica a portare sul mercato chip da 10 nm, ma quest’anno è finalmente pronta a distribuire in grandi volumi le sue prime CPU a 10 nm destinate agli utenti consumer. Il primo prodotto Intel a 10nm su larga scala ha il nome in codice Ice Lake e dovrebbe essere disponibile a partire da giugno. È rivolto ai laptop, dai modelli ultraportatili fino a quelli ad alte prestazioni.

I processori di Ice Lake utilizzano la nuovissima architettura Intel della CPU Sunny Cove, che dovrebbe fornire il primo vero incremento delle prestazioni single-thread da molto tempo a questa parte. La maggior parte degli aumenti di velocità di Intel negli ultimi anni sono infatti dovuti all’aumento della velocità di clock e all’aggiunta di core, ma l’architettura di Sunny Cove dovrebbe rendere ogni core più veloce.

Tuttavia, Ice Lake dovrebbe fornire la maggiore spinta nelle parti non CPU del chip. Il nuovo core grafico Gen-11 sarà infatti fino a due volte più veloce della grafica integrata nei moderni MacBook (ad eccezione del MacBook Pro da 15 pollici, che utilizza GPU Radeon di AMD). Inoltre Ice Lake velocizzerà le operazioni di IA e incorpora una rete wireless più veloce e supporto integrato per Thunderbolt 3.

Tutto ciò significherà un nuovo set di MacBook con prestazioni della CPU significativamente più veloci e prestazioni grafiche ancora più veloci. In particolare, questi chip dovrebbero accelerare notevolmente la codifica video e quindi chi si diletta in video editing probabilmente vorrà eseguire l’aggiornamento ai nuovi Mac. La tecnologia wireless più veloce integrata e il controller Thunderbolt 3 possono inoltre comportare una riduzione della complessità interna per Apple, che potrebbe significare MacBook più sottili o più leggeri, o forse solo una maggiore capacità della batteria.

Apple, conoscendo i suoi tempi di integrazione delle CPU Intel, difficilmente presenterà nuovi Mac con CPU Ice Lake alla WWDC 2019 di giugno, anche se la loro disponibilità fosse confermata per il mese dopo. È probabile invece che Apple avrà da mostrare nuovi MacBook con questi chip in autunno.

Dopo Ice Lake arriverà Tiger Lake, un altro chip da 10 nm che dovrebbe migliorare significativamente le prestazioni, specialmente nelle aree della grafica, del calcolo AI e della codifica video. Incorporerà la tecnologia grafica Intel Xe di prossima generazione, che alla fine alimenterà tutti i prodotti grafici Intel, incluse nuove schede aggiuntive per PC e, presumibilmente, chip grafici discreti che Apple potrebbe utilizzare in iMac o Mac Pro. Tiger Lake dovrebbe essere disponibile nel 2020, anche se i tempi esatti non sono ben chiari. Se sarà 2020 inoltrato, probabilmente non vedremo Mac con Tiger Lake fino al 2021.

Lakefield l’anno prossimo (forse)

Intel ha un altro prodotto a 10 nm in arrivo nel 2019, ovvero Lakefield. Si tratta di una tecnologia di stacking tridimensionale che consente a Intel di impilare il processore principale, la RAM e l’architettura della piattaforma, come i controller di archiviazione e USB, uno sopra l’altro. L’idea è di stipare tutto in un’area molto più piccola.

Lakefield non è davvero destinato ai tradizionali laptop a conchiglia come i MacBook, ma a tablet convertibili, pieghevoli due-in-uno e altri nuovi e innovativi form-factor. Non è chiaro quindi se Apple vorrà inseguire Lakefield come soluzione per i Mac. Quando infatti Cupertino vuole dispositivi portatili innovativi, si rivolge a iOS e ai suoi processori proprietari. Tuttavia, potrebbe essere una buona scelta per prodotti come il MacBook da 12 pollici o il recente MacBook Air, che danno priorità alla portabilità e alla durata della batteria rispetto alle prestazioni top-end.

L’ingombro minimo di una scheda logica basata su Lakefield lascerebbe molto più spazio all’interno di quei laptop per più batteria. Se Apple farà qualcosa con Lakefield, probabilmente non la vedremo fino al 2020. Apple inoltre rientra raramente nella prima ondata di prodotti che utilizzano un nuovo processore o piattaforma Intel e si prevede che i primi PC Windows basati su Lakefield arriveranno sul mercato a fine anno.

7nm è molto lontano per Intel

Intel ha avvertito che il suo processo produttivo a 10 nm, già in ritardo di anni, rimarrà disponibile per molto tempo. Si prevede che il suo prodotto di punta a 7nm arriverà nel 2021, ma sarà destinato a server e datacenter e non ai PC consumer o aziendali. L’A12 di Apple è già stato realizzato utilizzando un processo a produttivo 7 nm ed entro il 2021 è previsto che TSMC (il partner di Apple per la produzione di chip) sarà pronta addirittura per il processo a 5 nm.

Va però specificato che non tutte le aziende misurano le dimensioni dei chip allo stesso modo e che il processo a 10 nm di Intel è più vicino ai 7 nm di TSMC, mentre il processo di 7 nm di Intel sarà vicino al processo a 5 nm di TSMC. Intel potrebbe non disporre di chip consumer a 7nm in grandi volumi fino al 2022 e, anche se arriveranno alla fine del 2021, Apple potrebbe non essere in grado di portarli sul Mac fino a quel momento. Ciò lascerebbe molto tempo ad Apple per passare a processori proprietari per Mac basati su ARM e per dare l’addio (chissà se definitivo) a Intel.