I ricercatori di IBM hanno annunciato un importante passo avanti nella tecnologia dei nanotubi di carbonio, che potrebbe accelerare lo sviluppo di chip più piccoli e più potenti.

Il team ha trovato un modo per collegare nanotubi di carbonio con transistor al silicio in modo tale che la dimensione della connessione non incida negativamente sulle proprietà elettriche.

Ridurre le dimensioni dei transistor e dei circuiti associati è di vitale importanza per rendere sempre più potente la tecnologia chip e seguire la Legge di Moore, ma la tecnologia convenzionale si sta avvicinando velocemente ai suoi limiti.

All'interno di un laboratorio IBM. Le soluzioni nei barattoli di vetro contengono nanotubi di carbonio

All’interno di un laboratorio IBM. Le soluzioni nei barattoli di vetro contengono nanotubi di carbonio

All’inizio di quest’anno, un consorzio internazionale guidato da IBM ha rivelato lo sviluppo di un chip con transistor più piccoli di 7 nanometri, ovvero circa 10.000 volte più sottili di un capello umano.

I transistor hanno offerto ottime performance ad alta velocità – esattamente ciò che è necessario per gli smartphone i supercomputer più potenti – e i nanotubi di carbonio si sono comportati come ottimi, minuscoli conduttori. Ma c’è stato un problema.

Poiché la dimensione del contatto tra chip e nanotubi di carbonio diventa più piccola, aumenta la resistenza, e una maggiore resistenza significa utilizzo di maggiore energia – il contrario di ciò che è richiesto.

Ed è qui che entra in gioco l’ultima innovazione di IBM. L’azienda ha trovato un modo per connettere transistor e nanotubi in modo che la resistenza non vari con la dimensione della connessione.

Ma IBM ha ancora lavoro da fare. La nuova tecnica fornisce una resistenza uniforme di circa 30 kiloohm per tutte le dimensioni del connettore, e l’obiettivo è ridurla ulteriormente a circa 18 kiloohm.

Lo scorso anno, IBM ha dichiarato che avrebbe investito 3 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo nella tecnologia avanzata del circuito integrato a 7 nanometri. Questo ambito include i nanotubi di carbonio, così come l’informatica quantistica, i transistor a basso consumo e la fotonica del silicio.