Con il supercomputer Tianhe-2 la Cina mantiene il primo posto della Top 500

Nell’edizione di giugno 2015 della classifica semestrale dei supercomputer più potenti al mondo compaiono i sistemi italiani HPC 2 di Eni e il Fermi del CINECA

Il supercomputer cinese Tianhe-2 mantiene il primo posto nella Top 500, la classifica dei supercomputer più potenti al mondo. Sviluppato dalla National Defense University cinese, il Tianhe-2 si trova presso il National Super Computer Center di Guangzhou, e con la sua prestazione massima raggiunta di 33.863 teraflop al secondo mantiene il primo posto in cima alla lista da più di due anni, ovvero da cinque edizioni della Top 500, pubblicata ogni sei mesi.

Al secondo posto c’è il supercomputer Titan, che si trova all’Oak Ridge National Laboratory in Tennessee.

Il computer IBM Sequoia, collocato presso il Lawrence Livermore National Laboratory in California, è la terza macchina più veloce, e il quarto della lista è il computer Fujitsu K che si trova in Giappone, presso l’Advanced Institute for Computational Science. L’unica new entry nella top 10 è il computer Shaheen II della King Abdullah University of Science and Technology in Arabia Saudita, che è classificato al settimo posto.

L’Italia compare nella classifica con quattro supercomputer: l’HPC 2 del centro di ricerca di Eni, al 17esimo posto, e il suo predecessore HPC 1 (al 149esimo posto); i supercomputer Fermi e Galileo, entrambi collocati presso il CINECA, che si trovano rispettivamente al 32esimo e al 105esimo posto della classifica. Tutte e quattro le macchine sono realizzate da IBM.

La Top 500, pubblicato due volte l’anno in concomitanza dell’International Supercomputing Conference, è un indicatore dello stato di sviluppo e di investimento in high-performance computing in tutto il mondo. Fornisce anche una panoramica delle tecnologie utilizzate dagli enti che costruiscono queste potenti macchine, ma la partecipazione è volontaria. E’ possibile, quindi, che esistano altri supercomputer, altrettanto o ancora più potenti, che non vengono conteggiati nella lista.

Mentre ci sono alcuni cambiamenti importanti nelle prime posizioni della classifica, la potenza di calcolo aggregata delle 500 società continua ad aumentare, ma il ritmo sta rallentando. La lista attuale rappresenta 361 petaflop al secondo di prestazioni, in crescita del 31 per cento rispetto all’anno scorso, ma con un evidente rallentamento nella crescita, secondo gli autori dello studio.

L’aumento dell’uso di processori grafici, le cosiddette GPU, si riflette nella top 10. Due macchine utilizzano i processori Nvidia K20x: il secondo classificato Cray Titan e il sesto classificato Cray Piz Daint, installato in Svizzera presso il National Supercomputing Centre.

I chip Xeon E5 di Intel continuano a dominare. Nell’80 per cento dei sistemi, che rappresentano il 67 per cento del rendimento totale, infatti, compaiono chip Intel delle tre generazioni SandyBridge, Ivybridge e Haswell.

La Top 500 è compilata da esperti di supercomputing de l’Università di Mannheim, in Germania; l’University of Tennessee, Knoxville; e il Dipartimento di Energia del Lawrence Berkeley National Laboratory, in California.