Il mercato PC sembra non essere più in grado di uscire dalla buca che si è scavato negli ultimi quattro anni, almeno a leggere le previsioni di IDC per il quarto trimestre 2015. A fine dicembre si stima infatti che le consegne di PC caleranno del 10% rispetto allo stesso periodo del 2014 e, se ciò si verificasse davvero, significherebbe un 2015 con un -10,3% sul 2014. In pratica se lo scorso anno sono stati consegnati si rivenditori 308.2 milioni di PC, quest’anno la cifra potrebbe scendere a 276.7 milioni.

Si tratterebbe del calo anno su anno più grande da quando IDC, nel 1996, ha cominciato a fornire le sue stime sulle consegne dei PC. Finora il record ano su anno è stato nel 2013 con un -9.1% rispetto al 2012, ma le stime per il 2015 paiono ormai confermare un nuovo (e negativo) primato.

IDC ha riportato diversi motivi per spiegare un simile crollo, passando dal rafforzamento del dollaro e finendo con le scorte degli OEM accumulatesi in quantità maggiore del previsto, ma la ragione principale continua a essere un’altra. Semplicemente i consumatori non sono più interessati come un tempo a cambiare PC spendendo qualsiasi valuta essa sia (dollari, euro, sterline ecc.). Se mai preferiscono spendere quei soldi per comparsi un nuovo smartphone o, in misura minore, un nuovo tablet.

Tutto questo, secondo IDC, non significa però che il PC sia morto, ma solo che gli utenti tendono a farsi durare di più il PC che hanno già in casa e, in questo senso, l’uscita di Windows 10 a fine luglio non ha certo migliorato le cose. L’upgrade gratuito al nuovo sistema operativo di Microsoft, che ha interessato centinaia di milioni di PC in tutto il mondo, ha convinto tantissimi utenti a ritardare l’acquisto di un nuovo PC, anche perché i requisiti hardware richiesti da Windows 10 sono bene o male gli stessi di chi già utilizzava Windows 7 o Windows 8.

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IDC è però convinta che altri consumatori abbiano approfittato (o approfitteranno presto) di Windows 10 per cambiare il loro PC, magari come scusa per mandare in pensione un notebook con 4 o 5 anni alle spalle, o più semplicemente per passare a soluzioni 2 in 1 ibride che tanto stanno piacendo in questo periodo. Resta il fatto che né IDC, né Gartner sono riusciti finora a prevedere quando avverrà davvero questo rinnovo generalizzato dei PC in chiave Windows 10.

Eppure l’analisi di IDC si chiude con un tono di speranza. Nei prossimi anni infatti è prevista un’accelerazione di vendite di PC che andranno a rimpiazzare i vecchi modelli, soprattutto nel 2020 quando Microsoft cesserà il supporto per Windows 7 spingendo molti consumatori a passare a Windows 10 e quindi (almeno in parte) a un nuovo PC. Lo stesso tra l’altro che è accaduto lo scorso anno, quando la fine del supporto per Windows XP ha provocato un deciso innalzamento dei volumi di spedizioni di PC in tutto il mondo.

Altri analisti sono inoltre convinti che le aziende, solitamente molto restie a cambiare parco macchine e sistema operativo, rimpiazzeranno Windows 7 con Windows 10 anche prima del 2020, un po’ per evitare il “pasticcio” di Windows XP, un po’ perché la stessa Microsoft sta promuovendo in maniera anche piuttosto aggressiva la validità di Windows 10 in ambito corporate. Insomma, già nel 2019 la tendenza del mercato PC potrebbe volgere in positivo per tutte queste ragioni, ma fino ad allora aspettiamoci ancora trimestri caratterizzati dal segno meno… e speriamo che non siano percentuali a due cifre.