Microsoft e Qualcomm, che si preparano a lanciare una versione completa di Windows 10 sui processori ARM con tecnologia di emulazione di applicazioni x86, hanno provocato il disappunto di Intel. Quando arriveranno sul mercato, presumibilmente entro quest’anno, i chip Snapdragon di Qualcomm saranno i primi processori basati su ARM che possono eseguire Windows 10 su computer portatili e desktop a basso consumo energetico.

Lo scorso dicembre Microsoft e Qualcomm hanno annunciato che stavano collaborando per costruire una serie di PC Windows 10 basati su chip Qualcomm Snapdragon che eseguono applicazioni x86 Win32 e Windows universali, tra cui Adobe Photoshop, Microsoft Office e i più popolari giochi Windows. “Windows 10 alimentato dai processori Snapdragon offrirà le stesse applicazioni e funzionalità di Windows 10 su tablet, notebook, computer portatili e PC. I dispositivi eseguiranno le applicazioni Universal Windows Platform (UWP) e Win32 tramite l’emulazione”, aveva scritto all’epoca Qualcomm.

Microsoft ha ulteriormente discusso la sua nuova categoria di PC “Always Connected” alla conferenza Build il mese scorso; e i produttori di PC partner di Microsoft hanno mostrato alcune nuove funzionalità basata sulla piattaforma Snapdragon al Computex 2017.

Microsoft ha annunciato che ASUS, HP e Lenovo saranno i primi produttori a lanciare dispositivi Windows 10 Always Connected utilizzando la piattaforma Snapdragon 835 Mobile PC di Qualcomm. “Questi nuovi dispositivi offrono Windows, connettività LTE always-on e lunga durata della batteria”, ha spiegato Microsoft al Computex.

Sembra che per Intel questa sia stata l’ultima goccia.

In un post pubblicato la scorsa settimana il responsabile legale di Intel, Stephen Rodgers, e il direttore dei laboratori, Richard A. Uhlig, hanno fatto implicito riferimento all’accordo tra Microsoft e Qualcomm.

Sembra che alcune aziende vogliano cercare di emulare x86 ISA, che è proprietà di Intel, senza l’autorizzazione di Intel”, si legge nel post. “Non accettiamo la violazione illegale dei nostri brevetti e ci aspettiamo che altre aziende continuino a rispettare i diritti di proprietà intellettuale Intel. Intel protegge con attenzione le sue innovazioni x86 e non autorizza indistintamente altri a usarle”.

I due manager di Intel hanno sottolineato che l’emulazione non è una nuova tecnologia, e l’ultima azienda che ha dichiarato di aver prodotto un processore compatibile x86 attraverso l’emulazione – Transmeta – è stata portata in tribunale.

Nel caso specifico, Transmeta non ha avuto successo commerciale ed è uscita dal business dei microprocessori 10 anni fa”, ha dichiarato Intel. “Solo il tempo ci dirà se nuovi tentativi di emulare ISA x86 di Intel avranno un destino diverso”.

Il riferimento di Intel alla causa con Transmeta, che risale al 2007, è piuttosto singolare. Inizialmente fu Transmeta a citare in giudizio Intel per la violazione di alcuni suoi brevetti. Intel a sua volta fece causa al Transmeta per la violazione di brevetti Intel. Alla fine, fu Intel a pagare 250 milioni di dollari e a prendere in licenza le tecnologie di Transmeta.

Non capisco perché tirar fuori una situazione in cui ha dovuto pagare”, ha dichiarato Mark Hung, vice presidente di ricerca per l’IoT e la tecnologia wireless di Gartner, commentando il post di Intel. “Ma non c’è dubbio che il post facesse riferimento all’annuncio Microsoft-Qualcomm”.

È passato molto tempo da quando Intel ha dovuto difendere la propria piattaforma x86, regolarmente emulata dalle aziende negli anni ’80 e ’90. Ma Intel si sente minacciata da questo annuncio perché il gigante dello spazio della telefonia mobile – Qualcomm – sta ora “cominciando a sfruttare la propria posizione in quel mercato per infiltrarsi nel territorio di Intel per quanto riguarda PC e computer portatili”, ha dichiarato Hung.

Quando Microsoft ha lanciato il suo tablet Surface nel 2012 – con processori ARM di Qualcomm – il dispositivo era basato su Windows RT e poteva eseguire un numero limitato di applicazioni. Al contrario, il tablet di fascia alta Surface Pro, basato sui processori Intel Core i, può gestire tutta la gamma di applicazioni Windows.

La recente collaborazione tra Microsoft e Qualcomm significa che gli utenti aziendali potranno eseguire l’intera gamma di applicazioni Windows su processori ARM.

Per le aziende questo significa che, per eseguire Windows, non sono più vincolate esclusivamente a Intel o, in misura minore, ad AMD”, ha sottolineato Hung. “Ora hanno una terza scelta con Qualcomm e forse, in futuro, con altri produttori di processori ARM”.

In un mondo mobile-first, la domanda ora diventa come Microsoft pensa di sostenere il mercato del PC; per Qualcomm, si tratta di capire come può diversificarsi in nuovi mercati.

Microsoft e Qualcomm vogliono conquistare parte del mercato enterprise, nel quale è importante avere dispositivi che possono trarre vantaggio dalla connettività LAN e WAN, che hanno una lunga durata della batteria e supportano una versione completa di Windows 10 e delle sue applicazioni.

“Dato che molti carichi di lavoro si stanno muovendo verso il cloud, la necessità di potenza di calcolo dal lato client è in continua evoluzione”, ha dichiarato Hung. “Quindi, non è necessario che la piattaforma Qualcomm-Microsoft sia la migliore piattaforma per computer portatili e notebook: data l’ampia gamma di esigenze degli utenti aziendali, bisogna rispondere anche alle necessità dei lavoratori sul campo, non necessariamente sempre collegati”.