PC low-cost? Conteranno sempre meno

Diversi analisti prevedono una progressiva diminuzione dei PC a basso costo, il cui mercato è stato eroso anno dopo anno da tablet e smartphone.

Nel 2008 i netbook portarono una grande rivoluzione nel mondo dei notebook/" title="PC portatili" class="sitelink">PC portatili, principalmente per merito dei loro prezzi molto bassi (si partiva anche da 120-150 euro). Quei giorni però sono ormai lontani (sappiamo tutti che fine abbiano fatto i netbook con l’avvento dei tablet) e ora, per chi vuole acquistare PC a basso prezzo (soprattutto con Windows), la scelta inizia a scarseggiare.

Non che non ci saranno più modelli entry-level per chi si accontenta di PC low cost, ma saranno meno rispetto agli anni scorsi e gli affari migliori si faranno soprattutto con i Chromebook, PC portatili con sistema operativo Chrome OS e basati principalmente per funzionare online sul web che però rappresentano al momento solo il 2,8% dell’intero mercato PC.

Per il resto HP e Dell si stanno disinteressando ai PC low-cost e offrono solo una manciata di laptop e desktop al di sotto dei 300 euro. Il motivo non è difficile da comprendere. Ormai chi acquista un PC nuovo, sia portatile, sia fisso, cerca prodotti di medio e alto livello, visto che ormai i tablet e in parte anche i phablet hanno rimpiazzato per molti i PC entry-level. Eppure non tutti i produttori hanno scelto questa strada. Acer, Asus e Lenovo infatti hanno a listino una scelta leggermente più ampia per chi vuole spendere poco, come nel caso dell’IdeaPad 100 di Lenovo con Windows 10 (negli USA si parte da 179 dollari) o con Chromebook che partono da 199 dollari.

Anche le aziende inizieranno a sostituire i propri parchi PC con modelli nuovi con Windows 10

Il discorso in fondo è semplice. Chi non si accontenta di un tablet o di uno smartphone e vuole qualcosa di meglio punta direttamente su PC di un certo livello e di un certo prezzo, andando cioè alla ricerca di prodotti con display migliori, processori più veloci e potenti e memorie SSD. A riprova di ciò, se le consegne di PC nel 2015 si sono attestate attorno ai 276 milioni (dati IDC) con un -10,4% rispetto al 2014, i PC per il gaming hanno invece fatto registrare una crescita notevole lo scorso anno e, con l’arrivo della realtà virtuale, questa fascia di prodotti è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni.

Anche le aziende inizieranno a sostituire i propri parchi PC con modelli nuovi con Windows 10 e, solitamente, si tratta di macchine di un certo costo rispetto ai modelli consumer, soprattutto per quanto riguarda i 2 in 1 e gli ibridi che proprio nel mercato aziendale sembrano essere molto richiesti. Alcune settimane fa Intel e AMD hanno dichiarato di aspettarsi un aumento dei prezzi di PC nel corso del 2016, mentre Gartner e IDC non prevedono grandi variazioni di prezzo, seppur le eccezioni non manchino.

Secondo l’analista di Gartner Mikako Kitagawa per esempio i prezzi degli ibridi tenderanno a calare gradualmente sia per la domanda crescente, sia per l’abbassamento dei prezzi dei componenti. In altri casi, a causa delle fluttuazioni del dollaro e di altri fattori, i prezzi invece saliranno, ma secondo Kitagawa ciò non influirà molto sulle vendite dei PC, o almeno non come negli scorsi anni. Su questo versante infatti Kitagawa ha pochi dubbi: “Ora è la qualità che conta e non tanto pil prezzo per chi vuole acquistare un nuovo PC. Ci saranno sempre persone interessate a PC a basso conto, ma saranno sempre più in minoranza”.