Le tecnologie di Seagate per gli Hard Disk del futuro

SMR, TDMR e HAMR sono le tre tecnologie sulle quali Seagate punta per i suoi prossimi Hard Disk.

In un recente comunicato stampa Seagate ha annunciato le tre tecnologie sulle quali punterà maggiormente in futuro per i propri Hard Disk iniziando dal SMR (shingled magnetic recording). In realtà questa tecnologia è stata introdotta dal produttore americano già da due anni e integrata in oltre 4 milioni di Hard Disk, ma gli spazi di miglioramento sono ancora molti.

Per sfruttare al meglio l’SMR infatti Seagate deve lavorare molto anche sul versante software e non solo hardware, collaborando a stretto contatto con i suoi clienti e rilasciando sempre nuovi firmware per velocizzare i dischi, che teoricamente forniscono prestazioni più basse in scrittura rispetto a quelli PMR (perpendicular magnetic recording). Seagate crede molto in questa tecnologia anche perché si appresta a inserirla anche in prodotti consumer ad alta capacità e nel settore sempre più importante dei server.

Ma cos’è che rende speciale l’SMR? In pratica questa tecnologia permette di sovrapporre le tracce eliminando il tradizionale “gap”, in modo da aumentare il numero delle tracce e, di conseguenza, la densità di area di ogni piatto. “Dato che l’elemento di lettura sulla testina è più piccolo rispetto a quello di scrittura, tutti i dati possono essere letti dalla traccia ‘tagliata’ senza compromettere l’integrità. Inoltre, possiamo usare elementi tradizionali di lettura e scrittura”, ha specificato Seagate. In questo modo un disco SMR, con firmware e software adeguati, è in grado di gestire meglio le riscritture e ha anche un potenziale effetto benefico sulle prestazioni.

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Un’altra tecnologia a cui il produttore hardware americano sta guardando con grande interesse, nonostante la sua complessità, è l’HAMR (heat-assisted magnetic recording), che permette di aumentare la densità dei piatti magnetici con lo scopo di realizzare Hard Disk da 100 TB entro il 2025. L’HAMR registra dati magneticamente con un’alta stabilità usando un laser termico per riscaldare i bit in modo da modificarne il valore, ma proprio per questo possono insorgere alcuni problemi di affidabilità e Seagate vuole aspettare ancora un po’ prima di introdurre questa tecnologia in prodotti commerciali, ponendosi quindi un orizzonte temporale piuttosto lungo.

L’obiettivo di Seagate è comunque quello di consegnare i primi Hard Disk HAMR a clienti selezionati tra il 2016 e il 2017, per poi partire con una produzione in più ampi volumi negli anni successivi. Prima del 2025 vedremo invece i primi prodotti con tecnologia TDMR (Two Dimensional Magnetic Recording), un’estensione del SMR che stando a Seagate dovrebbe essere pronta al massimo entro due anni e permetterà di aumentare notevolmente la capacità dei dischi.

AUTOREFrancesco Destri
Francesco Destri
Collaboratore Francesco segue il mondo della tecnologia dal 1999, scrivendo per numerose testate online e cartacee. È specializzato soprattutto in tecnologia B2B, hardware e nuovi media.