La recensione del nuovo MacBook Pro da 13’’

Il nuovo laptop Pro di Apple punta soprattutto sull’autonomia, sulla velocità della memoria flash e sul trackpad Force Touch.

L’ultima volta che ho recensito il MacBook Pro da 13’’ ero stato colpito dalle sue dimensioni, dalla portabilità e dalle prestazioni. La solidità trasmessa dallo chassis in alluminio, il display Retina, le altissime prestazioni e la durata della batteria mi avevano convinto a consigliare caldamente quel laptop.

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Ora, dopo aver trascorso un po’ di tempo con il nuovo modello del MacBook Pro da 13’’ da poco disponibile sul mercato, sono addirittura più impressionato rispetto alla volta scorsa. Con prezzi a partire da 1.499 euro, il nuovo MacBook Pro da 13’’ ha praticamente lo stesso peso (circa 1,58 Kg) e le stesse dimensioni del modello dello scorso anno (lo spessore è rimasto di 1,8 cm), pur integrando diverse novità nell’architettura interna tra cui una batteria ancora più efficiente e un più veloce sistema di storage flash basato su interfaccia PCIe.

Il trackpad Force Touch

La novità più significativa, nonché quella di cui ci si accorge subito, è l’integrazione del nuovo trackpad Force Touch. A prima vista il nuovo trackpad sembra identico a quello visto su qualsiasi laptop Apple. Ha ancora la superficie in vetro, ha le stesse dimensioni e supporta azioni e gesture multitouch, ma basta cliccarvi sopra per accorgersi che qualcosa è cambiato.

Ciò che rende diverso e nuovo questo trackpad è la presenza di quattro sensori interni in grado di rilevare la quantità di pressione esercitata dall’utente. In più il trackpad Force Touch è sensibile al contesto, offrendo cioè diverse funzionalità a seconda dell’applicazione che si sta usando. Premendo con una certa forza sul testo al di sotto di un’icona, si modifica il nome, mentre con una pressione identica direttamente sull’icona si apre una piccola finestra con la preview e le informazioni del file (foto, video, documento) e l’opzione per aprire quel file con una specifica applicazione. Un altro esempio può essere fatto con QuickTime, in cui la velocità di avanzamento e riavvolgimento di un video dipende da quanta forza si esercita sul trackpad.

Il Force Touch influisce positivamente anche sulla navigazione con Safari
Il Force Touch influisce positivamente anche sulla navigazione con Safari

Anche Safari supporta il Force Touch. Premendo sul trackpad quando il puntatore del mouse si trova su una parola, si può osservare il suo significato, mentre premendo quando il puntatore è su un link appare una finestra pop-up con la preview della pagina. Il Force Touch implementa inoltre un feedback tattile, anche se l’unica app che sono riuscito a testare con questa funzionalità è stata iMovie 10.0.7 (alla fine di una clip si avverte un leggero feedback provenire dal trackpad).

Questo è il terzo prodotto Apple a integrare il Force Touch e il feedback tattile assieme all’Apple Watch e al nuovo MacBook; sarà interessante vedere come questa tecnologia verrà implementata in futuro, ma già ora questo nuovo trackpad funziona davvero bene, anche se ci vorrà un minimo di pratica per abituarsi ad esso. In ogni caso la sensibilità del Force Touch può essere impostata nelle opzioni di sistema e volendo, se proprio non vi trovate bene con questa novità, potete anche disabilitarla del tutto, sebbene non veda il motivo per cui dobbiate farlo.

Le altre novità hardware

Oltre al nuovo trackpad anche l’altra architettura interna è stata rivista. Questo nuovo MacBook Pro da 13’’ integra i processori Intel Core i5 e i7 di quinta generazione (Broadwell). Il modello entry level qui recensito viene venduto con un Intel Core i5 dual-core da 2.7 GHz (fino a 3.1 GHz in modalità Turbo Boost), con 8 GB di RAM LPDDR3 a 1866 MHz, con memoria interna flash-PCIe da 128 GB e con processore grafico integrato Intel Iris 6100, più che sufficiente a pilotare il display Retina con risoluzione di 2560×1600 pixel.

Volendo, ci sono altre due configurazioni disponibili. Il modello da 1.699 euro ha 256 GB di storage interno, mentre quello da 2.049 euro è equipaggiato con un Intel Core i5 da 2.9 GHz (in Turbo Boost raggiunge però i 3.3 GHz) e con 512 GB di memoria interna. Non manca naturalmente la possibilità di personalizzare ulteriormente l’hardware. Per un processore Intel Core i7 da 3.1 GHz si spendono in più 350 euro, mentre altri 8 GB di RAM costano 200 euro e l’upgrade a 1 TB di storage costa 500 euro in più.

A livello di connessioni il nuovo MacBook Pro integra due porte Thunderbird 2, due porte USB 3.0, un doppio microfono con funzione di cancellazione del rumore, una porta HDMI, uno slot SDXC e un ingresso per le cuffie, oltre alla connettività Bluetooth 4.0 e Wi-Fi ac. La tastiera retroilluminata si adatta automaticamente all’illuminazione dell’ambiente circostante permettendo così di scrivere agilmente anche al buio, mentre la webcam FaceTime funziona più che bene per videochat su Skype o FaceTime.

Prestazioni quotidiane

Per come l’ho usato in questi giorni di prova, il nuovo MacBook Pro mi ha pienamente soddisfatto. Tra la nuova architettura PCIe a quattro canali per lo storage, i processori Intel Core Broadwell e OS X Yosemite, le applicazioni si avviano molto velocemente e non ho riscontrato problemi di fluidità con molte delle operazioni svolte. Questo è un laptop ideale per chi cerca un perfetto bilanciamento tra potenza e prestazioni. Nessun problema nemmeno con applicazioni di un certo peso come Final Cut Pro e con la gestione di più sistemi operativi virtualizzati tramite app come Parallels.

Lo scontro diretto ha visto vincitore il MacBook Pro da 15'' del 2012 (sinistra).
Lo scontro diretto ha visto vincitore il MacBook Pro da 15” del 2012 (sinistra).

Se però cercate le massime prestazioni, il modello da 15’’ di tre anni fa con processore quad-core è ancora la scelta migliore. Anche se non ho sperimentato rallentamenti significativi durante il mio uso quotidiano, il nuovo MacBook Pro da 13’’ non è il Mac portatile più veloce in listino. Come test ho decodificato un video di 43 minuti, impiegando 32 minuti e 35 secondi sul MacBook Pro da 15’’ del 2012 e 56 minuti e 5 secondi sul nuovo modello da 13’’. Per esportare un filmato in 720p con iMovie 10.0.7, ho impiegato 3 minuti e 36 secondi sul MacBook Pro di tre anni fa e 9 minuti 56 secondi sul nuovo modello.

Per quanto riguarda invece la batteria, i risultati sono stati incredibili. Durante il primo giorno di prove, dopo sei ore e mezzo di uso continuato con Wi-Fi e Bluetooth attivi, schermo con luminosità al 80% e un utilizzo piuttosto intensivo di applicazioni come Mail, Safari e Pages, avevo consumato solo il 60% della batteria, con ancora circa quattro ore di autonomia per il giorno successivo.

Conclusioni

Il nuovo MacBook Pro da 13’’ non è il laptop più leggero sul mercato, ma per chi non ha necessità di prestazioni al top e vuole un ampio parco connessioni, una costruzione solida e impeccabile e un’elevata autonomia, questo nuovo modello non deluderà.