Il nuovo MacBook è un MacBook Air aggiornato o qualcosa di più?

Le somiglianze tra i due laptop di Apple non sono poche secondo diversi analisti.

Il nuovo sottilissimo, leggerissimo e stilosissimo MacBook presentato da Apple la scorsa settimana dimostra chiaramente la direzione verso cui Cupertino intende portare i suoi laptop. A sostenerlo è anche l’analista di Creative Strategies Tim Bajarin, convinto che il progetto di Apple spinga a pieno regime verso un chiaro processo di miniaturizzazione su cui l’azienda vuole puntare nei prossimi 3-5 anni. Per confermare questa sua tesi, Bajarin ha fatto riferimento al nuovo trackpad completamente riprogettato e alla nuova scheda logica miniaturizzata, che ha permesso al MacBook di essere più sottile addirittura del MacBook Air.

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Bajarin è anche convinto che la mossa di Apple di dotare il nuovo MacBook di una sola porta di connessione (un’unica USB-C) sia sintomo della volontà di andare verso un ecosistema completamente wireless. “I prossimi notebook non avranno nemmeno una porta di connessione e anche la carica sarà effettuata senza il bisogno di cavi”, afferma l’analista.

Ciò che Apple ha ora con il nuovo MacBook migrerà verso altri prodotti come già successo dopo l’arrivo del MacBook Air nel 2008. Quel laptop, venduto al lancio a un prezzo non proprio per tutti (si partiva da 1.799 euro), anticipò e di fatto influenzò la decisione di Apple di puntare sulla massima sottigliezza anche per prodotti come il MacBook Pro e l’iMac, senza contare l’importanza sempre più primaria degli SSD e la scomparsa del lettore-masterizzatore DVD integrato, che sarà poi presa come modello anche da altri produttori di notebook.

Ecco perché secondo Bajarin il nuovo MacBook servirà come guida per i prossimi prodotti di Apple proprio come fece il MacBook Air, che alla sua uscita era l’unico laptop sul mercato con quelle caratteristiche. Ma la sua influenza contagerà anche altri produttori hardware, che sicuramente “copieranno” alcune delle caratteristiche e feature del nuovo MacBook per realizzare laptop di fascia alta, anche se ciò secondo Bajarin non succederà in tempi brevissimi. “Basti pensare che solo per il concept della scheda madre Apple è avanti a tutti di almeno un anno”, ha detto Bajarin.

Se in generale gli analisti sono rimasti impressionati dal nuovo MacBook, altri hanno iniziato a farsi delle domande sul posizionamento che questo lussuoso notebook occuperà nella line-up di Apple

Anche altri analisti hanno visto delle somiglianze tra la posizione sul mercato del MacBook Air nel 2008 e del nuovo MacBook dette anni dopo. Stephen Baker di NPD Group afferma ad esempio che la prima somiglianza tra i due modelli è il prezzo, tale da renderli entrambi prodotti di gamma alta e quindi di nicchia. Basti pensare che il MacBook Air per almeno due anni rimase un modello di secondo piano nella gamma dei portatili di Apple almeno fino al 2010, quando Cupertino decise di adottare esclusivamente gli SSD e fece uscire un modello da 11’’ sotto i 1.000 dollari. Modello che nel 2014, grazie a ulteriori cali di prezzi (ora si trova sotto i 900 dollari), ha recuperato ulteriore terreno.

Diversi analisti, come Ezra Gottheil di Technology Business Research, prevedono che il nuovo MacBook seguirà questo stesso andamento dei prezzi, caratterizzandosi inizialmente come un prodotto destinato a una fascia di utenti “enthusiast”, che oltre alla potenza e alle funzionalità cercano anche un prodotto bello e dal look unico. Non a caso Apple offrirà per il nuovo MacBook tre colori tra cui scegliere, ovvero il tradizionale argento, grigio siderale e oro. Gli stessi esatti colori dei nuovi iPhone e iPad e Bajarin prevede che l’oro avrà un grande successo soprattutto in Cina.

Se in generale gli analisti sono rimasti impressionati dal nuovo MacBook, altri hanno però iniziato a farsi delle domande sul posizionamento che questo lussuoso notebook occuperà nella line-up di Apple. Baker ad esempio fa fatica a capire perché il MacBook Air non sia più il laptop più leggero di Apple e perché a Cupertino abbiano sentito il bisogno di creare un prodotto completamente nuovo, senza invece intervenire sulla linea degli attuali Air.

In effetti Baker non ha tutti i torti, se si pensa che l’ultimo MacBook prima di questo è stato dismesso da Apple nel 2011 e che si trattava del notebook più economico in listino. Perché insomma non continuare con la sigla Air (che per Apple ha funzionato anche per gli iPad) e recuperare invece quella del Macbook, che non ricorda certo un prodotto di eccellenza?