Criptovaluta Chia: gli SSD faranno la fine delle GPU?

La criptovaluta storage-based Chia potrebbe presto rendere gli SSD di fascia alta introvabili e costosissimi, proprio come è successo alle GPU a causa del mining di Bitcoin e compagni.

Una nuova criptovaluta emergente, Chia, potrebbe causare al mercato dei dischi rigidi e degli SSD ciò che le criptovalute più tradizionali come Bitcoin ed Ethereum hanno causato alle GPU: aumentarne i prezzi a dismisura e renderli quasi impossibili da acquistare. E in Asia questa tendenza sarebbe già iniziata. Chia è guidata dal fondatore di BitTorrent, Bram Cohen, ora amministratore delegato del Chia Project. I “minatori” di Chia hanno iniziato a estrarre questa nuova criptovaluta a marzo e potranno cominciare con le transazioni in Chia a partire dal 3 maggio.

Le criptovalute tradizionali utilizzano la cosiddetta “proof of work” per autenticare le transazioni blockchain, con ricompense che diminuiscono progressivamente man mano che vengono estratte più monete. In realtà, ciò significa che i minatori di criptovaluta sono passati dalle CPU alle GPU (e persino agli ASIC specializzati) per estrarre le criptovalute nel modo più rapido ed efficiente possibile. Ma poiché gli ASIC specializzati sono impossibili da progettare e produrre per i consumatori, la domanda di GPU è aumentata vertiginosamente, facendo salire i prezzi di centinaia di dollari/euro rispetto a quelli di listino.

Chia usa la “proof of time and space ” per raggiungere obiettivi simili, ma lo fa tramite storage. Gli utenti della blockchain di Chia “seminano” lo spazio inutilizzato sul proprio disco rigido o SSD installando un software che memorizza una raccolta di numeri crittografici sul disco chiamati “plot”. Utilizzando il software di Chia, i minatori scansionano i blocchi per vedere quale hash sia più vicino alla sfida crittografica e infine trasmettono il risultato a un server separato, noto come “timelord”.

adv
Cloud Communication Business

Nell’era digitale il centralino va in Cloud

La telefonia di nuova generazione è in software-as-a-service: non richiede di installare centralini hardware, gestisce fisso e mobile, e consente di attivare nuove linee o filiali con un clic, abilitando Smart Working e Unified Communication. SCOPRI DI PIÙ >>

Tutto ciò significa che Chia sfrutta il vostro spazio di archiviazione in eccesso, piuttosto che la vostra GPU. Ecco perché chi si appresta a minare Chia vuole dare la priorità sia alle dimensioni dello storage, sia alla sua velocità, il che significa che si preferiranno di gran lunga gli SSD più grandi e più veloci, in particolare quelli che utilizzano l’interfaccia NVMe. Tuttavia, Chia sconsiglia di eseguire il suo software sull’unità di avvio del PC, a causa dell’usura che i calcoli necessari per il mining della criptovaluta provocano sulle unità di storage.

Ecco perché l’hardware Chia di riferimento dà la priorità all’archiviazione esterna, con rack di dischi rigidi tradizionali o SSD archiviati in un NAS o in un’altra disposizione. L’obiettivo, dice Chia, è massimizzare il numero di terabyte con un consumo energetico minimo (una GPU discreta non è nemmeno elencata tra l’hardware suggerito). È quasi un tacito incoraggiamento ad acquistare tutti i dischi rigidi e gli SSD che potete.

Sfortunatamente (ma c’era da aspettarselo) alcuni report riportano che questi prodotti stanno già andando a ruba. La buona notizia, almeno per gli utenti consumer, è che i minatori di Chia sembrano bypassare le unità consumer per puntare direttamente su hardware di livello aziendale, la cui capacità e velocità offrono il massimo potenziale di mining.

In Cina, il South China Morning Post ha citato i funzionari dei negozi online Taobao e JD.com, segnalando che la maggior parte delle unità storage di livello aziendale con oltre 8 TB di spazio di archiviazione è esaurita. Il Post ha anche riferito che su JD.com il prezzo di un’unità WD da 12 TB è aumentato da 2.188 yuan (circa 337 dollari) a febbraio a 3.499 yuan (540 dollari) l’8 aprile, con un aumento del 59%.

Finora, gli effetti non sono stati avvertiti così profondamente negli altri mercati. Secondo PCPartPicker.com, il prezzo degli SSD SATA è quasi raddoppiato, soprattutto nella fascia bassa (immagine sopra). Ma i prezzi degli SSD M.2 di fascia alta sono rimasti pressoché invariati durante lo scorso anno e anche quelli dello storage di classe enterprise sembrano essere relativamente stabili anche nei grandi store online come Amazon.

Sebbene sia normale che i rack NAS vengano utilizzati per qualcosa di più dei semplici backup video e di rete, la scarsità di GPU legata al mining di criptovalute ha ostacolato per molti gli upgrade e i nuovi assemblaggi di PC. Se Chia renderà anche gli SSD di fascia alta una merce rara, la cosa diventerà ancora più frustrante.

Se questo articolo ti è stato utile, e se vuoi mantenerti sempre aggiornato su cosa succede nell’industria ICT e ai suoi protagonisti, iscriviti alle nostre newsletter:

CWI: notizie e approfondimenti per chi acquista, gestisce e utilizza la tecnologia in azienda
CIO:
approfondimenti e tendenze per chi guida la strategia e il personale IT
Channelworld: notizie e numeri per distributori, rivenditori, system integrator, software house e service provider

Iscriviti ora!

AUTOREMark Hachman
FONTEPCworld.com
Mark Hachman
Senior Editor di PC World.com In qualità di Senior Editor dell'edizione americana di PCWorld, Mark scrive principalmente notizie e approfondimenti su Microsoft e le tecnologie dei microprocessori, oltre ad altri argomenti. In passato ha lavorato per PCMag, ExtremeTech, BYTE, Slashdot, eWEEK e ReadWrite. Pubblichiamo le traduzioni dei suoi articoli in virtù dell'accordo di licenza con le testate di IDG Communications. Lo trovate su Twitter come @markhachman