Cinque prodotti Google che potrebbero non sopravvivere fino al 2030

Sappiamo tutti che il “cimitero” di Google è già bello pieno di bare e lapidi, ma da qui a fine 2029 chissà quanti altri progetti, prodotti e app faranno la stessa fine.

Applicazioni analitiche

Se seguite il sito Killed by Google, quello appena terminato è stato un decennio impegnativo. Non meno di 150 tra app e servizi della grande G sono infatti scomparsi negli ultimi 10 anni. Proprio lo scorso anno abbiamo salutato Inbox, Google+ e Allo. Inoltre, seppur tecnicamente sia ancora operativo, Hangouts chiuderà ufficialmente le sue porte digitali a giugno.

Gli anni ’20 potrebbero portare una “carneficina” ancora maggiore. Con molte delle app e dei servizi accessori di Google già morte e defunte, è logico che alcuni prodotti di grande richiamo subiranno la stessa sorte nei prossimi 10 anni, con il panorama tech che si sposterà dai dispositivi tradizionali e con l’emergere di nuove tendenze. Ecco cinque dei principali prodotti Google che potrebbero non essere più in vita da qui a fine 2029.

Android TV

In questo decennio abbiamo quasi salutato Android TV. Dopo anni di stagnazione e la morte del Nexus Player, Android TV ha concluso il decennio in grande stile, con un aggiornamento ad Android 10 e un nuovo dispositivo multimediale in streaming dedicato agli sviluppatori. Tuttavia, ciò potrebbe non essere sufficiente per salvarlo. Android TV è già in ritardo rispetto ad Apple, Amazon e Roku quando si parla di intrattenimento da salotto e non c’è motivo di credere che il divario colmerà entro la fine del 2029.

Non crediamo che Google si arrenderà alle sue ambizioni in ambito televisivo, ma non pensiamo nemmeno che il futuro di questo settore si riparerà sotto l’ombrello di Android. Piuttosto immaginiamo che Android TV subirà un rebranding a un certo punto quest’anno, con un’interfaccia più smart e una più profonda integrazione con Assistant. Il Chromecast fa già la maggior parte di ciò che fa Android TV, quindi non ci vorrebbe molto per unire le due piattaforme in un unico dispositivo a basso costo che potrebbe posizionare saldamente Google come leader dell’intrattenimento.

Wear OS

Google potrebbe essere tecnicamente arrivato sui nostri polsi con i suoi smartwatch prima di Apple, ma i device Wear OS non hanno mai raggiunto nemmeno lontanamente l’impatto che ha invece avuto Apple Watch. In soli cinque anni, la piattaforma wearable di Google ha subito un cambio di nome, una riprogettazione importante e un’iniezione di Google Assistant, senza però che tutto ciò abbia portato a grandi vantaggi.

Ora che Google sta acquistando Fitbit, è estremamente probabile che un dispositivo indossabile Made by Google esordirà sul mercato entro il prossimo anno. Saremmo molto sorpresi se non avesse un nuovo sistema operativo con le parti migliori di Wear OS e Fitbit OS e se non offrisse ciò che Google ha promesso con Android Wear tanti anni fa.

Google Voice

Sarà un giorno triste quando Google deciderà di staccare la spina a Voice, ma è praticamente inevitabile a questo punto. Con un’interfaccia web e RCS, Android Messages ha acquisito molte delle funzionalità di comunicazione che una volta erano esclusive di Google Voice, che è così diventato ridondante ad eccezione della parte vocale.

Google ha un’altra app per le chiamate che si adatta bene allo scopo. Dalla sua introduzione nel 2015, Project Fi si è evoluto in un servizio MVNO completo. Con il 5G pronto a esplodere, Google Fi è pronto a diventare un player serio nel mondo wireless. A un certo punto in questo decennio, sembra probabile che Google Voice si fonderà con Google Fi per creare il meglio di entrambi i mondi: una grande rete mobile se volete pagare e un numero senza operatore se non vorrete spendere nulla.

Chrome OS

Lo sappiamo, è pazzesco pensare che Google prenderebbe mai in considerazione l’abbandono del proprio sistema operativo desktop, ma Chrome OS potrebbe presto raggiungere i limiti di ciò che può fare. Le app Android tramite il Play Store non sono state completamente modificate e i dispositivi di fascia alta come i Pixelbook non riescono a mostrare tutta la loro potenza con un sistema operativo così leggero.

Tuttavia, gli anni ‘20 potrebbero apportare importanti modifiche a Chrome OS. Google non ha mai nascosto le sue ambizioni per il proprio sistema operativo di nuova generazione basato su Zircon, nome in codice Fuchsia. Non sappiamo troppo di questo progetto open source, ma ha il potenziale per cambiare le carte in gioco, cosa che un semplice aggiornamento di Chrome OS non riuscirebbe a fare. Piuttosto, pensiamo che Fuchsia sostituirà Chrome OS con Google OS, un sistema operativo moderno, potente e adattabile e in grado di crescere ed evolversi con i Chromebook.

Smartphone Pixel

Quando Google ha lanciato il Pixel originale nel 2016, ha optato per un device costoso in grado di ottenere gli ultimi aggiornamenti e funzionalità Android prima di qualsiasi altro smartphone. Quattro versioni dopo, Google continua a mantenere questa promessa, incluso il lancio di un modello stellare a basso costo, ma Pixel non è stato il successo decisivo che sarebbe dovuto essere.

Non crediamo che la gamma Pixel sia in pericolo imminente, ma saremmo molto sorpresi se Google li producesse ancora alla fine del 2029 e non necessariamente per apatia o scarse vendite. Piuttosto, pensiamo che i prossimi anni porteranno a una nuova direzione, in cui il Pixel si trasformerà dall’ennesimo smartphone in un vero hub per tutto ciò che Google avrà da offrire, liberandosi così dalla sua natura di semplice smartphone.

FONTEpcworld.com
Michael Simon
Redattore di PCWorld e Macworld Se ha uno schermo, una batteria o un connettore, Michael Simon vorrà senz'altro giocarci e analizzarlo. Michael si occupa infatti di smartphone, tablet e tutti i dispositivi portatili per PCWorld e Macworld. Lo trovate su Twitter come @morlium.