Gli sforzi di Google tesi ad aggiungere funzionalità e a spingere i Chromebook anche verso altri produttori sta funzionando, tanto che le consegne di questi laptop a basso costo sono previste in aumento del 27% nel 2015 rispetto all’anno precedente.

Secondo Gartner infatti quest’anno saranno consegnati a livello mondiale 7.29 milioni di Chromebook, mentre nel 2016 questa crescita notevole è destinata a rallentare, con stime che parlano di 7,95 milioni di unità.

I primi Chromebook sono arrivati sul mercato nel 2011 e molti utenti devono ancora abituarsi a questi laptop economici con sistema operativo Chrome OS di Google. Si tratta di PC portatili ideali per chi non necessita di una grande potenza di calcolo e di prestazioni super, ma per chi svolge le proprie attività quasi esclusivamente online come si fa ormai con i tablet e gli smartphpone, con la grande differenza di avere un display più ampio, una tastiera fisica e porte di connessione.

Google sta inoltre continuando ad aggiungere funzionalità ai Chromebook, che ricordiamo partire da 149 dollari per i modelli base proposti recentemente da alcuni produttori cinesi (Haier, Hisense). Anche grandi produttori come Dell, HP, Acer e Lenovo hanno però invaso il mercato con Chromebook entry-level e con modelli più avanzati, potenti e costosi.

Tra queste funzionalità aggiunte da Google, che continua a proporre i Chromebook come un “rimpiazzo” per un laptop Windows, c’è la lista in continua espansione di applicazioni utilizzabili offline, mentre con la condivisione di contenuti, la videoconferenza e gli strumenti di collaborazione Google vuole aumentare l’appeal dei Chromebook anche nei confronti dell’utenza business.

I Chromebook potrebbero però dover affrontare la serrata competizione da parte dei laptop economici con Windows 8.1 e, successivamente, con Windows 10

Nonostante questa crescita costante dopo un inizio molto lento e sfavorevole, la percentuale di Chromebook nel mercato complessivo dei PC (300 milioni di unità previste per quest’anno) continuerà a essere piuttosto piccola. Nel 2014 i Chromebook hanno però trovato una nicchia piuttosto importante nel settore dell’educazione (67,1%), seguito da quello consumer (26,7%) e infine da quello business (6,2%); non è un caso quindi che Google voglia spingere soprattutto su questo ultimo versante per guadagnare più utenti e far salire la percentuale.

I Chromebook potrebbero però dover affrontare la serrata competizione da parte dei laptop economici con Windows 8.1 e, successivamente, con Windows 10. L’analista Isabelle Durand di Gartner rileva inoltre come il successo dei Chromebook nel mercato consumer dipenda dalle infrastrutture Wi-Fi ad alta velocità e dall’approccio degli utenti nei confronti del cloud, la cui sicurezza a livello di app non è più percepita come inattaccabile.

Sempre secondo la Durand i Chromebook continueranno a essere usati come dispositivi secondari e come complemento dei laptop e desktop tradizionali, mentre le piccole aziende potrebbero rivolgersi a questi portatili economici proprio per i loro prezzi aggressivi.

Tutto bene quindi? Non proprio. Gli ostacoli da superare sono ancora numerosi e tra questi spiccano soprattutto il numero ancora limitato di app disponibili offline, le problematiche legate al Wi-Fi (soprattutto nella regione Asia-Pacifico) e la scarsa abitudine di molti utenti a utilizzare applicazioni cloud-based come Google Docs. Inoltre, se è vero che lo scorso anno due giganti dell’IT come Acer e HP hanno venduto un buon numero di Chromebook, è altrettanto vero che Samsung, dopo una partenza incoraggiante, ha mostrato un calo notevole nelle vendite, tanto da interrompere la vendita di Chromebook in Europa.

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