Apple parla del suo approccio al mondo enterprise

In un recente podcast due dirigenti di Apple hanno parlato di come l’azienda vede l’IT a livello enterprise tra sicurezza, integrazione e gestione del sistema.

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Apple ha spiegato recentemente parte del suo nuovo approccio all’IT aziendale facendo intervenire nel podcast Mac Admin Jeremy Butcher (Enterprise Product Marketing) e Doug Brooks (Mac Hardware Product Marketing), che hanno discusso soprattutto del chip T2 e di Apple Business Manager, due aspetti focalizzati sulle esigenze degli amministratori IT più di ogni altra cosa. La loro attenzione si è concentrata sui tre pilastri dell’integrazione, della gestione del sistema e della sicurezza, con particolare riguardo al processo di avvio protetto.

Brooks ha spiegato la strategia che ha guidato lo sviluppo di Apple del chip T2 proprietario all’interno degli ultimi Mac per assicurare il massimo livello di sicurezza e integrazione. Il sistema integra elementi come controller per SSD e altre funzionalità precedentemente indipendenti e consente agli amministratori di supportare sistemi altamente sicuri sia in termini di software che di hardware.

Quando avviate il vostro Mac, il chip T2 si avvia per primo, lancia il proprio firmware e solo allora inizia ad avviare il Mac. Questo dà all’hardware l’opportunità di assicurarsi che il software che avvia sia legittimo. Il chip T2 di Apple si è attirato contro alcune critiche, ma la realtà è che i sistemi di sicurezza basati su hardware intelligenti diventeranno una componente essenziale dei futuri sistemi di sicurezza.

Anzi, dovranno diventarlo visto che il mondo sta diventando sempre più connesso (non meno) e che il software da solo non è sufficiente per difendere il perimetro. La protezione dei sistemi con hardware e software è infatti una risposta necessaria alle nuove minacce. “L’avvio sicuro è fondamentale perché ci consente di avere fiducia nel sistema operativo che sta avviando quella macchina”, ha detto Butcher.

I due rappresentanti dell’azienda hanno inoltre confermato la costante dedizione di Apple a trasferire idee tecnologiche tra le sue piattaforme. Con questo in mente, si vuole garantire che il tipo di protezione hardware solida che ci si aspetta da un iPhone sia disponibile anche per i Mac. I due hanno anche discusso delle release software in versione beta. Queste consentono agli utenti di testare efficacemente il software di pre-release con i sistemi esistenti per identificare potenziali problemi.

Un aspetto importante per gli utenti consumer, ma addirittura essenziale per gli utenti aziendali, che hanno davvero bisogno di garantire che i futuri aggiornamenti del software non causeranno problemi ai loro Mac. Il fatto è che Apple a volte cambia il software di pre-release prima del rilascio finale, aggiungendo o sottraendo funzionalità e apportando modifiche che gli utenti aziendali potrebbero non essere in grado di testare efficacemente in tempo.

Apple ha recentemente introdotto gli aggiornamenti software gestiti (Managed Software Updates), che consentono agli amministratori di pianificare e ritardare gli aggiornamenti software in tutta la loro azienda utilizzando Apple Business Manager. Ciò rende molto più semplice testare efficacemente le nuove versioni del sistema operativo prima di renderle effettive in tutta l’azienda. Apple Business Manager è un programma di registrazione del dispositivo che semplifica la configurazione dei dispositivi aziendali con la sola immissione dell’ID Apple.

“L’MDM (Mobile Device Management) è assolutamente essenziale”, hanno spiegato i due rappresentati di Apple. Il modo in cui Apple Business Manager funziona consente agli amministratori di scegliere un fornitore di MDM e utilizzarne il servizio in collaborazione con Apple Business Manager, che funge da nucleo per la gestione e l’impostazione di dispositivi e sistemi.

Per ultimo il discorso si è spostato sulla crescente importanza di Apple in ambito enterprise. “Il Mac non è più la piattaforma utilizzata da alcuni ribelli nel reparto creativo. Molti clienti gestiscono decine di migliaia di dispositivi Apple ogni giorno”, ha affermato Butcher. Clienti che, aggiungiamo noi, includono giganti come IBM e SAP. “Quando si pensa al fatto che un’organizzazione come IBM abbia un numero di dispositivi Apple a sei cifre e che ci siano tonnellate di organizzazioni che hanno decine di migliaia di nostri prodotti, è una cosa a cui guardare con estremo interesse”, ha affermato Brooks.

IBM ha recentemente reso open source il suo software Mac@IBM, un passo grazie al quale gli utenti aziendali hanno ora a loro disposizione una soluzione di distribuzione Mac sufficientemente solida da essere utilizzata presso una delle più grandi aziende del mondo.