I thin client Mac basati su cloud stanno diventando realtà

Teradici e MacStadium offriranno thin client Mac basati su cloud per consentire agli utenti di accedere al proprio Mac da qualsiasi dispositivo ovunque.

thin client Mac

La vostra forza lavoro ha effettivamente bisogno di attrezzature aziendali o semplicemente richiede l’accesso a Mac e PC basati su cloud? Teradici e MacStadium scommettono che il futuro sarà Mac As A Service.

Verso il thin client Mac

Le due società stanno mettendo insieme le rispettive competenze per offrire questo tipo di futuro, che consentirà agli utenti di accedere al proprio Mac da qualsiasi dispositivo ovunque essi siano. Il contesto attuale è quello in cui il lavoro a distanza porta a una forza lavoro più agile e flessibile, mentre la collaborazione asincrona significa che i datori di lavoro possono attingere a un pool internazionale di dipendenti. I progetti diventano guidati dalla domanda e il numero di persone che un’azienda impiega può cambiare rapidamente.

È uno scenario in cui ha senso rendere la distribuzione del computer flessibile come abilitare una licenza per postazione di Office 365. Tuttavia, se potete configurare l’hardware nel mondo reale, potete configurarlo anche nel cloud. “I modelli di consumo AAS (as a service) offrono tanti vantaggi alle aziende di ogni settore: accesso flessibile su richiesta all’infrastruttura informatica, tempo di attività migliorato, costi operativi ridotti, maggiore sicurezza, scalabilità e persino capacità di attrarre talenti in tutto il mondo. Gli utenti non devono più trovarsi nella stessa posizione dell’hardware” ha dichiarato Ziad Lammam, vicepresidente del prodotto di Teradici dopo l’annuncio della partnership della sua azienda con MacStadium.

Qual è la novità?

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Riassumendo la notizia, Teradici, sviluppatore della tecnologia PCoIP Cloud Access Software, sta lavorando con MacStadium per offrire agli utenti e ai creator la possibilità di accedere da remoto all’hardware Apple come se fossero su una macchina locale. Potreste quindi utilizzare un mouse e una tastiera collegati al vostro iPad per accedere a un Mac completamente configurato nel cloud.

Significa anche che le imprese e le aziende possono implementare Mac sicuri, ad alte prestazioni e con accesso da remoto che eseguono macOS Catalina o macOS Big Sur. La promessa delle due società è che l’esperienza utente sarà sicura, reattiva e in grado di supportare flussi di lavoro ad alta intensità grafica. Tutti gli endpoint PCoIP esistenti, inclusi client macOS, client Windows, client Linux, zero client PCoIP e thin client PCoIP, potranno connettersi a un host macOS. Il servizio verrà lanciato a metà del 2021.

Intervista a Teradici

Ziad Lammam ha parlato più approfonditamente di questo progetto.

A chi è rivolta questa vostra proposta? Si nota un focus sugli utenti creativi. Immaginiamo che questo significhi un’opportunità in mercati come l’encoding video, l’analisi dei dati e il machine learning? È corretto?

“La nostra proposta è destinata agli utenti Mac che desiderano accedere alle proprie applicazioni in modo sicuro e con la flessibilità di utilizzare Mac ad alte prestazioni senza doversi preoccupare della gestione dell’infrastruttura hardware. Stiamo sicuramente assistendo a una domanda in crescita nel settore creativo (artisti VFX, animatori, editor video, sviluppatori di giochi) oltre ad altri casi d’uso di grafica e nella comunità degli sviluppatori di app e software”.

Ovviamente, il Mac-as-a-service è come il software-as-a-service in termini di sicurezza, ma qual è la larghezza di banda ideale che richiederete?

“Il protocollo di codifica sviluppato da Teradici (chiamato PCoIP) è in grado di comprimere e decomprimere in modo efficiente e sicuro (usiamo la crittografia AES-256) i pixel in diverse condizioni di rete (si adatta dinamicamente ai cambiamenti di larghezza di banda, latenza e perdita di pacchetti) e la la larghezza di banda necessaria dipende anche dalla risoluzione, dalle dimensioni e dal numero di schermi. Detto questo, idealmente un utente creativo dovrà avere almeno 10 Mbps di larghezza di banda disponibile, o più di 50 Mbps per applicazioni con frame rate molto elevato”.

Ci può spiegare più a fondo il protocollo PCoIP? Perché dovrebbe essere così importante per un utente?

“PCoIP è un protocollo di visualizzazione remota popolare tra gli utenti che necessitano di un’esperienza di elaborazione ad alta definizione e altamente reattiva. Comprime, crittografa e trasmette solo le informazioni visualizzate sotto forma di pixel a un’ampia gamma di endpoint, quindi è molto sicuro e nessuna informazione aziendale lascia mai il data center aziendale. PCoIP offre molta flessibilità alle aziende, perché le loro applicazioni possono essere localizzate e gestite nel cloud o nel data center. Dal punto di vista dell’utente, non c’è differenza tra lavorare con un computer locale e un endpoint che riceve una rappresentazione in pixel in streaming da un computer virtuale centralizzato.”

Cosa significherà tutto questo per le aziende e i creator che utilizzano MacOS?

“Le aziende e i creator che utilizzano hardware Mac e macOS come piattaforma informatica e IT preferita saranno in grado di implementare facilmente una tecnologia di accesso remoto sicura e ad alte prestazioni alla propria forza lavoro. Ciò ha molti vantaggi, che vanno dal fornire ai dipendenti opzioni di lavoro da casa, al rendere più facile per i reparti IT gestire la sicurezza e le risorse hardware”.

Cosa ci aspetta?

Sebbene incidenti di percorso come MobileMe e .Mac possano indebolire un progetto ambizioso come questo, il DNA di Apple ha sempre incluso il cloud. Steve Jobs ci stava pensando con NeXT e Bud Tribble (VP Software Technology di Apple e membro del team dietro l’originale Apple Mac) ha una grande esperienza in quello che una volta chiamavamo thin client computing.

L’iPad farà sicuramente parte di questo destino, come possiamo vedere chiaramente ora che sia i Mac, sia gli iPad usano lo stesso chip (il SoC proprietario M1). E già che parliamo di futuro, indosseremo davvero degli occhiali Apple utilizzando la realtà virtuale per interagire con queste macchine remote? E quali saranno i vantaggi di questi modelli per la vostra azienda? Non vediamo l’ora di scoprirlo.

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AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw