Il MacBook Pro 2016 con Touch Bar vale davvero tutto quel che costa?

Dopo aver utilizzato per diversi giorni il MacBook Pro 2016 da 13’’ nella configurazione entry-level, vediamo come se la cava quello dotato di Touch Bar.

Quando mostrerete a qualcuno il nuovo MacBook Pro da 13’’ con Touch Bar (qui abbiamo recensito quello senza), la prima cosa che balzerà agli occhi sarà appunto questa barra luminosa e colorata, che di fatto rappresenta la vera novità della nuova gamma dei MacBook Pro 2016 presentata da Apple a fine ottobre.

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Il modello da 13’’ qui analizzato vanta però anche altre caratteristiche interessanti; non solo il bellissimo e leggerissimo corpo in alluminio in colorazione Space Gray, ma anche il nuovo display Retina più luminoso e con colori più saturi, tanto che per la prima volta con un MacBook Pro abbiamo dovuto abbassarne leggermente la luminosità dello schermo.

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Anche la tastiera è cambiata. Ora infatti è più “piatta” e anche il semplice click che sentiamo quando premiamo un tasto è cambiato. Per non parlare del trackpad, le cui dimensioni sono praticamente raddoppiate rispetto a quelle dei modelli precedenti.

Recensione Macbook Pro 2016 con Touch Bar

Delle connessioni abbiamo già parlato qui in modo non proprio entusiastico. Anzi, la scelta di Apple di fornire solo porte USB-C (quattro in questo caso) rimane molto discutibile, non fosse altro che per la necessità di ricorrere a dongle e convertitori (non proprio economici) per poter utilizzare chiavette USB, Hard Disk esterni o qualsiasi altra periferica con un connettore USB legacy. E anche la scomparsa di uno slot per le SD Card non è stata certo accolta con entusiasmo da molti utenti.

La barra tuttofare

Alla fine però è soprattutto la Touch Bar a rendere questo Mac Book Pro così unico e anche così costoso (in Italia si parte da 2.099 euro, mentre per il modello senza Touch Bar il prezzo di partenza è di 1.749 euro). Questo piccolo display touch da 2180×60 pixel con pannello OLED sostituisce i tasti funzioni nella parte superiore della tastiera e mostra icone e comandi diversi a seconda dell’applicazione che si sta usando in ambiente macOS Sierra.

Se per esempio selezionate il desktop con il cursore, la Touch Bar permette di aumentare o diminuire la luminosità del display, accedere a Siri o passare da una brano all’altro in iTunes. Se invece state utilizzando Mail, potete toccare le icone sulla Touch Bar per comporre un nuova email, rispondere a qualcuno o cancellare un messaggio.

Recensione Macbook Pro 2016 con Touch Bar

Le varie funzioni cambiano immediatamente non appena si passa a un’altra applicazione e la Touch Bar, nella quale si possono trascinare icone dal dekstop, rimane sempre ben illuminata (non ci sono però controlli per regolarne la luminosità). Il concept è certamente intrigante e dopo un’inevitabile periodo di assestamento e di abitudine, si finisce con il considerare questa barra luminosa parte integrante della tastiera.

L’interrogativo che molti si fanno se mai è se la Touch Bar sia davvero utile. Secondo noi sì, sebbene al momento in modo piuttosto limitato e circoscritto a poche app. Qui trovate una lista delle 10 cose che potete fare subito con la Touch Bar del MacBook Pro. Una volta però che sempre più applicazioni saranno aggiornate per supportare questo display OLED (Microsoft ha già in mente di farlo per le sue applicazioni di Office), l’utilità della Touch Bar aumenterà in modo esponenziale.

Non dimentichiamo poi che questa barra luminosa integra su lato destro anche il Touch ID, il sensore di Apple per le impronte digitali già disponibile da tempo su iPhone e iPad. Sul nuovo MacBook Pro funziona nello stesso modo, la precisione e la velocità di sblocco rimangono eccellenti ed è anche possibile sfruttarlo per eseguire acquisti online. Inoltre, nel caso di un crash che richieda un hard reset, il Touch ID, se premuto per 16 secondi, funge anche da tasto di accensione.

Recensione Macbook Pro 2016 con Touch Bar

Display e tastiera

Nel modello da 13’’ qui analizzato Apple ha mantenuto la stessa risoluzione (1680×1050 pixel) dei precedenti Mac Book Pro, ma il nuovo display Retina è più luminoso e contrastato (+67% per entrambi i parametri), offre un color gamut più ampio ed è anche più efficiente dal punto di vista energetico. La differenza rispetto al MacBook Pro da 13’’ di penultima generazione è davvero notevole e lo stesso, seppur con meno entusiasmo, può essere detto della nuova tastiera.

Si tratta di un aggiornamento di quella introdotta da Apple per la prima volta sul MacBook da 12’’ e, con la corsa dei tasti più breve e un look più “piatto”, bisogna un po’ abituarsi a questo nuovo design. Nulla di drammatico e dopo un po’ riacquisterete la stessa velocità e precisione di battitura che avevate prima, ma rispetto al display si tratta di un’innovazione più limitata e non altrettanto importante.

Recensione Macbook Pro 2016 con Touch Bar

Vale la pena?

Tirando le somme, questo nuovo MacBook Pro da 13’’ con Touch Bar presenta indubbi miglioramenti rispetto alla generazione precedente, ma questo, a ben vedere, era scontato. Resta solo da capire se la Touch Bar (comunque utile e ben implementata), il nuovo display Retina, la tastiera e il trackpad maggiorato bastino a giustificare un aumento di prezzo molto importante e già criticato da molti.

Contando che con un Intel Core i7 da 3,3 GHz (che rimane comunque un dual-core), 16 GB di RAM a 2133 MHz e un’unità SSD PCIe da 1 TB, questo modello da 13’’ raggiunge i 3.379 euro, non si tratta di un interrogativo da poco.

A nostro avviso si tratta di cifre davvero troppo elevate pur tenendo conto delle ottime prestazioni del SSD, ma contando che solo il modello da 15’’ integra processori quad-core, che non si può andare oltre i 16 GB di RAM e che il modello da 13’’ deve accontentarsi di una GPU integrata. Non proprio il massimo per chi, spendendo quasi 3.500 euro (ricordatevi che gli adattatori costano), si aspetta un portatile professionale.