I nuovi MacBook Pro di Apple stracciano la concorrenza

Alimentati dai nuovi processori M1 Pro e M1 Max, i nuovi MacBook Pro stabiliscono un nuovo (e altissimo) livello per le prestazioni professionali in ambito laptop.

macbook pro

In tutti i miei anni di rapporti con Apple, non ho mai visto un cambiamento di questa portata per i Mac. Da quando ho iniziato a “specializzarmi” in cose Apple nel 1999, ho certamente apprezzato i miglioramenti in termini di prestazioni che il Mac ha ottenuto con il passaggio ai chip Intel. Ma questi nuovi MacBook Pro? Beh, sono qualcosa di molto diverso.

Probabilmente i migliori notebook al mondo

Al suo evento Unleashed del 18 ottobre, Apple ha annunciato la sua nuovissima gamma di MacBook Pro. Disponibili in due dimensioni, 14 pollici e 16 pollici, i nuovi sistemi sono alimentati dai processori M1 Max e M1 Pro proprietari dell’azienda, che si basano sul SoC M1 introdotto da Apple lo scorso anno.

Apple afferma che questi Mac offrono prestazioni GPU equivalenti al miglior laptop PC di fascia alta disponibile, ma utilizzano una potenza sorprendente di 100 watt in meno. Una curiosa nota di colore? Questi nuovi Mac integrano un chip che ha il doppio dei transistor di tutte le CPU che l’azienda ha spedito nell’ormai lontanissimo 1984.

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La durata della batteria fino a 21 ore significa poi che potete portare questi potenti sistemi ovunque, impegnarvi nelle attività computazionali più impegnative e rimanere con abbastanza autonomia per effettuare una chiamata FaceTime (usando tra l’altro la webcam molto migliorata) alla famiglia, prima di passare le prossime due ore a rilassarvi guardando qualche episodio di una serie TV mentre tornate a casa in treno.

Questi nuovi Mac supportano inoltre la ricarica rapida, il che significa che potete caricarli al 50% dell’autonomia in soli 30 minuti. Per gli utenti business è abbastanza per godersi un po’ di cibo e una bevanda rinfrescante nella lounge dell’aeroporto in attesa del volo. Senza contare che per le persone che lavorano nelle situazioni più impegnative, questa funzione di ricarica rapida sarà fondamentale in alcuni scenari.

Ma la cosa migliore di questi Mac sono le prestazioni, non la durata della batteria.

  • I nuovi chip da 5 nm hanno prestazioni della CPU fino al 70% più veloci rispetto al chip M1
  • La GPU dell’M1 Pro è fino a 2 volte più veloce dell’M1 (4 volte più veloce nel caso dell’M1 Max)
  • Si può arrivare fino a 8 TB di storage su SSD e fino a 64 GB di memoria RAM
  • L’M1 Max ha una CPU a 10 core e l’M1 Pro a 8 o 10 core.
  • Ottenete una GPU a 16 core nell’M1 Pro e una GPU fino a 32 core nell’M1 Max
  • Entrambi i chip vantano un Neural Engine a 16 core
  • Sono supportati fino a due display esterni su Pro o quattro su Max

“L’avvento di Apple Silicon è stato un importante game changer per i MacBook e l’annuncio dei nuovi modelli sottolinea la determinazione di Apple ad accelerare la crescita del proprio business nel mercato dei laptop professionali” ha affermato Ben Wood, CMO e Chief Analyst di CCS Insight. “Le prestazioni del chip M1 nei prodotti MacBook rilasciati fino ad oggi sono un importante riconoscimento dell’investimento di Apple nei suoi processori. I chip M1 Pro e M1 Max portano le prestazioni dell’M1 a nuovi livelli, con ulteriori miglioramenti nelle prestazioni e nella durata della batteria”.

  • I modelli da 14 pollici partono da 2349 o 2849 euro a seconda del processore e integrano il chip M1 Pro. Potete optare anche per un chip M1 Max, spendendo però fino a 460 euro in più.
  • I modelli da 16 pollici partono invece da 2849 euro fino a 3949 euro. Ci sono due configurazioni, una con M1 Pro e una con M1 Max e, per la configurazione più costosa in assoluto, si arriva a spendere quasi 7000 euro.

Un upgrade notevole

Questi Mac rappresentano a mio avviso l’upgrade più notevole che abbia mai visto da parte Apple e non c’è nulla sul mercato che compete con essi quando si combinano costi iniziali e TCO. E che dire del display Liquid Retina XDR? Di fatto Apple ha inserito un display professionale (che nella versione da 32” costa quasi 7000 euro) all’interno di un laptop, che come abbiamo visto parte da poco meno di 2500 euro.

Non fraintendermi. Sono rimasto sbalordito anche dal MacBook Pro da 16” del 2019 con SoC Intel i9, ma vale la pena osservare che questi nuovi Mac Book Pro offrono prestazioni grafiche quattro volte superiori a quelle macchine di due anni fa. Non parlo solo di gaming, ovviamente. Gli utenti aziendali sfrutteranno il potenziale di questi Mac per tutto, dal machine learning alla progettazione grafica di fascia alta, dalla ricerca scientifica alla fisica computazionale.

E non dimentichiamo che stiamo parlando di un investimento a lungo termine. Prevedo infatti che questi Mac, anche tra cinque o più anni, saranno ancora migliori da usare rispetto alla maggior parte dei laptop Windows entry-level.

Guardando avanti

 

Dal momento che nessuno ne ha ancora uno da testare, non sappiamo quanto bene questi sistemi funzioneranno nel mondo reale. Inoltre, non sappiamo ancora se questi sistemi supereranno i desktop PC di fascia alta, ma probabilmente lo faranno. Per saperlo, dovremo aspettare i primi benchmark e l’analisi delle prestazioni con i software più disparati (ottimizzati per M1 e non).

Sulla base di ciò che ci è stato detto, questi Mac offrono comunque un cambiamento radicale nelle prestazioni che li renderà i sistemi più popolari al mondo tra coloro che vogliono fare certe cose. Hanno un bell’aspetto, hanno molte connessioni (incluso il MagSafe) e eseguiranno tutte le vostre app iOS aziendali, senza poi contare i tanti vantaggi in termini di sicurezza che Apple offre con queste macchine.

“Le aziende devono essere disposte a guardare alla produttività e alle preferenze dei dipendenti e Apple, sempre più lanciata nella conquista di un posto di primo piano nel settore enterprise, continua a migliorare i suoi strumenti per offrire agli utenti ciò di cui hanno bisogno per svolgere bene il proprio lavoro e nel modo che preferiscono“, ha affermato il CEO di Jamf, Dean Hager.

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AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw