La recensione del Macbook Pro 2016 da 13”

Abbiamo utilizzato per qualche giorno il nuovo MacBook Pro da 13’’ entry-level da 1.749 euro senza la tanto chiacchierata Touch Bar. Ecco com’è andata.

In attesa, tra qualche settimana, di mettere le mani sul nuovo MacBook Pro con touch-bar, presentato a fine ottobre non senza strascichi polemici, abbiamo avuto l’occasione di provare il modello entry-level da 13’’ della nuova gamma di portatili professionali di Apple, acquistabile già da ora al prezzo di partenza di 1.749 euro.

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Questo MacBook Pro “base” è privo della Touch Bar (e quindi anche del touch-ID), ma per il resto, con un peso di 1,37 Kg e uno spessore di 1,49 cm, si tratta di un portatile molto interessante, che tra l’altro costa 350 euro in meno del modello con Touch Bar pur montando un processore e una GPU meno potenti. Se messo invece a confronto con il MacBook Air da 13’’, questo nuovo MacBook Pro vanta un display nettamente migliore, un processore Intel Core i5 più performante, un SSD più veloce e porte USB-C.

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Il MacBook Pro 2016 da 13” “seduto” su un MacBook Air da 13”

Quando lo scorso anno abbiamo recensito il MacBook da 12’’, il nostro avviso è stato di optare per un MacBook Pro nel caso si avvertisse troppo l’assenza di una porta USB standard e di prestazioni non eccezionali (soprattutto a livello di CPU). Questo consiglio però oggi non vale più, visto che sul nuovo MacBook Pro non troverete una sola porta USB standard (presente invece nel vecchio modello da 1.499 euro ancora in vendita), ma solo due porte USB-C/Thunderbolt 3, che diventano quattro nel modello con Touch Bar.

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Questo nuovo modello da 13’’ risente a livello di design di quanto fatto da Apple con il MacBook da 12’’ e ciò, tra le altre cose, ha significato soprattutto l’abbandono di tutte quelle connessioni “legacy” ancora presenti sui MacBook Pro di penultima generazione. A scomparire infatti non sono solo le porte USB standard, ma anche il connettore MagSafe per la ricarica e lo slot per SD Card.

Se non altro, a differenza di iPhone 7 e 7 Plus, è rimasto il jack per le cuffie e lo standard USB-C dovrebbe rimanere sul mercato ancora per molto, ma resta il fatto che anche per eseguire operazioni finora comuni e a costo zero come connettere un iPhone, inserire una chiavetta USB o scaricare foto e video da una SD Card vi serviranno non pochi adattatori, con tutto quello che ciò comporta a livello di spesa e scomodità.

Dobbiamo accontentarci di sole due porte USB-C
Dobbiamo accontentarci di sole due porte USB-C

Un cambiamento che tra l’altro metterà gli utenti Mac di fronte a una scelta non facile: aggiornarsi a nuove periferiche USB-C (ma sono ancora poche e costose), oppure spendere decine di euro in dongle e hub per continuare a utilizzare le periferiche che già si hanno?

La buona notizia comunque è che questo nuovo MacBook Pro ha anche i suoi lati positivi. Un display Retina più definito e luminoso, un nuovo sistema di altoparlanti, una tastiera di seconda generazione e un trackpad Force Touch il doppio più grande rispetto ai precedenti modelli, che permette di affidarsi alle gesture con ancora più facilità e immediatezza.

Ed è anche un portatile più veloce e prestante (ma ciò era scontato). Secondo Apple questo nuovo MacBook Pro da 13’’offre velocità di lettura/scrittura sequenziale pari rispettivamente a 3.1 e 2.1 Gbps, ovvero quasi il doppio delle prestazioni dei MacBook Pro della generazione precedente (e il modello da 15’’ è ancora più veloce). Abbiamo comunque voluto provare di persona le prestazioni del SSD utilizzando il Blackmagic Disk Speed Test e, come risultati, abbiamo avuto fino a 1.3 Gbps in scrittura e fino a 2 Gbps in lettura.

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Il MacBook Pro 2016 in mezzo a un MacBook Air 13” (sinistra) e un MacBook Pro 15” di vecchia generazione (destra).

Davvero niente male, anche se rimangono le preoccupazioni per una CPU e una GPU non proprio stratosferiche. Per la configurazione da 1.749 euro parliamo infatti di un processore dual-core i5 Skylake da 2.0 GHz e di una GPU integrata Intel Iris Graphics 540. Non proprio il massimo per chi si aspettava qualcosa di meglio da un modello Pro, anche se le prestazioni del SSD PCIe ci mettono una pezza e riescono a fare la differenza nell’uso di tutti i giorni.

Se poi volete un processore i7 e una GPU dedicata, dovete per forza passare al MacBook Pro da 15’’, ma in questo caso i prezzi salgono enormemente, visto che si parte da 2.799 euro e si può arrivare anche a 3.419 euro optando per l’i7 quad-core a 2,9 GHz e per una GPU Radeon Pro 460. Un “salasso” che pochi saranno in grado di sostenere.

Tirando le somme e anche senza poter utilizzare la Touch Bar, il nuovo MacBook Pro da 13’’ entry-level gode di un design davvero curatissimo e di componenti interni sicuramente migliorati rispetto a prima (ma ciò era pressoché scontato). Purtroppo l’assenza di connessioni legacy si farà sentire parecchio e il prezzo di partenza è ancora più elevato di quanto ci aspettassimo.

Pregi

Costruzione solida
Design elegante
Prestazioni del SSD
Leggerezza
Trackpad di grandi dimensioni
Display Retina eccellente

Difetti

Manca il MagSafe
Mancano porte USB-A
Manca il lettore di SD Card
Processore e GPU non particolarmente potenti