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Si sa che ogni brevetto tecnologico non vedrà automaticamente la luce in un prodotto fatto e finito e immesso sul mercato. Quello però depositato la scorsa settimana da Apple potrebbe in teoria trovare un’effettiva realizzazione e portare Cupertino al passo di altri produttori di notebook.

Stiamo parlando di un brevetto per inserire all’interno dello snodo dello schermo di un MacBook (o MacBook Pro) un insieme di antenne tra le quali anche quella per la telefonia mobile con connettività a banda larga. In pratica uno slot per l’inserimento di una SIM (o una eSIM integrata) che darebbe la possibilità agli utenti di navigare (presumibilmente in 4G) quando non c’è la disponibilità del Wi-Fi e senza per forza ricorrere al tethering da iPhone o iPad.

Sono anni in effetti che gli utenti Mac chiedono ad Apple la connettività dati all’interno dei MacBook, feature già presente sui laptop di fascia alta di molti produttori e che in effetti, se rimanesse ancora assente nei Mac a lungo, rischierebbe di rendere i laptop di Cupertino superati su un versante di non secondaria importanza.

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Dopotutto i prezzi per i modem LTE continuano a scendere e la banda disponibile ad aumentare. Due fattori che potrebbero in effetti spingere Apple a compiere questo importante passo in avanti, conscia tra l’altro che la soluzione ibrida dell’iPad Pro con tastiera fisica non equivale a un vero e proprio MacBook LTE.

La strada che potrebbe intraprendere Cupertino potrebbe essere quella dei modem baseband di Qualcomm o di Intel. Nel primo caso però il recente scontro tra i due colossi per una questione di licenze è finito in tribunale e non si tratta quindi di un periodo favorevole per un accordo di questo tipo tra le due parti.

Dall’altro lato invece i modem baseband di Intel stanno riscuotendo sempre più successo e visto che i MacBook integrano già chipset e processori Intel, l’aggiunta di un modem LTE porterebbe anche minori difficoltà a livello ingegneristico e produttivo.

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