iMac Pro: prime impressioni, caratteristiche, prezzi

Abbiamo partecipato a un evento di Apple e provato con mano il nuovo iMac Pro disponibile da alcuni giorni anche in Italia. Ecco le nostre prime impressioni.

imac pro

Come già annunciato in questa news, il 14 dicembre Apple ha portato anche in Italia il suo nuovo iMac Pro, disponibile fin da subito con processori a 8 e 10 core e, a partire da gennaio, anche con quelli a 14 e 18 core. Un’uscita molto importante per Apple, che nell’arco di quattro anni ha apportato modifiche solo secondarie al Mac Pro, la proposta desktop di Cupertino di stampo professionale che, a detta dello stesso produttore, non ha raccolto il successo sperato.

In attesa quindi di un Mac Pro completamente rivisto e con i MacBook Pro che hanno scontentato più di un utente, iMac Pro è la soluzione a oggi più potente (e anche più costosa) che Apple propone per un’utenza professionale. Dei prezzi e delle configurazioni possibili tra CPU, RAM e storage SSD vi abbiamo parlato sempre nella news dell’altro giorno, mentre qui vi riportiamo le prime impressioni su questo nuovo desktop all-in-one scaturite dopo un evento apposito organizzato nei giorni scorsi da Apple.

Il cuore di iMac Pro è il processore Intel Xeon W con Advanced Vector Extensions 512 (AVX 512) che Apple propone nei modelli da 8, 10, 14 e 18 core, con il secondo che dovrebbe rappresentare la scelta ideale come rapporto tra prezzo e prestazioni (non a caso è anche l’unico dei quattro che in modalità Turbo Boost raggiunge i 4,5 gHz).

Due sole invece le opzioni per la GPU, ovvero una AMD Radeon Pro Vega 56 con 8 GB di VRAM e la più potente Radeon Pro Vega 64 con 16 GB di memoria dedicata. Nelle demo di software come Adobe Dimension CC, Osirix, TwinMotion, Maxon Cinema 4D non abbiamo notato la minima incertezza durante il rendering al volo di elementi 3D, ma anche in ambito VR con le demo di Gravity Sketch le animazioni scorrevano in modo estremamente fluido. La dimostrazione più impressionante è stata però quella di Xcode, con iMac Pro che non ha battuto ciglio eseguendo contemporaneamente diversi test di interfacce utente e macchine virtuali di VMware Fusion.

Se GPU e CPU sono le più potenti mai viste all’interno di un Mac, lo stesso può dirsi del display Retina 5K integrato da 27’’, che però conoscevamo già. Risoluzione di 5120×2880 pixel, luminosità massima di 500 nits e spazio colore P3 (niente HDR però). All’evento di Apple non siamo stati in grado di analizzare con cura le prestazioni del display, ma a un primo sguardo la qualità ci è parsa elevatissima.

A livello di design le differenze tra iMac Pro e l’attuale iMac 27’’ 5K sono poche e riguardano per lo più la nuova colorazione Grigio Siderale (molto bella dal vivo) e le prese d’aria posteriori. A tal proposito, e sebbene non avrete molte chance di vederle l’interno di iMac Pro, Apple ha riprogettato completamente il sistema di dissipazione del calore rispetto a quello dell’odierno iMac da 27’’.

Tutto lo storage flash ad esempio è situato scheda madre e ciò ha permesso ad Apple di installare un grande dissipatore e due ventole, con il risultato che, a detta dei progettisti, assicura una dissipazione del calore più efficace del 80% rispetto a quella dell’iMac attuale. In effetti durante le dimostrazioni alle quali abbiamo accennato prima non abbiamo avvertito il minimo rumore proveniente dalle ventole e, quando ci hanno chiesto di toccare con mano il retro di iMac Pro durante il test di Xcode, abbiamo avvertito sì un po’ di calore, ma senza che questo raggiungesse livelli preoccupanti (e comunque abbiamo “sentito” di peggio con un MacBook Pro 13’’ del 2017).

Una scelta di design che invece non andrà giù a molti è l’espandibilità della RAM. Se infatti è vero che la RAM di iMac Pro non è saldata sulla scheda madre ma inserita nei tradizionali slot DIMM, è altrettanto vero che aprire il tutto e mettere mano alla RAM non è da tutti e la stessa Apple indica questa procedura come possibile solo se eseguita in un Apple Store o in un fornitore di servizi Apple autorizzato. Un bel passo indietro a livello di modularità rispetto al design dell’attuale iMac, con il suo slot sul retro che dà facile accesso alla RAM.

Un’altra importante novità hardware è rappresentata dal chip T2, il successore di quel T1 che a bordo dei nuovi MacBook Pro si occupa della gestione della Touch Bar e della sicurezza affidata al Touch ID. Il T2 in pratica controlla componenti e processi “secondari” (come ad esempio la camera FaceTime) che non vanno così a pesare sul processore principale, a tutto vantaggio delle prestazioni.

Inoltre, il T2 offre uno spazio sicuro per la crittografia dei file (FileVault) e un’altra feature di sicurezza che però Apple non ha mostrato all’evento; c’è anche un nuovo strumento software per configurare il processo di boot con la massima sicurezza. Cupertino non ha ancora annunciato nulla in proposito, ma la sensazione è che il T2 (o un suo successore) verrà portato prima o poi anche su altri Mac

Uno sguardo infine agli accessori. IMac Pro viene venduto con un Magic Mouse 2 e una Magic Keyboard con tastierino numerico (entrambi sempre in colorazione Grigio Siderale), mentre con 50 euro in più si può ordinare un Magic Trackpad 2 (169 euro invece per l’accoppiata Magic Mouse 2/Magic Trackpad 2 Grigio Siderale). Apple non ha ancora annunciato se questi accessori saranno acquistabili separatamente anche al di fuori dell’offerta di iMac Pro, ma se la richiesta sarà elevata (e vista la bellezza della colorazione lo sarà quasi sicuramente) non dubitiamo che ciò accadrà.