Se ieri abbiamo parlato di un possibile sbarco di Apple nel mercato ancora in divenire della realtà virtuale, oggi cerchiamo di dare uno sguardo più “sicuro” e approfondito su quelle che saranno le mosse di Cupertino nei prossimi 12 mesi. Il 2015 è stato certamente un anno importante per Apple.

Il debutto nel mondo dei wearable con Apple Watch, l’arrivo sul mercato del sottilissimo MacBook da 12’’ con Force Touch, i nuovi iPhone 6S e 6S Plus e naturalmente l’ultimo arrivato, ovvero l’iPad Pro. Non è però finita qui, visto che sul mercato è arrivata anche la nuova Apple TV con un App Store dedicato, senza poi dimenticare la partnership con IBM che ha dato vita a tantissime app iOS dedicate a 65 attività professionali sparse per 14 categorie industriali.

Passando invece al 2016, la prima grande novità di Apple sarà molto probabilmente l’Apple Watch di seconda generazione, accompagnato naturalmente da un aggiornamento di WatchOS. Ci sono già diverse speculazioni su cosa Cupertino potrebbe aggiungere al suo prossimo orologio (camera FaceTime e 3D Touch tra le altre), ma molto probabilmente Apple preferirà raffinare e migliorare (magari a livello di autonomia) quello che c’è già, piuttosto che riempire l’Apple Watch 2 di tante nuove feature.

Alcuni osservatori si aspettano migliorie a livello di Wi-Fi e Bluetooth (difficilmente vedremo un Apple Watch 2 con SIM integrata), mentre altri vedono come probabili nuove funzionalità per il monitoraggio della salute, sebbene le ultime voci di corridoio vogliano Apple impegnata su un nuovo device indirizzato proprio alla sfera medica. Il nuovo WatchOS, che speriamo possa essere compatibile anche con il primo Apple Watch, potrebbe inoltre implementare più controlli e più opzioni per monitorare l’attività fisica e sportiva e stabilire una maggior varietà di obiettivi.

Anche in ambito corporate e business, in cui Apple ha deciso di entrare sul versante mobile da ormai cinque anni, vedremo qualche cambiamento nel 2016

Oltre al suo orologio smart, Apple annuncerà in autunno una nuova generazione di iPhone con un design fortemente rinnovato, mentre i rumor che vorrebbero l’annuncio a marzo di un nuovo iPhone “economico” da 4’’ sembrano avere minor fondamento. Sui prossimi iPhone è comunque inutile sbilanciarsi già ora visto il tempo che manca ancora all’annuncio, mentre qualcosa di più concreto può essere detto per Apple Pay.

Il sistema di pagamento contactless di Apple ha visto una discreta crescita negli USA, soprattutto a livello di banche e di altre istituzioni finanziarie che hanno deciso di supportarlo. La crescita degli esercizi commerciali nei quali pagare con Apple Pay è invece stata minore, ma il 2016 potrebbe essere proprio l’anno della svolta su questo versante, almeno per quanto riguarda il mercato americano. Al di fuori degli USA infatti Apple Pay ha faticato non poco a prendere piede e ci riferiamo soprattutto alla situazione in Australia, Canada e Spagna, dove il limitato supporto a questa tecnologia da parte delle banche si fa ancora sentire. Apple sembra però intenzionata a investire molto su Apple Pay, come dimostra anche il recente accordo con UnionPay in un mercato potenzialmente immenso come quello cinese.

Passando invece all’iPad Pro, Apple dovrà risolvere un problema non da poco, ovvero superare i limiti che iOS si porta dietro nel gestire al meglio un dispositivo come questo dalla chiara impronta professionale. Da un lato infatti Apple vorrebbe mantenere ben separati iOS e OS X, ma dall’altro sembrano esserci sempre più richieste per un sistema operativo meno mobile e più desktop oriented per l’iPad Pro, che tra l’altro deve affrontare un altro ostacolo.

Al momento infatti le app professionali sono poche e non tutte impeccabili. Molti sviluppatori infatti sono spaventati dalle politiche di Apple per quanto riguarda App Store, che tra le altre cose non permettono di pubblicare una versione di prova gratuita di un software e soffrono di altri limiti poco conciliabili con il settore professionale. Non è ancora ben chiaro come Apple riuscirà a superare questi ostacoli, ma nei prossimi 12 mesi qualcosa dovrà sicuramente cambiare se Cupertino punta davvero a rendere l’iPad Pro quel dispositivo professionale che ha sempre voluto.

Anche in ambito corporate e business, in cui Apple ha deciso di entrare sul versante mobile da ormai cinque anni, vedremo qualche cambiamento nel 2016. Dopo le importanti e fruttuose partnership con IBM e Cisco, Cupertino si troverà infatti a sfidare sia gli agguerriti device Android con la nuova e più sicura versione di Android for Work, sia i dispositivi Microsoft come il Surface Book e i modelli della gamma Surface Pro.

Sul versante mobile insomma la concorrenza non mancherà, mentre per quanto riguarda i Mac aspettiamoci una loro continua espansione nel settore enterprise. Questa non raggiungerà i livelli dei PC Windows o dei device iOS, ma grazie anche a un recente report di IBM, secondo il quale le spese in assistenza e supporto per un Mac sono molto più basse di quelle per un PC Windows (solo il 5% di interventi contro il 40% richiesti per i PC), la strada per i Mac in azienda pare piuttosto in discesa.