Microsoft xCloud è davvero uno sguardo al futuro del desktop?

I progressi che Microsoft dovrà fare per far funzionare al meglio il suo servizio gaming xCloud andranno a beneficio anche del desktop virtuale. Ecco perché.

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Siamo nelle prime fasi del trasferimento dell’elaborazione locale nel cloud e del passaggio dal PC moderno a qualcosa di molto più vicino a un terminale. La settimana scorsa, ad esempio, HP ha lanciato i suoi nuovi Chromebook Chromebox e li ha aggiunti al suo piano DaaS (Device as a Service). I prodotti basati su Chrome hanno anticipato un futuro cloud in un momento in cui Microsoft non sembrava così interessata alla “nuvola”. Le cose però sono cambiate radicalmente e Windows Virtual Desktop è ora il contendente principale per questa eventuale migrazione.

Le soluzioni thin client sono in circolazione da un po’ di tempo, ma al di fuori di gruppi strettamente mirati con esigenze di elaborazione modeste, è sempre stato un mercato di nicchia, in gran parte dovuto alla latenza e alle prestazioni wireless. Con il 5G e il Wi-Fi 6, secondo Qualcomm, entrambi questi limiti diventeranno presto dei non-problemi per le attività business. Ma il mercato ha bisogno di qualcosa che faccia da spartiacque e questo qualcosa sembra essere il servizio di gioco xCloud.

Mentre la latenza è fastidiosa nelle app desktop, negli eSport competitivi è semplicemente inconcepibile. Non potete essere infatti competitivi in un gioco online se avete troppa latenza che danneggia gravemente l’esperienza di gioco complessiva. Affinché il cloud gaming funzioni, la latenza nel gaming non deve solo iniziare a livelli bassi, ma deve anche rimanere bassa indipendentemente da quanto si carichino il sistema e la rete.

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E parliamo di carichi notevoli, visto che i giochi della generazione attuale richiedono massicci livelli di prestazioni, livelli di realismo sempre più realistici e AI sempre più potenti per gli NPC (personaggi non giocanti), che spingeranno i limiti sia della rete, sia dei server che forniscono il servizio. Tutte queste necessità stanno anche forzando Microsoft a ripensare il design di quei server per ottimizzare questi carichi così pesanti.

Per garantire che xCloud si comporti egregiamente, Microsoft dovrà lavorare sodo per ridurre la latenza, ma anche per garantire che rimanga bassa indipendentemente da quanto sia caricato il sistema. E poiché i giochi online possono riempirsi in modo massiccio man mano che i giocatori tornano a casa dal lavoro o dalla scuola e iniziano a giocare, la possibilità di scalare quasi all’istante tornerebbe estremamente comoda anche in ambito lavorativo.

Quindi, il risultato dello sforzo che sta compiendo Microsoft nei confronti di xCloud è che questo servizio gaming guiderà i necessari miglioramenti delle prestazioni e della latenza anche a beneficio di Windows Virtual Desktop. xCloud sarà inoltre importante anche per la tecnologia che fornirà un rendering migliore, una migliore comunicazione vocale e un utilizzo più massiccio dell’intelligenza artificiale. Tutti aspetti che fanno parte dei giochi online e potrebbero ampliare il set di funzionalità anche per gli utenti desktop.

Il passaggio anticipato al cloud per il desktop ha e avrà molti ostacoli davanti a sé, ma con il passaggio ai giochi basati su cloud Microsoft sarà in grado non solo di tracciare una strada per le prestazioni in ambito desktop, ma anche di rivoluzionare ciò che facciamo sul nostro desktop aziendale.

Con questo tipo di prestazioni, funzionalità come la telepresenza, il supporto AI per utenti dedicati, nuovi modi di collaborare e tutta una serie di nuove funzionalità a cui attualmente non pensiamo nemmeno potranno diventare possibili nei prossimi anni.

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