Sotto l’albero di NetApp due doni importanti: il flash e il cloud di SolidFire

L’acquisizione da 870 milioni di dollari potrebbe anche portare NetApp più vicina a Cisco

Con l’acquisizione di SolidFire per 87 milioni di dollari, NetApp vuole essere nel punto di intersezione di due tendenze calde in un settore dello storage in rapida evoluzione. La startup fondata cinque anni fa ha un’architettura all-flash per quel tipo di data center distribuiti che i fornitori di servizi, e ora alcune imprese, scelgono per svilupparsi in modo rapido ed efficiente. Questo trend, insieme alla tendenza verso sistemi iper-convergenti che combinano tutti i componenti di un data center “in a box”, minaccia i tradizionali array di storage specificamente costruiti, il tipo che ha reso produttori come NetApp e EMC i big che sono oggi.

La tecnologia di SolidFire completerà con le attuali linee di prodotti flash di NetApp: la serie FAS di array aziendali condivisi e la linea ES per i carichi di lavoro specializzati a bassa latenza, come transazioni finanziarie, come ha spiegato in un’intervista il CEO di NetApp George Kurian. “I sistemi di SolidFire sono orientati verso la prossima generazione di data center, costruiti attorno a commodity hardware controllate dal software e con una gestione semplificata”, ha detto Kurian.

Il CEO di SolidFire Dave Wright sarà responsabile delle linee di prodotto acquistate dopo la chiusura dell’acquisizione, prevista entro il prossimo aprile.

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La principale vittima della transazione sarà l’emergente architettura FlashRay di NetApp, che doveva essere il suo sistema di flash di nuova generazione, ma verrà interrotta ora che la società sta comprando SolidFire. Secondo Henry Baltazar, analista di 451 Research, il progetto FlashRay è stato incerto fin dall’inizio, a causa delle defezioni dei manager chiave e della difficoltà di sviluppare da zero una nuova architettura storage. “SolidFire ha un netto vantaggio sia rispetto al team di FlashRay che ad alcune startup in competizione”, ha commentato Baltazar.

I fornitori di servizi che vogliono competere con i grandi operatori cloud come Amazon e Google sono tra i clienti di SolidFire, ma le aziende stanno anche cercando di sfruttare i vantaggi di un’architettura cloud. Mentre il flash è il mezzo del futuro per le pure prestazioni, le aziende vogliono anche data center più automatizzati e la possibilità di scalare rapidamente la loro infrastruttura. “Per esempio”, secondo Baltazar, “alcune imprese vogliono definire la qualità del servizio a livelli alti, medi e bassi per diverse applicazioni di storage”.

L’acquisizione può anche aiutare NetApp ad ampliare la propria partnership con Cisco Systems. Le due aziende collaborano per lo sviluppo dei sistemi convergenti FlexPod, che combinano lo storage NetApp e il networking Cisco, ma SolidFire ha lavorato con Cisco sulle sue piattaforme pre-certificate Agile Infrastructure.

La relazione tra Cisco e SolidFire amplierà ciò che NetApp può fare con il gigante di networking”, ha dichiarato Kurian, “anche se non è il motivo per cui è stata scelta SolidFire”.

AUTOREStephen Lawson
CWI.it
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