Dell Technologies spinge sul software per servire un mondo multi-cloud

All'evento tenutosi a inizio maggio a Las Vegas l'azienda ha presentato nuove soluzioni in cui il software ha un ruolo sempre più centrale per garantire una gestione semplice e unificata dal data center, all'edge, al multi-cloud

Semplificazione della gestione dell’infrastruttura, integrazione coerente e con un’esperienza unificata tra on-premises, edge e multi-cloud, estensione del modello as-a-service e poi sicurezza, sicurezza e sicurezza. Sono queste le tendenze che hanno caratterizzato gli annunci fatti al Dell Technology World tenutosi a inizio maggio a Las Vegas, di nuovo in presenza dopo le due edizioni forzatamente virtuali.

“Il multi-cloud è un abilitatore digitale che permette alle aziende di affrontare la trasformazione del lavoro, della supply chain e la cybersecurity. La strategia Dell prevede di offrire un’esperienza cloud coerente e unificata indipendentemente da dove i dati e le applicazioni risiedano. Intendiamo espandere l’ecosistema per sbloccare il potenziale del multi-cloud garantendo flessibilità e libertà di scelta ai clienti”, ha commentato Fabio Zezza, Data Protection Solutions Lead di Dell Technologies Italia in un incontro con la stampa per evidenziare le principali novità introdotte.

È interessante notare che, mentre in passato in eventi di questo tipo i riflettori erano puntati sulle caratteristiche hardware e le prestazioni, oggi si guarda soprattutto al software come fattore abilitante per le attività più richieste e prioritarie per le aziende. L’85 percento del team di ingegneri dell’Infrastructure Solutions Group di Dell è oggi composto da ingegneri software, non hardware.

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“La semplificazione delle IT operations può essere un elemento importante per il frammentato mercato italiano in ci sono molte aziende non sono dotate di team IT vasti, e le poche persone devono coprire responsabilità diverse. Avere macchine che possono essere gestite via software in modo semplice e veloce, con poche selezioni operate da un menu quelle operazioni che prima richiedevano di operare sull’hardware, nei data center, è un grande vantaggio”, ha poi affermato Alberto Bastianon, Pre Sales Director di Dell Technologies Italia, sottolineando anche come le strategie di cybersecurity debbano sì essere tese a evitare che un attacco abbia successo, ma anche prevedere operazioni di recovery snelle ed efficaci per fare in modo che il business possa riprendere il prima possibile qualora l’attacco abbia successo.

Vediamo quindi quali sono le principali novità riguardanti prodotti e servizi introdotte da Dell Technologies.

PowerStore

Dell Technologies PowerStore
Dell Technologies PowerStore

L’ultima nata tra le piattaforme storage di Dell, ma anche quella con la crescita più veloce, ha visto il suo sistema operativo aggiornarsi alla versione 3.0, le prestazioni aumentare del 50 percento e la capacità massima arrivare fino a 18 Petabyte per cluster (un aumento del 60 percento reso possibile dall’utilizzo di dischi più capienti negli stessi chassis).

Altre novità introdotte sono:

  • Funzionalità MetroSync nativa per avere repliche istantanee necessarie a garantire business continuity e disaster recovery;
  • Visibilità End-to-End con VMware, con possibilità di gestione diretta da vSphere (una conferma della solidità dell’accordo tecnologico di sviluppo congiunto, nonostante lo spinoff dello scorso anno);
  • Integrazione profonda di meccanismi di cybersecurity, con il supporto al protocollo CEPA (Common Event Publishing Agent) che consente di abilitare funzionalità di terze parti per esempio come ransomware protection, gestione selettiva dei file. È stata implementata anche una hardware root of trust per garantire l’integrità dei singoli componenti.

PowerMax

Dell Technologies PowerMax
Dell Technologies PowerMax

Giunta alla versione 10 del suo sistema operativo, l’ammiraglia della gamma storage dei Dell Technologies guadagna funzionalità importanti nel campo della protezione dei dati, con il supporto all’implementazione del modello ZeroTrust del framework NIST, della autenticazione a due fattori, il rilevamento di eventi che possono essere sintomo della presenza di un ransomware e un vault per il recovery sia dei sistemi open, sia per i mainframe, caratteristica questa molto importante per il mercato italiano dove è ancora alta la presenza dei mainframe.

Multi Array Smart Provisioning e supporto di NVMe-over-TCP consentono nuove possibilità di automazione per la semplificazione della gestione operativa.

PowerFlex

Dell Technologies PowerFlex
Dell Technologies PowerFlex

PowerFlex è l’infrastruttura storage software-defined pensata per coniugare carichi di lavoro tradizionali con i nuovi modelli cloud native, in particolare grazie al supporto per le principali piattaforme di orchestrazione per Kubernetes e container (Amazon, Google, Microsoft, Red Hat, SUSE e VMware).

I nuovi aggiornamenti includono:

  • Possibilità di unificare workload tradizionali e containerizzati usando servizi unificati a blocchi e a file, con deployment su bare metal e virtualizzati;
  • Semplificazione del deployment grazie a NVMe-over-TCP;
  • Gestione unificata delle capacità di calcolo, storage e del ciclo di vita dei sistemi attraverso il software PowerFlex Manager.

Project Alpine

A Las Vegas Dell ha anche dato una dimostrazione di Project Alpine, la soluzione preannunciata a inizio anno per creare istanze cloud basate sulla tecnologia storage di Dell. Project Alpine permetterà agli utenti una gestione unificata dello storage, una migrazione semplificata al cloud e la scalabilità dei dati flessibile. Il tutto senza dover affrontare il refactoring delle applicazioni o intervenire sul training del personale, che potrà continuare a utilizzare gli strumenti abituali.

Come per gli altri servizi cloud della casa, i tre principali fornitori (AWS, Google Cloud Plaftorm e Microsoft Azure) saranno ugualmente supportati.

Si tratta forse dell’aggiunta strategicamente più importante per Dell, che forse arriva un po’ in ritardo sulla concorrenza, che già offre servizi di questo tipo. Si attende nella seconda metà dell’anno una versione di produzione, con una copertura tecnologica, commerciale e geografica completa entro il 2023.

Dell CyberProtect Cyber Recovery

Al momento, la minaccia più concreta per i dati è il ransomware, che richiede misure diverse dalla replica dei dati o backup in linea. Cresce quindi il supporto al cloud per il servizio di disaster recovery di Dell Technologies, che crea un backup separato (air-gap) e irraggiungibile da eventuali ransomware. Il servizio è è ora disponibile anche su Microsoft Azure. Tra i vantaggi per i clienti c’è la possibilità di acquisto direttamente dal marketplace, anche utilizzando i crediti eventualmente disponibili e concorrendo agli impegni di spesa previsti nei piani Enterprise.

Su AWS, dove il servizio era già attivo, è ora presente una componente di analytics in grado di analizzare il flusso di dati in ingresso per identificare possibili compromissioni, una funzione utile per le attività di investigazione post-attacco e soprattutto per individuare l’ultima copia di backup non compromessa per procedere al suo ripristino, un compito lungo e difficoltoso da affrontare a seguito di un attacco ransomware.

Cyber Recovery non è ancora attivo su Google Cloud, ma dovrebbe essere solo questione di tempo.

Apex e Cyber Recovery Service

L’offerta infrastrutturale di Dell Technologies con modalità di gestione e pagamento As-a-Service si amplia con l’introduzione del Cyber Recovery Service, primo di una soluzione full-stack che si affianca all’offerta di storage e backup. Dell gestirà quotidianamente le operazioni di copia nel vault e si affiancherà al cliente nella fase di recovery.

“La semplificazione delle IT operations può essere un elemento importante per il frammentato mercato italiano in ci sono molte aziende non sono dotate di team IT vasti, e le poche persone devono coprire responsabilità diverse. Avere macchine che possono essere gestite via software in modo semplice e veloce, con poche selezioni operate da un menu quelle operazioni che prima richiedevano di operare sull’hardware, nei data center, è un grande vantaggio”, ha poi affermato Alberto Bastianon, Pre Sales Director di Dell Technologies Italia, sottolineando anche come le strategie di cybersecurity debbano sì essere tese a evitare che un attacco abbia successo, ma anche prevedere operazioni di recovery snelle ed efficaci per fare in modo che il business possa riprendere il prima possibile qualora l’attacco abbia successo.

Partnership con Snowflake

Dell ha siglato una partnership con Snowflake, azienda che opera nel settore della data analytics in cloud. La partnership permetterà ai clienti che operano in settori altamente regolamentati, o che hanno policy molto stringenti in materia di protezione dei dati, di utilizzare gli strumenti di analisi di di Snowflake senza dover caricare i dati sensibili sulla sua piattaforma. Snowflake si connetterà allo storage Dell in modalità External Tables per eseguire l’analisi senza copia dei dati.

“L’annuncio della collaborazione con Snowflake dimostra consapevolezza e volontà di apertura verso ecosistemi e di collaborazione con diversi attori dell’ICT, ma risponde anche ad alcune domande e necessità specifiche”, ha commentato Bastianon.

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Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.