Microsoft progetta il data center in fondo al mare

Con il “Project Natick” la società di Redmond sta studiando la possibilità di costruire sotto l’acqua del mare data center completamente riciclabili

Il team del progetto Natick davanti al prototipo della Leona Philpot

Le aziende cercano i luoghi più strani dove costruire i data center. Facebook, per esempio, ha realizzato un data center a Lulea, in Svezia, perché le temperature gelide riducono l’energia necessaria per il raffreddamento. Recentemente ha annunciato la costruzione di un nuovo data center a Clonee, in Irlanda, che sfrutterà l’energia eolica disponibile. Il data center di Google ad Hamina, in Finlandia, utilizza l’acqua di mare del Golfo di Finlandia per il raffreddamento.

Ora, Microsoft sta studiando la possibilità di costruire un data center sotto il mare. Il progetto è partito a fine 2014, un anno dopo che Sean James, un dipendente Microsoft che ha prestato servizio su un sottomarino della Marina degli Stati Uniti, ha presentato una proposta di “data center sottomarino”.

Una nave prototipo, la “Leona Philpot” (nome ispirato da un gioco per la Xbox), ha operato sul fondo del mare a circa 1 km dalla costa del Pacifico gli Stati Uniti da agosto a novembre 2015, come spiega Microsoft in una pagina dedicata al progetto.

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L’esperimento di data center sottomarino, chiamato “Project Natick” dal nome di una cittadina del Massachusetts, è attualmente nella fase iniziale e Microsoft avverte che è ancora troppo presto per valutare se può effettivamente essere realizzato.

Il Project Natick riflette la continua ricerca di Microsoft per soluzioni di cloud data center che offrano provisioning rapido, riduzione dei costi, alta reattività e siano ecologicamente sostenibile”, ha dichiarato la società.

I data center sottomarini aiuta potrebbero soddisfare le esigenze di circa il 50 per cento delle persone che vivono nel raggio di 200 chilometri dal mare. Microsoft ha spiegato in una FAQ che la costruzione in acque profonde offre “un accesso immediato al raffreddamento, fonti di energia rinnovabili e un ambiente controllato”. Inoltre, un data center può essere allestito dall’inizio alla fine in 90 giorni.

Microsoft sta valutando l’abbinamento del data center con una turbina o un sistema che sfrutta l’energia delle maree per produrre elettricità, secondo il New York Times.

Il data center dovrebbe restare in funzione almeno 20 anni, trascorsi i quali viene recuperato e riciclato. Microsoft sta inoltre valutando “cicli di distribuzione” di 5 anni ciascuno, che è la durata prevista dei computer in uso. “Dopo ogni ciclo di 5 anni, il data center deve essere recuperato, aggiornato con nuovi computer e reinstallato”, secondo la Microsoft FAQ.
Gli ingegneri di Microsoft hanno dichiarato al New York Times che la prima realizzazione dovrebbe iniziare l’anno prossimo, probabilmente vicino alla Florida o nel Nord Europa.

Sul forum della comunità, alcuni utenti hanno espresso perplessità sull’impatto ambientale di un data center sottomarino, che potrebbe provocare il riscaldamento dell’acqua nella zona circostante il data center. Microsoft afferma sul suo sito web che il progetto prevede data center che possono essere totalmente riciclati e che producono zero emissioni, se collocati vicino a fonti di energia rinnovabili.