Con il supercomputer Fugaku il Giappone conquista la vetta della Top500

Tra i primi dieci posti della Top500, la classifica dei supercomputer più potenti, ci sono gli italiani HPC5, installato all’Eni, e il Marconi-100 del CINECA

Fugaku supercomputer
Il supercomputer Fugaku. Credit: Riken

Il supercomputer Fugaku si è posizionato al primo posto della Top500, la classifica dei supercomputer più potenti al mondo. Con una performance di 415,5 petaflops nell’High Performance Linpack (HPL), Fugaku ha spodestato il supercomputer IBM Summit, passato in seconda posizione. Oltre ai cambiamenti nei primi posti, ci sono altre novità nella 55esima edizione della classifica, che viene aggiornata ogni sei mesi. La classifica è stata annunciata in occasione della conferenza ISC High Performance, appuntamento annuale che tradizionalmente si svolta a Francoforte e, a seguito della pandemia, per l’edizione 2020 è esclusivamente online.

Tra le new entry c’è il sistema HPC5 installato in Italia presso i laboratori ENI di Pavia: il supercomputer si è posizionato al sesto posto della Top500 con un punteggio HPL di 35,5 petaflops ed è il più potente in Europa.

I supercomputer più potenti al mondo

Il sistema Fugaku, è installato presso il RIKEN Center for Computational Science (R-CCS) di Kobe, in Giappone. Il supercomputer è alimentato da SoC A64FX a 48 core di Fujitsu, ed è il primo sistema basato su processori ARM a conquistare la vetta della classifica.

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Al secondo posto si posiziona Summit, con un risultato HPL di 148,8 petaflops. Il sistema ha 4.356 nodi, ciascuno dotato di due CPU Power9 a 22 core e sei GPU NVIDIA Tesla V100. Costruito da IBM e installato presso l’Oak Ridge National Laboratory nel Tennessee, Summit si conferma il supercomputer più veloce degli Stati Uniti.

In terza posizione si trova Sierra, in esecuzione presso il Lawrence Livermore National Laboratory in California, con un risultato HPL di 94,6 petaflop. La sua architettura è molto simile a Summit, dotata di due CPU Power9 e quattro GPU NVIDIA Tesla V100 in ciascuno dei suoi 4.320 nodi.

Il Sunway TaihuLight (primo in classifica a giugno 2017) scende al quarto posto con un risultato di 93 petaflops. Il sistema è alimentato dai processori Sun26 260 core SW26010 ed è installato presso il National Supercomputing Center di Wuxi, in Cina.

Al quinto posto si colloca il Tianhe-2A, installato presso il National Supercomputer Center di Guangzhou, in Cina. Le prestazioni HPL di 61,4 petaflops sono il risultato di un’architettura ibrida che impiega CPU Intel Xeon e coprocessori Matrix-2000 personalizzati.

In sesta posizione si colloca il sistema HPC5, installato presso l’Eni. Realizzato da Dell, è equipaggiato con processori Intel Xeon Gold e GPU NVIDIA Tesla V100.

Oltre all’HPC5, nella top 10 si trova un altro sistema italiano, il Marconi-100, installato presso il centro di ricerca del CINECA. Posizionato al nono posto, è alimentato da processori IBM Power9 e GPU NVIDIA V100.

La geografia del calcolo ad alte prestazioni

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei supercomputer, la Cina continua a dominare la Top500 con la presenza di 226 sistemi. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 114 sistemi. A distanza si trovano Giappone con 30 supercomputer, Francia (18) e Germania (16).

Complessivamente, la potenza di calcolo dei sistemi statunitensi (644 petaflops) supera quella della Cina (565 petaflops). Il Giappone, nonostante un numero nettamente inferiore di supercomputer, vanta una potenza di calcolo aggregata di 530 petaflops.

Sara Brunelli
Attiva nel settore della comunicazione dal 2003, dopo la laurea in Matematica e un master in Comunicazione Scientifica. Mi sono specializzata nell’editoria B2B, seguendo in particolare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica. Mi potete seguire su Facebook e LinkedIn.