Il supercomputer cinese Sunway TaihuLight al primo posto della Top500

Ci sono pochi cambiamenti nei primi posti della classifica dei supercomputer più potenti al mondo. L’adozione di GPU e l’efficienza energetica guidano lo sviluppo del calcolo ad alte prestazioni

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Il supercomputer cinese Sunway TaihuLight, al primo posto della classifica Top500. Credit: Jack Dongarra

In occasione dell’apertura della conferenza ISC High Performance, che si svolge a Francoforte, Top500.org ha pubblicato la 49esima edizione della classifica dei supercomputer più potenti al mondo. Ai primi posti della classifica si confermano i due sistemi cinesi Sunway TaihuLight con 93 petaflops (un milione di miliardi di di operazioni in virgola mobile al secondo) e Tianhe 2 con 33,9 petaflops. Grazie a un aggiornamento il computer svizzero Piz Daint ha raddoppiato le performance ed è passato dall’ottavo al terzo posto, scalzando il sistema americano Titan, ora al quarto posto.

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Rispetto alla precedente edizione, pubblicata a novembre 2016, non ci sono state nuove entrate nelle prime dieci posizioni della classifica. La vera novità si trova più in basso, con supercomputer “mid-range” che stanno diventando sempre più potenti.

Dal novembre dello scorso anno, 108 di questi sistemi hanno superato il sistema cinese costruito da Sugon nel 2015, una macchina da 432 teraflops con processori Intel Xeon, spingendolo al 500° posto rispetto al precedente 392° posto lo scorso novembre. Il computer era entrato nella classifica l’anno prima occupando il 213° posto.

Questi computer di fascia media non sono solo sempre più potenti, ma sempre più efficienti dal punto di vista energetico, come testimonia la classifica Green500, pubblicata in concomitanza con la Top500. Nove dei 10 supercomputer più efficienti sono stati costruiti quest’anno, sei di essi in Giappone.

Il supercomputer più efficiente è il giapponese Tsubame 3.0. Costruito da Hewlett Packard Enterprise, il sistema utilizza un mix di CPU Intel Xeon e GPU Nvidia Tesla P100 per fornire 14,1 gigaflop/watt. Con una performance complessiva di 1,9 petaflops, lo Tsubame 3.0 si trova al 61° posto della classifica dei supercomputer più potenti.

Complessivamente i coprocessori stanno guadagnando terreno nella Top500, con 71 sistemi che utilizzano GPU Nvidia, 14 che utilizzano Xeon Phi e 3 che usano entrambi.

HPE ha costruito più supercomputer presenti nella Top500, con 144 sistemi e una quota percentuale del 28,6%. I suoi sistemi non sono tra i più potenti, ma costituiscono solo il 16,6 per cento della capacità di calcolo complessive della Top500. Al secondo posto, con 88 sistemi, si colloca Lenovo. In occasione della conferenza la società ha annunciato il completamento del supercomputer MareNostrum 4, entrato nell’ultima edizione della Top500 al 13° posto.

Al terzo si trova Cray, con 57 sistemi, che si distinguono nella parte superiore della classifica e offrono, complessivamente, il 21,4% della potenza di calcolo.

L’Italia è presente nella Top500 con otto sistemi. Il più alto nella classifica, al 14° posto, è il supercomputer Marconi, basato su Intel Xeon Phi. Realizzato da Lenovo, il Marconi si trova presso i laboratori del Cineca, a Bologna.