Università Ca’ Foscari e Nutanix: il successo della iperconvergenza

Ecco come si è evoluta la partnership tra l’Università Ca’ Foscari e Nutanix grazie a un’infrastruttura iperconvergente con cluster dedicati ai servizi VDI e ai servizi IT.

Ca’ Foscari

L’Università veneziana Ca’ Foscari è un ateneo storico, tra i più prestigiosi in Italia. Strutturato su otto diversi dipartimenti, è dislocato su circa 30 sedi con 22mila studenti attivi e uno staff di 1.500 persone. Dal punto di vista informatico l’Università Ca’ Foscari dispone di due data center attivi: uno si trova nel centro storico di Venezia mentre l’altro è collocato presso il campus scientifico di Mestre. Per i collegamenti, con l’unica eccezione di Treviso, viene utilizzata fibra ottica dedicata. La rete dell’Ateneo è collegata alla rete del GARR (la Rete Italiana dell’Istruzione e della Ricerca) per la quale l’Università fa anche da PoP (Point of Presence).

Nel 2013 il sito di Mestre veniva utilizzato solo come infrastruttura passiva di backup. La gestione di un sempre più elevato numero di utenti finali, per il 90% situati nel palazzo di Venezia, era diventata complicata. Con un ridotto numero di tecnici informatici, per alleggerire l’attività di manutenzione si decise di far partire un progetto VDI (Virtual Desktop Infrastructure), cercando un’infrastruttura in grado di erogare questo servizio a circa 300 persone.

“Il vero problema non era quello della potenza di calcolo, per la quale erano disponibili numerose soluzioni” spiega Stefano Claut, System Administrator dell’Università Ca’ Foscari, “ma di velocità di accesso ai dati, che era limitata dai supporti di memorizzazione. Le specifiche erano quindi molto stringenti, prevedendo memorie full-flash ad alte prestazioni”.

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A questo punto entra in campo Nutanix con la proposta di “astrarre” lo storage, gestendo al meglio il mix di flash e dischi tradizionali. Nella fase iniziale ci si è concentrati sul corretto dimensionamento dell’infrastruttura. “Da specifiche, Nutanix poteva gestire fino a 100 macchine virtuali con un solo nodo” dice Claut. “Per avere un po’ di ridondanza, abbiamo quindi deciso di installarne quattro e le aspettative sono state soddisfatte. I primi sei mesi si sono rivelati impegnativi, ma poi siamo riusciti a dare il via all’erogazione dei servizi molto velocemente”.

Negli anni queste soluzioni sono state consolidate ampliando il numero di nodi presenti nei vari cluster dedicati ai servizi VDI e ai servizi IT. “Oggi l’ateneo ha infrastruttura iperconvergente totalmente Nutanix, con cluster dedicati ai servizi VDI e ai servizi IT con replica e sincronizzazione dei dati tra i due data center” spiega Tommaso Piazza, CIO dell’Università Ca’ Foscari. “In totale, sono attivi 32 nodi, di cui 14 a Mestre e 18 a Venezia. Siamo stati tra i primi clienti Nutanix in Italia e siamo pienamente soddisfatti della scelta fatta e dei risultati ottenuti”.

Grazie alla replica sincrona, è stata aumentata la sicurezza ed è stata garantita la continuità di tutti i servizi. Prima, con il semplice backup, in caso di problemi si sarebbe persa una quantità di dati pari ad almeno mezza giornata di lavoro. L’attuale architettura, inoltre, è realizzata in modo da funzionare anche con un solo data center operativo.

Claut ha voluto sottolineare anche l’ottima disponibilità del supporto post-vendita Nutanix ed evidenziare come siano stati fondamentali il rapporto umano e la fiducia reciproca. Parlando delle funzionalità offerte dall’attuale infrastruttura, ai tecnici dell’ateneo è piaciuta la possibilità di fare backup a caldo da un cluster all’altro, utilizzando in alcuni casi questa funzionalità per fare snapshot sul cluster remoto. “Per il futuro mi piacerebbe sfruttare tale meccanismo per realizzare queste copie direttamente in cloud”, conclude Claut.