Amir Michael, uno dei fondatori dell’Open Compute Project di Facebook, ha lanciato Coolan, una nuova start up che punta a tagliare i costi di gestione dei data center attraverso quella che lui chiama “un’analisi basata sulla community”. La versione beta del primo prodotto di Coolan è stata lanciata pochi giorni fa e si tratta di un servizio che raccoglie e aggrega dati riguardanti gli ambienti server dei suoi clienti e li utilizza per prevedere guasti e prevenire criticità.

I clienti di Coolan devono prima installare un software sui loro server che raccolga informazioni sui componenti installati, sui tassi di errore, sul firmware e su altre variabili. Coolan immette tutti questi dati nel suo cloud e i clienti vi possono accedere tramite una dashboard o un’interfaccia di programmazione per avere un’idea più precisa sull’attività dei loro data center. Inoltre, cosa ancora più importante, Coolan aggrega i dati di tutti i suoi clienti e applica tecniche di machine learning per scoprire trend, modelli e schemi.

Se un cliente si trova ad affrontare una criticità, Coolan sarà in grado di individuare velocemente la causa più probabile analizzando i dati storici. In questo modo se un’azienda ha 100 o 1.000 server, potrà avere una visione ancora più approfondita dei dati. I fornitori di server offrono già strumenti di gestione in grado di prevenire guasti e criticità, ma secondo Michael i clienti preferiscono avere a che fare con un soggetto di terze parti che non abbia un particolare interesse nei risultati delle analisi dati. Coolan fornirà anche dati comparativi, come ad esempio quali modelli di Hard Disk e di quale produttore siano più sicuri e affidabili.

Essendo un servizio cloud, Coolan può attirare in effetti molti clienti, che però sono tradizionalmente poco propensi a condividere i dati operazionali dei loro data center. Michael però è convinto che ci sia da parte delle aziende una tendenza sempre più forte a un’apertura su questo versante in modo da ridurre i costi.

“Siamo nati sul solco di Open Compute e la gente sta cominciando a sentirsi più sicura nel condividere informazioni sulle proprie infrastrutture” afferma Michael, secondo il quale Coolan sarà ancora più utile quando avrà accesso ai dati di molti clienti, che però devono essere attratti verso il servizio per sfruttarlo nel migliore dei modi.

Coolan raccoglie i dati tramite connessioni HTTPS e le informazioni sui data center individuali non sono condivise. I clienti possono infatti vedere quali dati sono raccolti ed escludere le parti che non vogliono siano condivise. Al momento il servizio, ancora senza un prezzo stabilito, è in fase di testing presso alcune aziende, con un’adozione su più larga scala attesa in tempi brevi.