Nell’era del mobile c’è ancora molto bisogno di grandi schermi, anche se non necessariamente per guardarci programmi televisivi. In questi giorni sono infatti in arrivo le nuove generazioni di Smart Tv, che integrano funzionalità degne di un tablet grazie a processori dedicati, storage integrato, compatibilità con periferiche esterne di ogni genere e sistemi operativi sempre più completi e versatili. La base più promettente, almeno finché Apple non presenterà una sua soluzione integrata, è sicuramente Android, nella sua versione specifica introdotta a fine 2014, basata su Lollipop e ora completamente funzionante nei nuovi modelli appena annunciati di Sony e Philips, a cui si aggiungerà presto Sharp, più i set top box Nvidia Shield e Asus Nexus Player. Altri produttori puntano su scelte diverse, su cui possono assicurarsi un controllo più diretto, come Samsung con il suo Tizen basato su Linux e Lg con WebOS 2.0, ma è indubbio che la soluzione Google sia al momento quella che offre il più ampio ventaglio di possibilità, a partire dal nuovo mood dei contenuti in streaming, a cui lo sbarco annunciato di Netflix nel Vecchio Continente sta dando un impulso decisivo.
Android Tv consente infatti di accedere a qualche centinaia di app già presenti sullo store di Google, a cui se ne aggiungeranno rapidamente altre, purché siano ottimizzate, anche attraverso semplici adattamenti, per funzionare alla risoluzione del grande schermo e non sentire la mancanza dell’interfaccia tattile. Il miglior modo di controllare un televisore con Android è comunque la voce. Sia Sony che Philips hanno infatti integrato un microfono nel loro telecomando, con il quale sostituire la tastiera in moltissime situazioni, sfruttando la crescente precisione del sistema di riconoscimento vocale di Google.

I primi sono Sony e Philips

Il segreto della nuova serie di televisori Sony, che arriva sul mercato a fine giugno, è un chip proprietario denominato X1. Fornisce la potenza sufficiente a far girare l’interfaccia di Android alla risoluzione di 2160p, garantendo anche una certa fluidità, anche se qualche incertezza si nota, perfino a giochi dinamici come Asphalt 8. Ma soprattutto, il SoC X1 gestisce codifiche di compressione impegnative come l’h265 e il Vp9, necessarie ad affrontare lo streaming di contenuti a risoluzione ultra elevata, quando ci saranno. Tutti i nuovi Sony con sistema Android integrano 16 GB di storage per archiviare app e documenti, e possono collegarsi via Usb o wireless a periferiche come gamepad o tastiere. Non mancano naturalmente le funzioni di Google Cast per la condivisione di contenuti da uno smartphone, attraverso cui, con un solo gesto, è possibile continuare sul grande schermo quello che si è iniziato sul piccolo. Posizionati sulla fascia alta del mercato dei televisori, i nuovi Bravia 4K con Android hanno prezzi che variano dai 1199 euro dell’X83C da 43 pollici, ai quasi 9 mila del modello X93C da 75”, mentre il modello intermedio X93C da 55” costa 3499 euro. Il prezzo elevato si giustifica, almeno in parte, con l’attenzione al design, minimalista ed elegante, con la riduzione dello spessore e con la qualità audio particolarmente curata. In gamma c’è anche un modello davvero particolare, l’X90C spesso pochi millimetri, meno di un comune tablet, salvo che nella parte inferiore, dove alloggia l’elettronica e trovano posto i diffusori.

sony sottile

Il Sony Bravia X90C è più sottile di un tablet

 

Quanto a Philips, bisogna ammettere che il marchio olandese di elettronica di consumo è stato il primo a credere nella fusione tra Android e i televisori, proposta già con i modelli dell’anno scorso. La generazione di prodotti del 2015 è però decisamente più matura, e le funzioni del sistema operativo di Google sono disponibili per la maggioranza dei nuovi modelli, non soltanto quelli di fascia alta. I prodotti di ingresso sono però dotati di soli 8 GB di storage, peraltro in parte occupati dal sistema, mentre i più costosi ne hanno 16. Le porte Usb possono comunque essere usate per aumentare lo spazio disponibile. Notevole il telecomando dei modelli più evoluti, che integra una tastiera completa, oltre al già citato microfono.

Così il Pc diventa superfluo

L’accoppiata tra smart tv e dispositivi mobili è destinata a coprire la maggior parte delle esigenze di elaborazione personali, riducendo ad attività sempre più specifiche la necessità della potenza di un notebook o di un Pc tradizionale. Se serve un po’ più di brio ci saranno comunque i set top box dedicati all’intrattenimento come Nvidia Shield, che costerà 199 euro, e Asus Nexus Player, da 99 euro. Si tratta di soluzioni in grado di animare anche uno schermo non più giovane con tutte le funzionalità di Android Tv.

La strada intrapresa dal robottino verde nel medio periodo sembra però quella dell’integrazione pervasiva, in cui le app dello store di Google potranno essere accessibili senza costi aggiuntivi su qualunque nuovo schermo oltre i 30 pollici. Ovviamente la concorrenza non starà a guardare, ed è lecito aspettarsi la controffensiva di Apple e Microsoft. Perché quello che gira intorno alla Tv è anche un ghiotto mercato di dati preziosi sulle abitudini degli utenti, che a dispetto di molte previsioni continuano a considerare il grande schermo come fulcro dell’attività quotidiana, e lo sarà ancora di più in futuro.