La scelta dei dipendenti è fondamentale per il futuro del lavoro

Jamf conferma che i sistemi Apple sono in uso nelle più grandi aziende a livello globale mentre lo smart working e la scelta dei dipendenti definiscono il nuovo lavoro da casa.

scelta dei dipendenti

Jamf afferma che i dispositivi Apple sono ora in uso nelle grandi aziende più grandi e importanti a livello globale, soprattutto dopo che il ritmo del cambiamento delle strategie lavorative è accelerato in risposta al COVID-19. “Apple sta assistendo a una crescita in tutti i settori, anche se la sua traiettoria è un po’ più lenta nel settore finanziario, nei servizi sul campo e nei trasporti” ha affermato Dean Hager, CEO di Jamf. “Anche questi settori comunque stanno cambiando, poiché la capacità di rimanere connessi e produttivi ora richiede che tutti i lavoratori dispongano della tecnologia giusta”.

Le soluzioni di Jamf sono oggi utilizzate su oltre 20 milioni di dispositivi Apple di 47.000 clienti, inclusi 24 dei 25 brand Forbes di maggior valore, il 70% delle prime 10 società Fortune 500, tutte le 10 più grandi banche statunitensi e ognuna delle 10 migliori università del mondo. Jamf aiuta inoltre a gestire le implementazioni di Apple in ospedali, scuole, agenzie governative e altro ancora e, in parte per il COVID-19, il ritmo di implementazione della piattaforma si sta intensificando.

Sopravvivere alla pandemia

“Il COVID-19 ha costretto molte organizzazioni ad adattarsi per sopravvivere, ma tendenze come il lavoro a distanza, l’apprendimento a distanza e la telemedicina sono destinate a restare”, ha spiegato Hager. “Nel 2021 le organizzazioni si concentreranno su come creare e lavorare con i partner tecnologici per supportare meglio queste tendenze per i loro utenti finali a lungo termine”.

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La fretta di sostenere il lavoro da casa nelle prime fasi della pandemia era tutta una questione di sopravvivenza, con le imprese che prendevano le migliori decisioni possibili in un tempo disponibile molto limitato. “Il 2021 significa costruire per il futuro”, ha affermato Hager. “Le organizzazioni aziendali devono concentrarsi sulla fornitura di tecnologia ai dipendenti, indipendentemente dal fatto che siano in ufficio, a casa o in viaggio. La semplicità non è mai stata così importante e lo stesso si può dire per la costruzione di una posizione di sicurezza zero-trust per consentire ai dipendenti di accedere alle risorse cloud aziendali. I dipendenti che lavorano da casa si aspettano naturalmente che la loro tecnologia di lavoro sia semplice come la loro tecnologia domestica. La consumerizzazione dell’IT in corso negli ultimi dieci anni sta per subire una fortissima accelerazione”.

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I pro e i contro

Questa consumerizzazione dell’IT significa anche che i datori di lavoro sono più propensi rispetto a prima a sostenere i programmi di scelta dei dipendenti. L’adozione di nuove piattaforme non è però una cosa semplice. Ho chiesto ad Hager quali sono le tre maggiori sfide che le organizzazioni devono affrontare quando prendono in considerazione il passaggio a iPhone, iPad o Mac per tutta la loro attività. Come potete immaginare, i costi di implementazione previsti, la compatibilità delle app e la necessità di una protezione di sicurezza visibile sono i maggiori ostacoli, anche se esistono prove evidenti di come il costo totale di proprietà dei dispositivi Apple sia inferiore a lungo termine.

Riguardo alla compatibilità delle app, Hager ha affermato: “Anche se un’app specifica non è compatibile con un particolare hardware, c’è inevitabilmente un’altra app che può prendere il suo posto e garantire che il dipendente rimanga produttivo e in pista. Oppure, se potesse scegliere, la maggior parte dei dipendenti sceglierebbe di utilizzare Apple, anche se deve utilizzare un’app virtualizzata basata su Windows per una o due attività”.

Le soluzioni, inclusa Jamf Protect, aiutano gli utenti aziendali a ottenere una migliore visibilità sulle sfide alla sicurezza nelle loro organizzazioni. “Con più dipendenti che lavorano da casa, le aziende si concentreranno meno sulla costruzione di strutture e più sul rendere l’ambiente domestico ideale per i lavoratori e questo processo inizia con la tecnologia che preferiscono”.

Cosa cercare nel supporto tecnico?

La gestione di complessi mix di piattaforme in ambienti remoti pone diverse sfide, quindi ho chiesto ad Hager a cosa secondo lui i dirigenti di C-suite dovrebbero guardare quando cercano supporto IT interno e partner di supporto tecnico esterni. “Bisogna cercare partner che si concentrino sugli ecosistemi che offrite ai dipendenti. I partner che cercano di “fare tutto” spesso costringono le organizzazioni a offrire agli utenti finali un’esperienza noiosa, lenta e in ritardo rispetto alle funzionalità più recenti. Questo è esattamente l’opposto di ciò che volete offrire ai vostri dipendenti”.

“Offrire il supporto immediato del sistema operativo più recente non è un’impresa da poco, ma è fondamentale per eliminare le minacce alla sicurezza, ridurre i costi di supporto e garantire che i flussi di lavoro non vengano interrotti. Bisogna insomma trovare un partner che innovi secondo il ritmo richiesto dall’ecosistema”. Tutto questo mentre, secondo le ultime stime di IDC, circa il 60% delle aziende americane prevede ora di mantenere il supporto per il lavoro a distanza anche nel corso del 2021.

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AUTOREJonny Evans
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw