Produttori di smartphone come Apple e Samsung hanno già flirtato con i più disparati materiali di costruzione come metallo, plastico e persino vetro frontale e posteriore. Ma tra questi qual è veramente il materiale migliore? Il legno.

Quando Google aveva annunciato il Moto X, aveva fatto circolare un’immagine con una versione dello smartphone che aveva la parte posteriore in bamboo. Il telefono sarebbe poi uscito con il brand Motorola e benché avessi già un Moto X con scocca posteriore in plastica, me ne sono comprato un altro proprio nella nuova versione in bamboo. Semplicemente dovevo averlo a tutti i costi. Questo desiderio di possedre dispositivi tecnologici realizzati in parte con materiali naturali è chiamato “tecnobiofilia”, termine coniato da Sue Thomas nel suo libro del 2013 Technobiophilia: Nature and Cyberspace. Si tratta della combinazione tra le parole tecnologia e biofilia, che indica appunto un’attrazione innata verso la natura e le cose viventi.

Un po’ di bamboo o di noce sul retro di uno smartphone non rappresenta di per sé la natura, ma ne è un chiaro simbolo e una scocca in legno è sicuramente più piacevole da toccare rispetto al metallo o alla plastica. In più l’inserimento del legno in questi dispositivi trasmette una sensazione di elevata qualità e rende ogni device un pezzo unico, visto che le intarsiature del legno sono uniche a differenza delle superfici sempre uguali delle scocche in metallo o in plastica.

OnePlus aveva lanciato inizialmente il suo smartphone Android OnePlus One con le cover SwapStyle realizzate in diversi materiali tra cui cuoio, Kevlar, seta, bamboo e altri. A settembre però il produttore cinese ha annunciato la cancellazione di queste cover, spiegando la causa di questa decisione con un processo di rimozione e sostituzione delle cover non progettato al meglio, che in alcuni casi poteva persino danneggiare la batteria se compiuto molto spesso.

Un altro esempio di utilizzo del legno ben integrato in un prodotto tecnologico è il Wooden Qi Wireless Charger di QiBox

In effetti, a pensarci bene, l’integrazione del legno in apparati elettronici non gode di una buona reputazione. Molte persone, quando si parla di legno in questi contesti, pensano generalmente ad accessori come tastiere, mouse, custodie per smartphone e tablet e ad altri prodotti “esterni” al dispositivo vero e proprio. Si tratta però di oggetti poco interessanti sia perché non sono quasi mai creati e progettati dallo stesso produttore del device elettronico, sia perché il più delle volte hanno un look e un design poco originali e sofisticati.

bang-olufsen_beosound_moment-100570475-large.idgeNon mancano però le eccezioni e a volte si tratta di prodotti davvero ottimi. È il caso ad esempio di Bang & Olufsen e del suo BeoSound Moment, sorta di tablet per controllare uno dei sistemi musicali high-end del produttore danese. Questo player-controller è caratterizzato da una superficie touch in legno di quercia. Con un tocco al centro del cerchio si fa cominciare la produzione della musica, mentre scorrendo il dito lungo la circonferenza si controlla il volume. La zona frontale, più ricca di comandi e controlli sulla riproduzione musicale, è invece in lega metallica e integra un’altra “ruota” di comando e un display touch da 7’’. La cosa interessante di questo prodotto è che il legno di quercia è parte della tecnologia e non solo un fattore decorativo o estetico.

Un altro esempio di utilizzo del legno ben integrato in un prodotto tecnologico è il Wooden Qi Wireless Charger di QiBox, una piccola scatola di legno che serve da caricatore wireless, speaker vivavoce e sveglia. Questo dispositivo è molto elegante grazie soprattutto alla parte frontale, con la luce che brilla attraverso il legno per indicare l’ora e la temperatura. Anche nel campo degli smartwatch, dove si attende con grande interesse l’arrivo di Apple Watch, il legno si sta facendo largo come materiale di produzione.

woodwatch-100570476-medium.idgeSi veda ad esempio l’orologio di Grovemade, azienda già conosciuta per aver realizzato alcuni accessori in legno per prodotti Apple come iPhone, iPad e iMac. L’orologio è sicuramente unico, anche perché, a differenza di altri produttori che hanno utilizzato il legno per altri componenti secondari, in questo caso è l’intero quadrante a essere realizzato in noce e acero senza nemmeno un vetro davanti, in modo da avere un contatto diretto con il legno.

Entrambi sono casi rari ma molto affascinanti di prodotti tecnologici capaci di risvegliare in alcuni di noi questo sentimento di “tecnobiofilia”. D’altronde, come visto per il OnePlus One e il Moto X, l’utilizzo di materiali naturali è andato incontro ai gusti e alle esigenze di diversi utenti, che possono avvertire anche in un prodotto solitamente “freddo” come uno smartphone un tocco di umanità, bellezza, calore e unicità. Ecco perché l’elettronica di consumo farebbe bene a rivedere l’abitudine ormai imperante di costruire qualsiasi cosa in plastica, vetro o metallo. C’è una forte richiesta di materiali naturali come il legno proprio perché l’attrazione verso essi è innata e universale.