I sette prodotti flop del decennio

La progettazione di nuove tecnologie comporta sempre dei rischi: ecco i peggiori prodotti degli ultimi dieci anni

galaxy note 7

Dall’iPad agli altoparlanti intelligenti Echo di Amazon, nel decennio appena concluso abbiamo visto prodotti di grande successo nel mondo della tecnologia. Ma, come è naturale per un settore che continua a innovare, ci sono stati anche flop assoluti. Ecco la nostra selezione dei flop più clamorosi.

Samsung Galaxy Note 7

Al momento del lancio, nel 2016, il Samsung Galaxy Note 7 era uno dei migliori smartphone che avessimo mai provato. Linee morbide, stile elegante e il giusto peso definivano un dispositivo premium, ma comodo da usare.

C’era solo un problema: poteva esplodere. Un difetto che riguardava la batteria, la ventilazione, e la gestione dell’alimentazione ha fatto sì che i dispositivi potessero surriscaldarsi al punto da far prendere fuoco alla batteria o semplicemente saltare in aria. Nel giro di poco sui social media si diffusero i video che mostravano il problema, che ha portato al richiamo del dispositivo. Dopo le dovute modifiche, il Samsung Galaxy Note 7 è stato reintrodotto sul mercato, ma il “telefono esplosivo” di Samsung resterà nella storia.

HTC First (il telefono di Facebook)

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Se non avete mai sentito parlare di questo dispositivo il motivo è semplice: praticamente nessuno l’ha comprato. Nemmeno dopo che il suo prezzo, negli Stati Uniti, è stato ridotto da 99 dollari a 99 centesimi. La ragione principale di questo completo fallimento è stata la sua nuova skin Android: Facebook Home, appositamente progettata per concentrare l’attenzione dell’utente su varie app e funzioni di Facebook.

Nonostante il supporto di Facebook, HTC e il provider AT&T, il First è stato il primo e anche l’ultimo modello del suo genere.

Mac Pro

Quando Phil Schiller, Senior Vice President of Worldwide Marketing di Apple, ha presentato il Mac Pro di nuova concezione alla World Wide Developers Conference della società nel 2013, ha parlato con una certa arroganza.

Alle critiche sulla mancanza di innovazione progettuale da parte di Apple negli ultimi anni, rispose con la colorita espressione “Can’t innovate anymore, my ass!”, parole passate alla storia.

Anche se il dispositivo cilindrico sembrava davvero interessante, l’impossibilità di eseguire aggiornamenti fece allontanare i potenziali utenti. Il Mac Pro non è riuscito a catturare l’interesse e i portafogli del pubblico a cui era indirizzato. Qualche anno anno dopo, nel corso di una conferenza stampa, Schiller si è scusato per il dispositivo e ha promesso un approccio completamente nuovo per il suo successore.

TV 3D

C’è stato un periodo, a metà del decennio, in cui ogni nuovo televisore vantava le sue funzioni 3D. Da qualche parte nel mondo, deve esserci stata una riunione dove tutti i principali produttori hanno concordato sul fatto che questa era la tecnologia che avrebbe salvato la TV.

Oggi è difficile trovare tale tecnologia sui nuovi modelli. Perché? Semplicemente perché l’idea non poteva funzionare. Dovendo indossare occhiali speciali per guardare la TV, sarebbe stato necessario acquistarne un paio per ogni componente della famiglia, che poi doveva trovare il suo spazio sul divano da dove l’angolo di visione consentiva all’effetto 3D di funzionare davvero.

Per fortuna questo trend si sta estinguendo anche nei cinema. Che liberazione!

Hoverboard

Come il Note 7, gli hoverboard non erano prodotti fondamentalmente sbagliati. Ma quando questi skateboard ispirati al film “Ritorno al futuro” furono lanciati sul mercato mostrarono tutti i loro limiti. Innanzitutto non fluttuano, come suggerisce il nome: sono piattaforme piane a due ruote con motori, che ti spingono avanti o indietro a seconda di come ti muovi.

Come novità erano certamente abbastanza divertenti, ma quando le persone hanno iniziato a usarli per sfrecciare sui marciapiedi affollati sono rapidamente diventati una minaccia pubblica. Se a ciò si aggiunge il fatto che le versioni cinesi più economiche avevano l’interessante caratteristica che le loro batterie potevano esplodere a causa del surriscaldamento, il gioco è fatto.

Tastiera a farfalla di Apple

Quando Apple ha rilasciato il MacBook ultra-sottile, nel 2015, ha presentato una tastiera con un nuovo meccanismo definito “a farfalla”. Gli utenti si sono subito lamentati dell’esperienza di digitazione e dei fastidiosi rumori emessi dai tasti. A seguire, sono iniziati a circolare report su tastiere che non funzionavano più a causa di polvere e altre particelle che penetravano sotto i tasti. Sembrava che l’indice di fallimento fosse superiore a quello del design che andava a sostituire.

Apple ha continuato a lavorare, integrando la tastiera in tutti i nuovi modelli di MacBook (inclusi Air e Pro), ma successivamente ha apportato modifiche al design, che alla terza generazione è arrivato con supporti in silicone su ogni tasto, oltre a mettere in atto un programma di riparazione della tastiera per i dispositivi interessati. Ma erano già in corso cause legali e il meccanismo a farfalla era generalmente considerato un fallimento.

La conseguenza peggiore è il fatto che la tastiera facesse sembrare una decisione rischiosa l’acquisto di un laptop Apple, un tempo considerato una garanzia in termini di affidabilità.

Smart glass (un problema di marketing)

Definire un flop prodotti come Google Glass, Microsoft HoloLens e Snapchat Spectacles è ingiusto, ma in questo caso la critica è sul marketing, piuttosto che sulla tecnologia.

Google ha annunciato al mondo l’arrivo di Glass con video di paracadutisti e ciclisti acrobatici che trasmettevano le loro peripezie attraverso gli occhiali intelligenti. Con la stessa enfasi sono stati presentati altri prodotti in questa categoria, colpendo l’immaginario collettivo e suscitando grande interesse.

L’entusiasmo è stato subito spento dai prezzi, più di mille euro per i Google Glass, e dal fatto che non eravamo pronti all’idea che ogni nostra azione venisse (segretamente) filmata.

Gli occhiali intelligenti hanno continuato a ritagliarsi una nicchia significativa per applicazioni nei settori medico e business. Ma non possiamo fare a meno di pensare che, se il marketing fosse stato più istruttivo e il costo molto più basso, gli occhiali intelligenti avrebbero incontrato il favore del grande pubblico.