Mano a mano che procede la guerra tra Google e Microsoft per primeggiare nel settore del cloud aziendale, i punti di forza e le debolezze di questi due giganti si fanno sempre più evidenti. Microsoft per esempio ha ormai una netta predominanza nelle grandi aziende dove Office 365 ha già acquisito un’enorme rilevanza. Google for Work invece continua a essere molto popolare nelle PMI, in modo particolare in quelle aziende che non hanno uno staff IT dedicato e non sono soverchiate da tecnologie legacy che richiedono un supporto continuo.

L’esito di questa guerra è iniziato a volgere a favore di Microsoft nel 2013 con l’arrivo sul mercato di Office 365 e, anche se nessuna delle due compagnie ha mai fornito numeri dettagliati sulle rispettive basi di utenti o sulle dimensioni delle aziende che servono, l’analista TJ Keitt di Forrester Research è convinto che dal 2013 a oggi, proprio grazie alla rivoluzione cloud di Office 365, Microsoft ha ingranato la quinta iniziando un considerevole distacco ai danni di Google.

Se infatti è vero che è più facile iniziare a lavorare con gli strumenti di Google, è altrettanto vero che Office 365 offre una maggiore flessibilità e un maggior supporto per le esigenze critiche in ambito IT. I clienti di Office 365 hanno più opzioni quando si tratta di accedere alla piattaforma cloud in un ambiente condiviso e in molti altri ambiti, cosa che (ricorda Keitt) Google non è ancora in grado di fornire.

Google non ha nessuna offerta enterprise equivalente a SharePoint, Yammer o machine learning

Secondo Vanessa Thompson, research vice president di IDC, Office 365 offre molti più piani specifici rispetto alle sole due opzioni concesse da Google for Work. “Alla fine tutto si riduce alle preferenze e alle scelte delle singole aziende. Alcune sono più propense a mischiare funzionalità e licenze e per questo scelgono Microsoft. Altre invece preferiscono puntare su una transazione più diretta e scelgono Google for Work”.

Per entrambi gli analisti insomma le grandi compagnie sono molto più propense a puntare su Microsoft che non su Google, proprio grazie alla flessibilità e alle possibilità di soluzioni ibride. Google invece punta a quelle compagnie decise a passare interamente al cloud e se è vero che per alcuni prodotti della grande G è prevista anche una modalità di accesso offline, Google non può ancora competere con le funzionalità e con il controllo a livello IT offerto da Microsoft.

Tutto ciò nonostante Google sia entrata prima del mercato cloud aziendale rispetto a Microsoft. In realtà l’offerta cloud di Google in ambito enterprise è nata su una tecnologia sviluppata per un’utenza consumer, con solo l’aggiunta di controlli IT e di strumenti amministrativi. Inoltre, ricorda sempre Kitt, Google non ha nessuna offerta enterprise equivalente a SharePoint, Yammer o machine learning.

Il mese scorso la grande G ha dichiarato che più di due milioni di aziende nel mondo pagano per utilizzare Google for Work e ciò fa pensare che Google detenga ancora il maggior numero di clienti. Quando però si parla di grandi compagnie, il market share maggiore è saldamente nelle mani di Microsoft.