Google Cloud acquisisce Cornerstone Technology per favorire la migrazione dei mainframe

Con l’offerta di Cornerstone Technology Google vuole facilitare il trasferimento di applicazioni mainframe al cloud

Google Cloud Cornerstone

Google Cloud ha acquisito la società Cornerstone Technology, che offre servizi per la migrazione dal mainframe al cloud. Google ha affermato che gli strumenti di Cornerstone Technology, presenti nella sua piattaforma G4, costituiranno la base delle future offerte per la migrazione da mainframe a Google Cloud, che supporteranno i clienti mainframe a modernizzare applicazioni e infrastruttura.

Attraverso l’uso di processi automatizzati gli strumenti di Cornerstone possono scomporre i programmi Cobol, PL/1 o Assembler in servizi e quindi renderli cloud nativi all’interno di un ambiente gestito e containerizzato”, ha spiegato in un post Howard Weale, Director Transformation Practice di Google. “Poiché l’industria sviluppa sempre più le applicazioni come un insieme di servizi, molti clienti vogliono suddividere i loro programmi monolite mainframe in monoliti Java o microservizi Java”.

Il servizio Cornerstone offerto in Google Cloud permette di:

  • sviluppare una roadmap di migrazione in cui Google valuta l’ambiente mainframe del cliente e crea una roadmap verso una moderna architettura di servizi
  • convertire qualsiasi linguaggio in qualsiasi altro linguaggio e qualsiasi database in qualsiasi altro database per preparare applicazioni per ambienti moderni
  • automatizzare la migrazione dei carichi di lavoro su Google Cloud.
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Molte aziende sceglieranno la migrazione dei mainframe al cloud, dato che Google attira le grandi aziende nel suo cloud”, ha affermato Matt Eastwood, vicepresidente senior per Enterprise Infrastructure, Cloud, Developers and Alliances di IDC.

L’acquisizione di Cornerstone fa parte dello sforzo di Google di stare al passo con le offerte di Amazon Web Services, IBM/RedHat e Microsoft per la migrazione dei mainframe.

Gartner: la migrazione non è sempre la scelta migliore

Anche se l’idea di spostare le applicazioni legacy fuori dal mainframe potrebbe davvero essere vantaggiosa per un’azienda, lo scorso anno Gartner ha messo in guardia le aziende che stanno valutando tale percorso. Nel report intitolato “Considering Leaving Legacy IBM Platforms? Beware, as Cost Savings May Disappoint, While Risking Quality”, la società di ricerca punta l’attenzione sulla necessità di valutare attentamente il rapporto costi/benefici della migrazione da una piattaforma a un’altra, per quanto la più moderna possa apparire la più attraente.

Il valore ottenuto spostando le applicazioni dalla tradizionale piattaforma aziendale a quella più ‘di tendenza’ raramente fornisce un miglioramento del processo aziendale o dei profitti dell’azienda. È necessario eseguire una grande quantità di analisi e tenere conto di ogni costo”, spiega Gartner nel suo report. “Le piattaforme legacy potrebbero sembrare vecchie, obsolete e pronte per la sostituzione. Tuttavia, nei loro aggiornamenti hardware IBM e altri fornitori integrano continuamente strumenti open source per attirare un maggior numero di sviluppatori. I responsabili delle applicazioni aziendali dovrebbero rivalutare le capacità e la qualità di queste piattaforme prima di lasciarle”.