Dynatrace punta a conquistare nuovi mercati dopo il successo in Borsa

Dopo aver visto le sue azioni salire del 49% al suo debutto in Borsa, il fornitore SaaS si rivolge ai più grandi clienti aziendali con la sua piattaforma basata sull’AI

dynatrace borsa

Dynatrace sta cavalcando l’onda del successo del suo debutto in Borsa. Dopo la sua offerta pubblica iniziale (IPO) della scorsa settimana, le azioni di Dynatrace sono salite del 49% e la società ha annunciato piani per investire questa iniezione di denaro nel rimborso del debito, aumentare le sue funzioni di vendita e marketing ed espandere in nuove aree la sua piattaforma di monitoraggio basata sull’intelligenza artificiale.

Fondata in Austria e con sede, oggi, in Massachusetts, la società specializzata in gestione delle prestazioni delle applicazioni (APM) è entrata in Borsa il 1° agosto e, con l’immediato rialzo delle azioni, ha raccolto 570 milioni di dollari. Grazie a questo la società, che attualmente è di maggioranza della società di private equity Thoma Bravo, è stata valutata 6,7 miliardi di dollari. Per fare un confronto, al momento della stesura di questo articolo, la società rivale New Relic ha una capitalizzazione di mercato di 5,1 miliardi di dollari.

Dynatrace ha trascorso gli ultimi anni sotto la guida del CEO John Van Siclen e del cofondatore e CTO Bernd Greifeneder, che l’hanno trasformata in fornitore di software as-a-service (SaaS). La strategia ha avuto successo: le entrate dai servizi in abbonamento per il 2019 sono state di 349,8 milioni di dollari, che rappresentano l’81% delle entrate totali, rispetto al 57% nel 2017.

Da allora il fornitore è andato oltre il semplice monitoraggio delle applicazioni con la sua piattaforma SaaS che utilizza “l’intelligenza artificiale e l’automazione avanzata per fornire risposte, non solo dati, sulle prestazioni delle applicazioni, la sottostante infrastruttura del cloud ibrido e l’esperienza degli utenti dei nostri clienti”, come spiega la società nel suo documento S-1, necessario per quotarsi in Borsa.

Detto questo, il fornitore ha anche delineato i fattori di rischio. “L’adozione da parte del mercato di soluzioni di software intelligence per il monitoraggio delle applicazioni, dell’esperienza digitale e dell’infrastruttura e è relativamente nuova e potrebbe non crescere come previsto”, si legge nello stesso documento. “Questo potrebbe danneggiare la nostra attività e le nostre prospettive”.

Il fatturato totale di Dynatrace per il 2019 è stato di 431 milioni, ma è passato da un profitto di 9,2 milioni di dollari nel 2018 a una perdita di 116,2 milioni di dollari nel 2019, quando la società è migrata nel cloud e ha aumentato i suoi sforzi sul mercato.

Questa è una pietra miliare e sentiamo una maggiore responsabilità nel continuare a reinventarci, innovare e creare valore per i clienti”, ha dichiarato Bernd Greifeneder a Computerworld.

Le opportunità di mercato

Dynatrace ha fissato il suo potenziale mercato annuale a 18 miliardi di dollari, secondo l’S-1. “Abbiamo calcolato questo dato utilizzando le 1.500 più grandi imprese globali con un fatturato annuo superiore a 750 milioni di dollari, come identificato da S&P Capital IQ nel febbraio 2019”, spiega la società, entrando nei dettagli delle previsioni annuali, basate, sugli attuali trend della sua base clienti.

Dynatrace aveva 1.364 clienti al momento dell’IPO, ma continuerà a puntare sulle più grandi aziende globali.

Nella sezione relativa ai fattori di rischio dell’S-1 ha aggiunto: “L’espansione nel nostro mercato potenziale dipende da una serie di fattori, tra cui la continua e crescente dipendenza delle imprese dalle applicazioni software per gestire e guidare le funzioni aziendali critiche e le interazioni con i clienti, un maggiore utilizzo di microservizi e container, nonché la continua proliferazione di applicazioni mobili, set di dati di grandi dimensioni, cloud computing e Internet of things”.

La società di analisi Gartner prevede che la spesa software globale per le operazioni IT raggiungerà i 37,5 miliardi di dollari nel 2023 e che le aziende quadruplicheranno il loro utilizzo di APM per raggiungere il 20 percento di tutte le applicazioni aziendali entro il 2021.

La strategia per il futuro

Con un’infusione di capitale di 570 milioni di dollari, Dynatrace intende coprire parte del proprio debito. Tuttavia, Mike Maciag, CMO di Dynatrace, ha dichiarato a Computerworld che la società si concentrerà anche sull’espansione della sua piattaforma, continuerà a investire nello sviluppo e nel marketing.

L’IPO di questa settimana è il culmine di ciò che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni e il cambiamento nel mercato che abbiamo visto”, ha aggiunto Maciag. “Cinque anni fa abbiamo visto arrivare il cloud aziendale e abbiamo capito che le implicazioni sarebbero state profonde. Così abbiamo preso la coraggiosa decisione di reinventare i nostri prodotti, passando dagli strumenti a una piattaforma all-in-one che va oltre l’APM e si basa sull’intelligenza artificiale”.

I competitor

Dynatrace identifica AppDynamics – che è stata acquisita da Cisco per 3,7 miliardi di dollari nel 2017 – Broadcom e New Relic come fornitori concorrenti, nonché aziende specializzate nel monitoraggio dell’infrastruttura come Datadog e Nagios, nella gestione dell’esperienza digitale come Akamai e Catchpoint, e i grandi fornitori di servizi cloud come Amazon Web Services, Azure e Google Cloud Platform.

Dynatrace in particolare continua a investire in AI e machine learning per espandere i suoi strumenti APM in un “sistema nervoso centrale dell’IT”, come afferma il venditore. Ciò segnala un più ampio spostamento del mercato verso piattaforme di monitoraggio basate sull’intelligenza artificiale, che Dynatrace commercializza come “software intelligence platform“.

Tutti questi vendor si stanno sfidando per accaparrarsi i migliori talenti nell’intelligenza artificiale e nel machine learning, con l’obiettivo di offrire ai clienti la piattaforma di analisi “più intelligente”.

Dynatrace, naturalmente, afferma che il suo approccio all’AI è unico tra i suoi concorrenti.

Quattro anni fa, siamo stati pionieri di un approccio unico e deterministico all’intelligenza artificiale, che miglioriamo continuamente e ha consentito ai clienti di semplificare gli ambienti cloud aziendali e dedicare più tempo all’innovazione”, ha spiegato Bernd Greifeneder all’inizio di quest’anno. “Poiché Dynatrace rileva automaticamente e mappa le dipendenze nel cloud aziendale e analizza tutte le transazioni, il nostro motore di intelligenza artificiale Davis AI può realmente riconoscere la precisa causa principale dei problemi rispetto a semplici ipotesi basate sulla correlazione”.

Questo concetto è stato migliorato arricchendo semanticamente i dati esterni e mappandoli sui nostri modelli topologici in tempo reale”, sottolineava il fondatore dell’azienda. “Inoltre, a differenza di altre soluzioni, non richiede periodi di apprendimento, il che lo rende efficace per cloud altamente dinamici”.

(aggiornamento 26/08: una prima versione di questo articolo conteneva un errore nel nome del CEO di Dynatrace. Ce ne scusiamo con l’interessato, l’azienda e i lettori)

AUTOREScott Carey
FONTEComputerworld
CWI.it
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