Dropbox ha in mente una soluzione P2P?

Se il brevetto di Dropbox per una nuova tecnologia P2P diventasse realtà, molte aziende potrebbero beneficiare di questo tipo di trasferimento di file.

Dropbox ha depositato un brevetto per una nuova tecnologia di condivisione file P2P, che lascerebbe pensare a un trasferimento di file alternativo rispetto al classico servizio cloud già esistente. Non è detto che poi Dropbox trasformerà questa tecnologia in un prodotto fatto e finito da rilasciare sul mercato, ma quella della condivisione peer to peer rimane in effetti una svolta interessante per uno dei servizi di cloud storage più importanti e utilizzati al mondo.

È infatti la stessa compagnia ad aver parlato di maggiori velocità di trasferimento con questa tecnologia P2P, che tra l’altro offrirebbe un sistema di sicurezza affidabile tramite chiavi crittografiche durante il trasferimento dei dati da un utente all’altro.

Secondo l’analista di Forrester Research T.J. Keitt questa mossa di Dropbox potrebbe aprire spiragli molto interessanti per il trasferimento ad alta velocità di file di ingenti dimensioni. A beneficiarne, sempre secondo Keitt, sarebbero quelle aziende che lavorano con questo tipo di file, come gli studi di produzione video o come le compagnie che hanno a che fare tutti i giorni con grandi file CAD.

ADV
Webinar IVA spese di viaggio

Resilienza del business: le priorità digitali delle medie imprese italiane nel 2021

Come si stanno muovendo i tuoi concorrenti per affrontare le sfide poste dai nuovi modelli organizzativi del lavoro? Questo white paper di IDC indica le priorità di spesa delle PMI su tre filoni: remote working, sicurezza e protezione dei dati. SCARICA IL WHITE PAPER >>

Queste e altre realtà potrebbero inoltre escludere dall’equazione il servizio cloud di Dropbox (non proprio impeccabile in quanto a velocità), oltre a scegliere dove immagazzinare i propri dati senza per forza affidarsi alla soluzione storage offerta da Dropbox.

Su questo versante ci sono già diverse soluzioni che stanno funzionando (si pensi solo a BitTorrent Sync) e Dropbox dovrà quindi dimostrare non solo che questa sua nuova tecnologia P2P è competitiva, ma anche affidabile e solida come la sua odierna offerta basata sul cloud. La compagnia non ha comunque rilasciato ulteriori dettagli tecnici e operativi su questa tecnologia e anche Keitt è curioso di vedere come e se Dropbox la implementerà davvero all’interno dei suoi servizi già esistenti.

Se questo articolo ti è stato utile, e se vuoi mantenerti sempre aggiornato su cosa succede nell’industria ICT e ai suoi protagonisti, iscriviti alle nostre newsletter:

CWI: notizie e approfondimenti per chi acquista, gestisce e utilizza la tecnologia in azienda
CIO:
approfondimenti e tendenze per chi guida la strategia e il personale IT
Channelworld: notizie e numeri per distributori, rivenditori, system integrator, software house e service provider

Iscriviti ora!

AUTOREKatherine Noyes
FONTEComputerworld.com
Katherine Noyes
Senior U.S. Correspondent di Computerworld US Katherine Noyes è una fervente geek fin da quando ha conquistato per la prima volta la Pyramid of Doom su un antico pc TRS-80. Oggi scrive di software enterprise in tutte le sue forme su CIO.com, Computerworld, InfoWorld, il Wall Street Journal e Deloitte Insight. E' specializzata in cloud computing, big data, analytics e intelligenza artificiale.