Il Cloud è ormai entrato nelle vite di tutti e non solo in ambito professionale ma anche privato: tutti gli utenti “comuni”, con più o meno consapevolezza, più o meno passivamente, lo utilizzano quotidianamente. Molto spesso, lo usano sui dispositivi mobili per attività di archiviazione dati e condivisione di contenuti di qualsiasi tipo.

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In ambito professionale però la cosa cambia e la scelta di un servizio di cloud computing deve essere consapevole e mirata agli obiettivi.

Eppure, quando dobbiamo scegliere un server in cloud, ci troviamo di fronte a mille offerte e promesse spesso non chiare.

Cosa ci può spingere a selezionare un tipo di cloud piuttosto che un altro?

In uno scenario che vede una particolare pervasività da parte di provider globali e ormai dominanti sul mercato, chiediamoci sempre se quelle tecnologie, oltre a essere performanti ed elastiche, ci possano lasciare liberi di scegliere (tenendoci lontani da qualsiasi forma di lock-in) e abbiano una fatturazione chiara e semplice.

Quando Seeweb ha dato vita al suo servizio di public cloud con Cloud Server , lo ha fatto partendo prima di tutto dalla qualità delle sue “fondamenta” ma anche dalla trasparenza nei confronti del suo utilizzatore: System Integrator, sviluppatore, web agency o e-commerce manager che sia.

Nato per le esigenze dei progetti web che devono avere prestazioni garantite, Cloud Server è basato su tecnologie di classe enterprise, con garanzia di massimo isolamento dei dati.

“LAN virtuali che mettono al riparo dallo sniffing, strato software in grado di astrarre la parte fisica sottostante, scalabilità non solo orizzontale ma anche verso l’alto: per una serie di motivi Cloud Server è la soluzione più scelta quando il cliente non può permettersi rischi di fermo o di scarse prestazioni” spiega Diego Alessandri, sales manager Seeweb.

Oltre al tema dell’affidabilità infrastrutturale c’è quello non meno importante dell’affidabilità del servizio da un punto di vista contrattuale e di fatturazione.

In alcuni cloud provider che pur dominano il mercato infatti, l’aggiunta di risorse può avvenire senza il controllo del cliente, in nome di un’elasticità automatica e sulla base delle richieste web, mentre Cloud Server, pur nella rapidità di provisioning di risorse, è completamente sotto il controllo dell’utente e inoltre consente di migrare facilmente senza alcun tipo di lock-in.

La fatturazione delle risorse, a consumo, è lineare all’upgrade (o downgrade) di core, ram e altro che il cliente va a operare con facilità e immediatezza all’interno del pannello di controllo.

Ulteriori informazioni sul servizio Cloud Server di Seeweb.