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Larry Ellison ha un messaggio chiaro per Amazon Web Services: Oracle d’ora in poi giocherà un ruolo di primissimo piano nel mercato del cloud e la supremazia di Amazon in questo settore è destinata a tramontare. Per mettere in pratica questa ambiziosa strategia, il CEO di Oracle ha annunciato nei giorni scorsi alla conferenza OpenWorld di San Francisco che la sua compagnia lancerà nuovi datacenter con lo scopo di offrire ai propri clienti prestazioni in cloud sempre più elevate e in grado di competere ad armi pari con AWS, Azure e altri leader del mercato cloud globale.

L’offerta IaaS che Ellison ha annunciato dal palco di San Francisco punta anche a offrire alle aziende un accesso a basso costo a set di hardware particolarmente potenti. Ne è un esempio il nuovo cloud server Oracle Dense Cloud IO presentato sempre da Ellison, che offrirà agli sviluppatori CPU a 36 core, 512 GB di RAM e 28.8 TB di storage SSD. Un “bestione” con una capacità computazionale notevole per eseguire carichi di lavoro ad alte prestazioni. Una soluzione che è anche più potente di una delle istanze più prestanti di AWS (i2.8xlarge), il tutto con un’offerta più conveniente rispetto a quella di Amazon che Oracle ha quantificato in un prezzo per i clienti di 5,40 dollari all’ora.

Le nuove offerte cloud di Oracle saranno rese disponibili a livello globale dal 13 ottobre

Deepak Patil, vicepresidente dello sviluppo prodotti di Oracle, ha dichiarato che la compagnia è riuscita a competere così da vicino con Amazon a livello di prezzi e prestazioni per tre ragioni principali: il modo diverso di concepire l’architettura cloud, l’accesso all’hardware più recente e potente e infine il fatto che la piattaforma cloud è basata su hardware realizzato proprio da Oracle.

Mark Cavage, vicepresidente dello sviluppo software di Oracle, ha aggiunto che la compagnia punta a far pagare una tariffa flat di 7,5 centesimi di dollaro all’ora a istanza per singolo core e ciò riguarderà l’intera offerta computazionale del cloud Oracle. Inoltre, in aggiunta alle opzioni bare metal, Oracle metterà a disposizione anche macchine virtuali a quattro e otto core, con opzioni a uno e due core attese entro la fine dell’anno.

Le offerte appena descritte sono in versione beta già da primavera e saranno rese disponibili a livello globale dal 13 ottobre, mentre entro la fine dell’anno Oracle punta ad avere una seconda regione attiva (oltre a quella già presente in Arizona) nella parte est degli USA per questa nuova generazione di infrastruttura cloud, con il piano di espandersi anche in Inghilterra e Germania entro giugno 2017.

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