L’impatto duraturo della pandemia sull’utilizzo del cloud

Secondo un nuovo report di Flexera, 9 aziende su 10 hanno accelerato l'adozione del cloud in risposta alla pandemia di coronavirus, con corrispondenti aumenti della spesa per il cloud e degli sprechi.

cloud pubblico

L’adozione del cloud pubblico era in aumento ben prima della pandemia del COVID-19 all’inizio del 2020. Il coronavirus si è però dimostrato un potente motore di una rapida trasformazione digitale, in tutti i settori, superando le aspettative o gli obiettivi precedenti. La pandemia ha infatti spinto l’utilizzo del cloud più di quanto inizialmente pianificato per la stragrande maggioranza delle organizzazioni (9 su 10), secondo il Flexera 2021 State of the Cloud Report.

I risultati del report riflettono senza dubbio la capacità aggiuntiva consumata dalle applicazioni basate su cloud esistenti con l’aumento dell’utilizzo online, così come la migrazione accelerata dai data center al cloud in risposta ai cambiamenti causati dalla pandemia negli ambienti di lavoro. Allo stesso tempo, sempre più organizzazioni hanno adottato il cloud pubblico come una risorsa più affidabile per la continuità aziendale.

L’aumento dell’utilizzo del cloud

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Nel 2021, quasi tutte le organizzazioni coinvolte nel sondaggio (99%) utilizzano almeno un cloud pubblico o privato, con AWS, Azure e Google che rimangono i tre principali fornitori di cloud pubblico. Attualmente il 50% dei carichi di lavoro e il 46% dei dati sono in cloud pubblici, con questi numeri destinati a crescere rispettivamente del 7% e dell’8% nei prossimi 12 mesi.

In media, le organizzazioni utilizzano 2,6 cloud pubblici e 2,7 privati, sperimentando anche un ulteriore 1,1 cloud pubblico e 2,2 privato. Gli approcci al cloud ibrido (utilizzando sia il cloud pubblico che quello privato) dominano, con il 78% degli intervistati che adotta un approccio ibrido.

Per gestire le proprie strategie cloud e cloud-first, molte organizzazioni dispongono di un team cloud centrale o di un centro di eccellenza (CoE) cloud. Questi team hanno il compito di fornire best practice e controlli centralizzati per ridurre i costi accelerando l’adozione del cloud. Attualmente il 39% delle organizzazioni ha un team cloud centrale, il 36% ha un CoE cloud e un ulteriore 17% prevede di passare a questo approccio centralizzato.

Spesa per il cloud in crescita

Man mano che l’uso del cloud pubblico cresce, aumenta anche la spesa per il cloud. Il cloud pubblico è un elemento pubblicitario sempre più significativo nei budget IT. I risultati della ricerca di quest’anno mostrano che il numero di organizzazioni che spendono almeno 12 milioni di dollari all’anno (1 milione di dollari al mese) è quasi raddoppiato rispetto ai risultati dello scorso anno (31% nel 2021; 16% nel 2020). Quest’anno, più di tre su quattro (76%) spendono 1,2 milioni di dollari o più all’anno ( 100.000 dollari al mese) sul cloud pubblico.

Poiché le organizzazioni aumentano rapidamente le proprie iniziative cloud, la previsione accurata dei costi del cloud spesso si rivela impegnativa, come dimostrato dalla spesa per il cloud pubblico che supera il budget in media del 24%. È improbabile che le sfide di bilancio si allentino nel prossimo anno, quando gli intervistati si aspettano che la spesa per il cloud aumenterà di un ulteriore 39%.

Allo stesso tempo, la spesa per il cloud sprecata continua a essere una preoccupazione significativa. Gli intervistati al Flexera 2020 State of the Cloud Report hanno infatti stimato che le loro organizzazioni hanno sprecato il 30% della spesa per il cloud; quel numero è rimasto lo stesso nel rapporto 2021, indicando non solo che i rifiuti sono significativi, ma che il problema non si sta attenuando, anno dopo anno. Previsioni migliorate e ottimizzazione dei costi del cloud assumeranno un nuovo significato man mano che l’utilizzo del cloud continua a crescere.

Forse non sorprende, quindi, che la misura di controllo dei costi per ottimizzare l’uso esistente del cloud sia la principale iniziativa cloud per il quinto anno consecutivo. Altre iniziative importanti riguardano anche i modi per migliorare i profitti. La migrazione dei carichi di lavoro al cloud può ridurre le spese e il debito tecnico derivante dalla manutenzione dei data center tradizionali.

Un reporting finanziario migliorato sui costi del cloud e su un intero patrimonio IT ibrido, ad esempio tramite iniziative di IT asset management o Technology Value Optimization (TVO), può fornire agli stakeholder interni un reporting migliorato che può aiutare a guidare il budget e la pianificazione delle risorse. Allo stesso modo, l’utilizzo di strumenti di gestione multicloud, gestione dei costi, sicurezza e governance, insieme a policy automatizzate (come l’arresto dei carichi di lavoro dopo l’orario di lavoro e il ridimensionamento delle istanze) può aiutare a eliminare gli sprechi.

Parte della sfida nella gestione della spesa per il cloud deriva dal complesso lavoro di decifrare le strutture dei prezzi dei fornitori di servizi cloud. La maggior parte delle organizzazioni non sta massimizzando gli sconti disponibili dai fornitori di cloud, che offrono opportunità di risparmio (ad esempio, per istanze riservate o utilizzo impegnato) e che meritano uno sguardo più attento da parte delle organizzazioni che si affidano a questi cloud.

Le sfide della migrazione al cloud

Gli ambienti IT complessi e in rapida evoluzione di oggi presentano molte sfide durante la migrazione al cloud. Tra queste sfide, la mappatura delle relazioni, tra app, hardware e dispositivi di rete per ogni servizio fornito dall’IT, sale al vertice. Comprendere le dipendenze delle app è la principale sfida di migrazione per oltre la metà (51%) delle organizzazioni. Subito dietro compaiono la valutazione della fattibilità tecnica, la valutazione dei costi on-premise rispetto al cloud, il ridimensionamento delle istanze e la comprensione delle implicazioni dei termini di BYOL (Bring Your Own License).

Le organizzazioni di tutti i livelli di maturità citano la sicurezza come una delle loro principali sfide. Le organizzazioni ai livelli principiante e intermedio di maturità del cloud sono gravate anche dalla mancanza di risorse e competenze. Per le organizzazioni che hanno raggiunto il livello di maturità cloud avanzata, la gestione della spesa per il cloud diventa sempre più difficile. Poiché l’utilizzo del cloud continua a crescere e anche se le organizzazioni maturano nelle loro iniziative cloud, l’ottimizzazione dei costi del cloud continuerà a rimanere un passo importante per sfruttare gli investimenti e concentrarsi su innovazione e resilienza.

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