Guerra del cloud pubblico: Google Cloud Platform fa ormai sul serio

Secondo l’ultimo report di Gartner sui fornitori di cloud pubblico, Google Cloud Platform supera AWS e Azure come capacità tecnologiche.

google cloud platform

Secondo Gartner Google Cloud Platform (GCP) ha colmato il divario tra sé, Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure come provider di cloud pubblico preferito a livello globale. La ricerca condotta dalla nota società di analisi ha infatti mostrato come GCP ora superi i due dominatori globali del cloud pubblico in quelle capacità tecnologiche che portano a una maggiore adozione del cloud pubblico da parte delle grandi imprese.

Parlando durante il Gartner IT Infrastructure, Operations and Cloud Summit di Sidney, l’analista senior Alan Waite ha osservato come Google avesse precedentemente trattato il cloud come un progetto parallelo e secondario, mentre ora si sta concentrando molto di più sul mercato enterprise. “Google ha un elevato grado di sicurezza e la sua rete interna ha una tecnologia molto avanzata in termini di connettività. Per quanto riguarda certi aspetti tecnologici, GCP è meglio di AWS e Azure. Ecco perché stiamo assistendo a una grande adozione di GCP da parte di alcune grandi organizzazioni”, ha aggiunto Waite.

Riferendosi al report di Gartner Cloud Wars: Comparing Major Cloud Platform Providers 2018, Waite ha inoltre affermato che ora c’è davvero poca differenza tra i leader di mercato AWS e Azure sul versante tecnologico, sebbene AWS vanti un numero ancora maggiore di funzionalità. “AWS ha il portafoglio di feature più ampio e anche in termini di dimensioni (numero di data center, zone e core nelle loro infrastrutture) AWS offre di più rispetto ad Azure. Dopotutto AWS c’è da più tempo e quindi gli sviluppatori e i business partner hanno più familiarità con la piattaforma cloud di Amazon.”

Parlando invece di Azure, Waite ha notato che la popolarità di Office 365 gli conferisce un vantaggio, con la valida gestione degli accessi e funzionalità ibride che ne guidano l’adozione. IBM e Oracle sono invece dietro i primi tre player (rispettivamente al quarto e quinto posto), ma sembrano destinati a essere sostituiti da Alibaba, almeno secondo le previsioni del prossimo rapporto di Gartner per il 2019.

Il gigante cinese non è stato inserito nei precedenti report, ma è sempre più adottato dai mercati internazionali in Asia, Medio Oriente ed Europa orientale, “tutti luoghi che non vogliono fornitori cloud con sede negli Stati Uniti”, ha detto Waite. “Alibaba ha ancora un problema in termini geografici, visto che è ancora molto basato sulla Cina e ha appena iniziato a fornire documentazione in lingua inglese. Sta però offrendo prezzi interessanti e alcune valide funzionalità”.

Tuttavia, con ciascuno dei provider che cerca di distinguersi con i propri strumenti e funzionalità unici, gli utenti finali trovano sempre più difficile gestire più cloud. “Probabilmente non potete affidarvi a un unico fornitore di servizi cloud”, ha affermato Waite. “Ma qual è lo strumento ideale per gestire tutti questi cloud? Non esiste ed è per questo che lo chiamiamo Unicorno d’oro. Il mercato sta iniziando a migliorare su questo versante, ma stiamo iniziando a vedere solo ora la complessità della gestione di tutti questi ambienti cloud”.

Quando gli è stato chiesto se Anthos, il gestore ibrido e multi-cloud recentemente presentato da Google, potesse aiutare a gestire tale complessità, Waite ha risposto che la direzione era giusta, ma che nemmeno questo strumento era l’Unicorno d’oro. “Anthos, è grandioso, ma è per Kubernetes e quindi per un certo tipo di infrastruttura. Funziona molto bene, ma non risponde a tutti i vostri problemi.”

Tuttavia, la decisione di Google Cloud di aprirsi ad altri fornitori di servizi cloud è un passo nella giusta direzione, ha aggiunto Waite. “È il tipo giusto di offerta. Se guardate la storia di AWS e parlate di cloud ibrido, l’atteggiamento di Amazon è stato del tipo “dovreste fare tutto con noi”, mentre quello di Google è decisamente più attraente e lungimirante. Ora però le cose stanno cambiando anche per AWS, che ultimamente ha migliorato molto in termini di cloud ibrido e ha ammesso implicitamente che ci sono altri cloud là fuori”, conclude Waite.