Cloud pubblico: AWS e Azure continuano a dominare il mercato

Secondo un nuovo sondaggio di Credit Suisse i CIO pianificano grandi aumenti nella spesa cloud nel prossimo anno, con AWS e Azure al primo posto tra i fornitori preferiti.

cloud pubblico

È la stagione dei conti per i fornitori di cloud pubblico e le voci su chi stia vincendo si stanno riscaldando. Microsoft è stata la prima, riportando una crescita del 64% su una base che nessuno al di fuori di Microsoft sembra conoscere (sebbene Forrester abbia parlato di una cifra compresa tra i 10 e gli 11 miliardi di dollari nel 2019). Alcuni osservatori, come l’ex capo di Windows Steven Sinofsky, dubitano che il numero possa essere “impressionante”, mentre altri ipotizzano che qualunque sia il numero di Azure, probabilmente include una discreta quantità di “cloud ibrido” composto da servizi locali e in-the-cloud.

Non che sia importante. Qualunque sia il numero di Azure e qualunque sia il numero di AWS (molto più grande) o quello di Google (molto più piccolo), l’unico numero che conta davvero è la percentuale complessiva della spesa IT che va al cloud. Sebbene tale numero sia stato storicamente relativamente piccolo, è destinato ad aumentare considerevolmente, con la maggior parte di quella spesa destinata ai primi tre fornitori di cloud come emerge da un recente sondaggio sui CIO realizzato da Credit Suisse.

AWS, Azure, Google Cloud

Gartner ha appena rilasciato un aggiornamento al suo Magic Quadrant for Cloud Infrastructure as a Service, ed è incredibile quanto poco abbia detto la nota società di analisi. Questo non è da intendersi come una critica a Gartner, ma piuttosto come un’osservazione di quanto poco sia cambiato nel corso dei mesi.

Come prima AWS, Microsoft e Google entrano nel quadrante dei Leader. E come prima tutti gli altri sono in gran parte un errore di arrotondamento. Ad esempio, Alibaba viene accreditato come il miglior fornitore cloud in Cina, ma Gartner sottolinea anche che “le perdite finanziarie di Alibaba Cloud stanno aumentando e potrebbero impedire all’azienda di continuare a investire nelle espansioni necessarie”. Oracle invece continua a vendere quasi interamente agli account Oracle esistenti, con poche speranze di espansione. “È improbabile che Oracle sia visto dal mercato come un fornitore generico di offerte IaaS e PaaS integrate”. E IBM riceve più o meno lo stesso trattamento.

Il che ci lascia con i tre leader. Poco è cambiato nella valutazione di Gartner su AWS, Azure e Google Cloud. AWS, ovviamente, viene accreditato come “il fornitore più maturo ed enterprise-ready” e, come tale, “le imprese assumono impegni finanziari annuali più significativi nei confronti di AWS” rispetto ad altri fornitori di cloud. Microsoft continua a sfruttare il proprio peso aziendale per trascinare verso Azure i suoi clienti ancora legati a soluzioni on-premises, mentre Google Cloud continua a farsi notare per la tecnologia innovativa.

In altre parole è tutto come prima nella terra cloud e ogni trimestre che passa dimostra come, salvo qualche evento imprevisto, le imprese continueranno ad acquistare servizi dai primi leader e continueranno a ignorare i fornitori secondari.

Acquistare innovazione IT

Il Credit Suisse interroga regolarmente i CIO delle grandi imprese negli Stati Uniti e in Europa per valutare i modelli di spesa IT. Nel report aggiornato a luglio 2019, i CIO si aspettano in modo schiacciante di aumentare le spese nella seconda metà del 2019: una grande area che beneficerà di questa tendenza al rialzo della spesa sarà quella IaaS. È importante sottolineare che, sebbene il cloud pubblico rappresenti attualmente solo l’11% dei budget IT nel 2019, tale percentuale dovrebbe quasi raddoppiare entro il 2020 (20%) e quasi triplicare entro il 2022 (31%).

Una crescita notevole e stimolata dal desiderio di una maggiore agilità aziendale e dell’accesso alle nuove tecnologie. Solo il 29% dei CIO tra l’altro sta spingendo verso il cloud per cercare di ridurre i costi. Il cloud è un motore di innovazione, non un server per poveri. Quindi chi sta vincendo? Secondo le stime di Gartner non è nemmeno lontanamente sorprendente trovare AWS e Microsoft in cima alla lista dei fornitori IT che dovrebbero vedere i maggiori aumenti della spesa nel 2019, con Google comunque compreso tra i primi otto. Per quanto riguarda le aziende che dovrebbero vedere grandi riduzioni della spesa IT, beh, sono quelle senza una forte attrazione verso il cloud pubblico.

ll 44% dei CIO intervistati da Credit Suisse sta dando la priorità al cloud pubblico nel 2019, con un altro 44% che cita invece il cloud ibrido. L’unica percentuale più elevata di queste due è relativa al software di sicurezza (52%), in gran parte guidato da una continua incapacità di impedire agli hacker di sfruttare le vulnerabilità dell’IT.

In poche parole ci siamo saldamente stabiliti all’inizio dell’era del cloud. Apparentemente i clienti sono anche concentrati su quali fornitori offrano agilità e innovazione. Si potrebbe pensare che ciò possa indurre i fornitori di cloud pubblico a diventare pigri per la loro generosità. Non sembra però che tutto questo stia succedendo. Anzi, stiamo assistendo a un incredibile aumento del ritmo di innovazione tra i principali fornitori di cloud e questo è un momento ideale per essere uno sviluppatore impegnato a costruire il futuro.