Di cloud computing si parla da anni anche sui quotidiani, ma la configurazione di ambienti cloud aziendali è stata a lungo un compito per tecnici esperti. Con il tempo però anche quest’ambito è stato fortemente semplificato, e oggi troviamo sul mercato servizi con cui chiunque abbia conoscenze medie di IT aziendale può configurare in pochi minuti un’infrastruttura di public cloud.

Un esempio è Cloud PRO di Aruba, soluzione IaaS professionale ad alte prestazioni che permette di creare un ambiente con uno o più server virtuali e relative risorse accessorie, con ridondanza di server e storage, scalabilità in tempo reale, tariffazione oraria pay-per-use, storage SSD, traffico illimitato, e possibilità di scegliere l’hypervisor, e di connettere i server a bilanciatori di carico, nonché tra loro.

È un’offerta adatta a gran parte delle esigenze di cloud delle imprese italiane, cioè a situazioni in cui l’uso delle risorse è variabile, si vogliono attivare o disattivare server in tempo reale, e gestire esigenze temporanee (picchi di traffico, ambienti di sviluppo, ecc.) pagando solo ciò che si usa. Il tutto con la sicurezza che, se si guasta l’hardware che ospita il proprio server virtuale, questo viene spostato in un altro host funzionante. E che – riguardo allo storage – il contenuto della SSD è replicato in modo sincrono in un’unità gemella.

Cloud Pro, le tre caratteristiche chiave

In sintesi Cloud PRO si basa su tre caratteristiche chiave. La prima è la semplicità: la configurazione richiede pochi clic ed è operativa in qualche minuto. Il confronto rispetto ai tempi di acquisto, spedizione, installazione e configurazione di un server fisico è impietoso.

La seconda è la flessibilità: si può configurare e modificare un server in ogni sua caratteristica tecnica e funzionale, espandere o ridurre la propria struttura adattandola alle esigenze del momento, archiviare uno o più server per usi successivi, aggiungere risorse complementari (singoli IP, virtual switch, storage, ecc.) e scegliere tra decine di Template e Sistemi Operativi preconfigurati in pochi clic, tra cui Windows, Ubuntu, debian, OpenSUSE, Microsoft SQL Server, Oracle, MySQL, WordPress.

La terza è la trasparenza dei costi. La funzione “calcolatore” mostra l’anteprima dei costi orari e mensili della macchina che si crea, man mano che si selezionano le risorse (hypervisor, OS, template, RAM, ecc.). E grazie al ‘pay-per-use’ si pagano solo le risorse che si utilizzano.

Guida pratica, parte 1: il server

Per dimostrare la semplicità della configurazione, vediamo ora come esempio il percorso per creare una infrastruttura cloud virtuale con due server Cloud Pro, un bilanciatore, e un servizio di backup.

Prima di tutto dalla pagina d’accesso ai servizi di Aruba Cloud (Cloud.it) si entra nel Pannello di Controllo, e si decide il tipo di server (in questo caso Pro). Il secondo passo prevede la scelta dell’hypervisor tra VMware, e Microsoft Hyper-V. Scelta molto importante perché poi non si può più cambiare, ma che comunque è supportata da una guida nella sezione Knowledge Base di Cloud.it, come le tutte le altre fasi della configurazione.

Aruba Cloud PRO Configuratore
Immagine 1: scelta del template per il sistema operativo e configurazione di Cpu, memoria e storage.

Nella terza fase si definiscono le caratteristiche del server. Occorre cioè selezionare il sistema operativo, dimensionare la vCPU, la RAM, i dischi fissi, aggiungere indirizzi IP, ed eventualmente connettere un Virtual Switch se il vostro ambiente IaaS comprende più server da collegare tra loro. Una tabella a questo punto mostra il riepilogo dei costi (nella nostra configurazione-base risulta di 16.56 euro/mese, vedi immagine 1), e se è conforme al budget basta cliccare Crea Cloud Server Pro per renderlo operativo in pochi minuti.

Guida pratica, parte 2: il bilanciatore

Nella nostra prova a questo punto occorre ripetere l’iter per creare anche il secondo server, identico al primo se vogliamo usare un bilanciatore. Dopodiché possiamo dedicarci alla configurazione di quest’ultimo.

Il bilanciatore è un device che intercetta le richieste di rete e le smista fra due o più Cloud Server – identici per configurazione e dati contenuti – distribuendo il carico di lavoro tra loro. Questo consente di evitare sovraccarichi, massimizzando la produttività dell’ambiente cloud e minimizzando i tempi di risposta.

Immagine 2: Un bilanciatore di carico (o load balancer) distribuisce le richieste su diversi server, per mantenere prestazioni elevate anche durante i picchi di accesso.

Il bilanciatore conviene quando occorra gestire alti volumi di traffico e picchi di traffico improvvisi, e garantire la continuità del servizio: se un server collegato si guasta, infatti, il bilanciatore lo esclude automaticamente smistando il carico tra quelli rimanenti.

Nel Pannello di Controllo Aruba (vedi immagine 3) il bilanciatore si può configurare con pochi clic, selezionando i server da bilanciare e le regole di funzionamento (protocollo, algoritmo di bilanciamento). Durante l’uso il carico è monitorato continuamente, in modo da poter prevenire sovraccarichi aumentando automaticamente il numero di Cloud Server.

Immagine 3: Aggiunta del bilanciatore di carico

Guida pratica, parte 3: il backup

Attivato il bilanciatore (che, sempre in ottica di budget, costa 7,50 euro al mese), la parte finale della nostra configurazione riguarda il servizio di backup. Esistono vari metodi per effettuare un backup dei dati per un Cloud Server Pro. Con la premessa che, su Aruba Cloud, ogni disco è attivato su storage ridondato. Il backup quindi ha senso per cautelarsi da cancellazioni accidentali di dati dell’utente, per effettuare copie periodiche a scopo di compliance o altro. Detto questo, Aruba suggerisce 5alternative per il backup:

  1. installare una ulteriore unità storage nel Cloud Server e usarla come disco di backup;
  2. creare un nuovo Cloud Server Storage con template Openfiler, FreeNAS, o un qualsiasi Cloud Server Windows e Linux e usarlo come Server di backup nella propria rete privata;
  3. creare e configurare su un altro data center – e quindi al di fuori della rete privata che abbiamo configurato – un nuovo Cloud Server Storage con template Openfiler, FreeNAS, o qualsiasi Cloud Server Windows e usarlo come Server di backup;
  4. esportare il disco fisso nello spazio FTP a disposizione del proprio account Aruba Cloud, per effettuarne il download;
  5. acquistare un Server Dedicato su Aruba per utilizzarlo come Server di backup.

Infrastruttura pronta all’uso

Come abbiamo visto, la creazione di un’infrastruttura virtuale anche complessa è molto semplice. La rapidità e flessibilità del paradigma cloud permettono di andare live con un progetto in modo molto veloce e senza fare investimenti a lungo termine, potendo scegliere di dosare i costi in base alle effettive richieste di prestazioni, e anche di dismettere (o congelare) l’infrastruttura nei momenti in cui non è più necessaria. Quest’ultimo punto rende le IaaS in cloud ideali anche per gestire migrazioni di applicazioni o test di sviluppo in modo economico, potendo gestire in parallelo il sistema live e quello di staging, che potrà poi essere fatto scalare aumentando le risorse per accogliere il carico di lavoro di produzione.

Scopri caratteristiche e prezzi di Aruba Cloud PRO