“Il mondo dell’IT è in rapida trasformazione, tanto da essere definito liquido, ed è capace di generare ogni giorno nuove opportunità di business attraverso una mutazione progressiva delle sue aree di applicazione, incredibilmente estese rispetto al passato. L’IT si trova, quindi, sotto la lente d’ingrandimento, soprattutto oggi che può giocare un ruolo fondamentale nell’affrontare la complessità legata a contesti come la proliferazione dei dispositivi mobili, l’internet of Things e la crescita esponenziale dei dati; scenari che impongono alle aziende sfide sempre più impegnative”.

Così esordisce Alberto Clavarino, responsabile vendite di Netalia, in un articolo che ha come argomento il cloud come opportunità nell’evoluzione dell’IT e, in particolare, la scelta del cloud ibrido da parte delle aziende. Dopo questa introduzione Clavarino si chiede quale sia il modello ideale per un IT dinamico, agile, flessibile e capace di fare veramente la differenza.

Da questo punto di vista, la liberazione dall’infrastruttura fisica in ambito IT ha rappresentato, e ancora oggi rappresenta, un evento epocale, tanto che oggi, secondo una relazione Eurostat, il 40% delle aziende italiane, invece di costruire la propria infrastruttura IT, sceglie come soluzione il cloud computing in modo da sfruttare le risorse informatiche ospitate dalle terze parti.

Ecostistema cloud italiano a cui i dati Sirmi per il 2014 attribuiscono un valore complessivo di 949 milioni di euro, in crescita del 20,9% rispetto al 2013 e in netta controtendenza rispetto all’andamento del mercato IT nel suo complesso (-2,2%.). Ormai le aziende italiane non considerano il cloud più solo uno strumento di efficienza e riduzione dei costi, ma una piattaforma per alimentare innovazione, crescita e disruption.

non è facile per un’azienda districarsi tra i vari servizi offerti dai provider e verificare tutti i dettagli delle diverse offerte e i possibili impatti sul business

Lo stesso scenario che riporta anche IDC, secondo i cui dati il 53% delle aziende a livello globale si aspetta maggiori ricavi grazie al cloud nei prossimi due anni. Una sfida a dir poco complessa se si pensa che solo l’1% di queste imprese possiede una strategia di adozione del cloud ottimizzata, mentre il 32% non ha alcuna strategia al riguardo.

Una volta però che si è scelto di passare a una piattaforma cloud, non è facile per un’azienda districarsi tra i vari servizi offerti dai provider e verificare tutti i dettagli delle diverse offerte e i possibili impatti sul business. I benefici offerti dalle soluzioni ibride sono in ogni caso unici. Con il cloud ibrido, che unisce il meglio delle soluzioni private e pubbliche, le aziende possono infatti garantirsi la sicurezza, la continuità e il controllo di cui hanno bisogno per i dati sensibili; sono contemporaneamente in grado di scalare rapidamente e a costi contenuti nel caso, all’ultimo minuto, si debba lanciare un nuovo servizio o una campagna di marketing.

Oggi due terzi dei responsabili IT nel mondo dichiara che la propria soluzione di cloud è ibrida e IDC ritiene che, a partire dal 2020, le architetture cloud ibride domineranno. Tuttavia, molti utenti lottano ancora con problematiche forti come la sicurezza e la riservatezza (35%), la complessità (32%) e la spesa (25%). In effetti, prima di affidarsi a un modello cloud ibrido, è necessario capire cosa sia possibile esternalizzare e curare l’integrazione dei vari ambienti, ma soprattutto bisogna prepararsi a cambiare i processi organizzativi aziendali.

Se per le piccole aziende questo ostacolo può essere superato grazie a offerte pay-per-use, che permettono di adattare utilizzo delle risorse e relativi costi alle esigenze di business, le grandi aziende scelgono invece di avvalersi dei grandi provider di telecomunicazioni sfruttandoli ai massimi livelli con consulenze e progetti ad hoc.

Più complessa la situazione per le medie imprese, che per non rischiare di affrontare da sole una realtà così complessa devono affidarsi a un partner esperto e competente, che a sua volta deve poter contare su un cloud provider che gli assicuri una relazione chiara, economie di scala e totale compatibilità con quanto già messo in atto all’interno dell’azienda.