6 tendenze della strategia cloud aziendale che si imporranno nel 2021

Massimizzare il valore del cloud ibrido, gestendo al contempo i costi di espansione incontrollata della strategia cloud, è la priorità per i CIO che quest’anno cercheranno di aumentare i risultati aziendali.

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Il cloud computing è diventato il modello preferito per la modernizzazione dei portafogli IT, con i CIO ormai convinti del fatto che la migrazione delle applicazioni a una combinazione di cloud pubblici e privati offra loro una maggiore agilità aziendale. E durante la pandemia come quella che stiamo ancora vivendo oggi l’aumento del consumo di servizi cloud per aumentare la resilienza aziendale e la transizione ai modelli di e-commerce è stata forse la migliore convalida del mercato per il software fornito su Internet.

Tuttavia, rimangono molte sfide per l’implementazione di ambienti cloud ibridi, inclusa la proliferazione virtuale incontrollata che accompagna le grandi migrazioni. Anche i modelli finanziari degli ambienti cloud operativi presentano sfide uniche, poiché i leader IT hanno scoperto che una cattiva governance può rendere il software cloud in esecuzione più costoso rispetto a servizi di elaborazione in locale. E non dimentichiamo la difficoltà di stare al passo con i servizi e le architetture cloud più recenti.

Anche così, il vantaggio di eseguire una strategia cloud a un livello elevato è comunque troppo grande per essere ignorato dalla maggior parte dei leader IT e vale quindi la pena esaminare le principali tendenze che daranno forma alle strategie cloud nel 2021.

La lotta per il valore aziendale è reale

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Prima di tutto una scomoda verità: la maggior parte delle organizzazioni fatica a massimizzare il valore dei propri investimenti nel cloud. Secondo una ricerca Accenture pubblicata a novembre, solo il 37% dei 750 dirigenti aziendali e IT afferma di raggiungere il valore atteso dai propri investimenti nel cloud. Inoltre, solo il 29% è completamente sicuro che le iniziative di migrazione al cloud della propria organizzazione forniranno il valore atteso al momento previsto.

L’incapacità di abbandonare rapidamente i sistemi legacy e l’eccessiva attenzione alla migrazione di applicazioni sono tra gli ostacoli principali, afferma Karthik Narain, responsabile globale dell’unità Cloud First di Accenture. Pensate a una catena di hotel che opta per spostare la gestione delle spese sul cloud pubblico ma mantiene il suo sistema di prenotazione principale internamente. Quando il core della strategia IT viene ignorato a favore dei servizi periferici, la creazione di valore è marginale. “Le organizzazioni che lottano per muoversi rapidamente e designare strategie di gestione del cambiamento di prim’ordine continueranno a lottare per generare ROI con il cloud nel 2021”, continua Narain.

Benvenuti nel Cloud 2.0

Le soluzioni Infrastructure-as-a-service (IaaS) hanno goduto di un decennio di iper crescita. “Il 2021 introdurrà più slancio per i servizi aziendali tramite PaaS (Platform-as-a-Service), microservizi e API, che a loro volta alimenteranno più ecosistemi” afferma Joe Kinsella, vicepresidente della business unit CloudHealth di VMware, che vende software per aiutare le aziende a gestire gli ambienti cloud.

Ad esempio, le API consentono alle banche di collaborare con Uber, Lyft e altri player importanti della gig economy per attirare i consumatori con scambi e sconti frictionless. Il cloud 2.0 vedrà anche una maggiore dipendenza dalle app cloud-native create con microservizi.

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Co-innovazione nel cloud in aumento

“Per stimolare ulteriormente la creazione di valore, le aziende stanno collaborando con fornitori e consulenti cloud per co-sviluppare capacità”, afferma Narain. Ad esempio, Land O’Lakes e FedEx stanno co-creando prodotti con Microsoft, mentre Takeda e Carrier stanno realizzando tecnologie con AWS. Se il 2020 è stato il momento clou per questa tendenza, la co-innovazione tra grandi imprese e fornitori di cloud iperscalabili aumenterà nel 2021.

La complessità del cloud si estende in avanti

Tenere il passo con i nuovi modelli di sviluppo e distribuzione è già difficile, ma la sfida di gestire questi ambienti cloud diventerà ancora più ardua man mano che le aziende aggiungeranno più server virtuali e storage per supportare più applicazioni, che si connetteranno ad altri servizi generando così più interdipendenze.

In aggiunta a ciò, AWS, Microsoft e Google lanciano regolarmente nuovi servizi cloud (serverless e functions-as-a-service). “Il cloud è davvero complesso”, afferma Kinsella. “Il panorama architettonico sta cambiando continuamente.” In generale, la maggior parte delle organizzazioni non automatizza abbastanza governance, sicurezza e altre funzioni, afferma Jeff Kukowski, CEO di CloudBolt, che offre software self-service per la gestione degli ambienti cloud. “La codifica personalizzata di qualsiasi cosa è una sfida”.

Ridurre i costi del cloud

“Il modello finanziario per gestire i sistemi di cloud ibrido in conformità con i budget rimane un grosso ostacolo, con molte organizzazioni che faticano a controllare le proprie spese”, afferma Kinsella. Alcuni CIO sfruttano FinOps, una combinazione di pratiche di gestione aziendale e software di analisi che calcola il costo del consumo di cloud. Anche così però, il 49% dei 750 professionisti di FinOps riferisce di utilizzare poca o nessuna automazione per la gestione della spesa per il cloud secondo una ricerca della Fondazione FinOps.

Il cloud è ora una preoccupazione di tutta la C-suite

I CIO possono un po’ respirare: oggi infatti non sono più gli unici dirigenti senior che esaltano il valore del cloud. Un numero sempre maggiore di CEO e altri dirigenti di C-suite stanno partecipando a discussioni strategiche sui vantaggi aziendali della migrazione ai servizi cloud. “Negli ultimi 6 mesi, il numero di discorsi sul cloud che ho avuto con la C-suite (CEO incluso) è salito alle stelle”, afferma Narain.

Tirando le somme

Quando le aziende si affidano maggiormente al cloud, i risultati migliorano, tanto che il 46% degli utenti con un alto livello di utilizzo dichiara di ottenere pienamente i vantaggi previsti dal cloud, rispetto al 36% degli utenti moderati e al 28% degli utenti con scarso utilizzo. Non esiste una soluzione miracolosa per migliorare questi numeri, anche perché molte delle sfide sono di natura burocratica, non tecnica. Ma nel 2021, Narain prevede che i reparti IT creeranno più soluzioni “cloud native” per generare maggiore agilità aziendale.

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