Cloud Computing

Cloud Computing: definizione, best practice, vantaggi e svantaggi in azienda

Cloud Computing server

Il cloud computing è tra le tendenze che trainano l’innovazione nell’IT aziendale, ma anche la tecnologia personale.

Il termine “cloud” deriva dal modo – informale – con cui la rete telefonica generale prima, e internet dopo, sono stati storicamente rappresentati nei diagrammi di rete: una nuvoletta oltre il punto di interconnessione della propria rete locale. Sotto il termine “cloud computing” si è teso nel corso del tempo a far rientrare qualsiasi servizio o software erogato da sistemi che risiedono fuori dal perimetro aziendale, ma a rigore non tutte andrebbero classificate come servizi cloud.

Leggi anche: i 9 migliori servizi cloud per le PMI

La definizione è in effetti un po’ nebulosa (se ci passate il termine), e molte aziende cercano di appiccicare l’etichetta “cloud” a qualsiasi software erogato come servizio (Software as a Service), e a qualsiasi servizio infrastrutturale (hosting, email server, storage…), anche quando mancano alcune caratteristiche e funzionalità per renderli effettivamente dei servizi cloud, come li intendiamo oggi.

Cos’è il vero” cloud computing

Quali dovrebbero essere quindi le caratteristiche e le funzionalità di un vero servizio in modalità cloud computing? Secondo la definizione di cloud computing del NIST (National Institute of Standards and Technology americano), il cloud computing è un modello per abilitare l’accesso on-demand e da qualsiasi punto a un pool di risorse computazionali condivise, come capacità computazionale, di storage o capacità di networking, che possono essere rese disponibili e rilasciate rapidamente con un minimo sforzo di gestione da parte del fornitore del servizio.

Una particolare branca del cloud computing, molto utilizzata da aziende, loro dipendenti e anche privati, è quella del cloud storage. Oltre a offrire spazio di archiviazione, i migliori servizi di cloud storage abilitano o semplificano le funzioni di condivisione dei file e collaborazione su documenti, anche tra addetti di aziende differenti.

Le caratteristiche essenziali del cloud computing sono:

1. Self service On Demand

L’acquirente del servizio deve avere la possibilità di aggiungere o rimuovere capacità computazionale in modo unilaterale e autonomo, senza avere interazioni umane con il fornitore;

2. Accesso distribuito

Le funzionalità sono accessibili dalla rete e utilizzabili con meccanismi standard e client eterogenei (pc, tablet, smartphone, dispositivi…);

3. Resource pooling

Le risorse computazionali del fornitore sono condivise e servono più clienti, utilizzando un modello multi-tenant, con differenti risorse fisiche o virtuali riassegnate dinamicamente in base alla domanda dei clienti. Il cliente non è quindi a conoscenza del “dove” risiedano dati e macchine utilizzate, potendo al limite decidere di restringere le risorse solo a una certa area geografica o solo a un determinato data center.

4. Scalabilità elastica e rapida

Le capacità possono essere rese disponibili o rilasciate rapidamente in modo da adeguarsi alle esigenze computazionali del momento, in molti casi in modo automatico e senza intervento del cliente.

5. Prezzo variabile e trasparente

I sistemi cloud devono poter controllare e ottimizzare automaticamente l’utilizzo delle risorse ed essere in grado di generare report trasparenti sull’utilizzo effettivo, distinguendo possibilmente tra account utente impiegati e il tipo di servizio misurato (es: capacità di calcolo, memoria Ram, storage, capacità di banda).

Leggi anche: Cloud computing: istruzioni per l’uso

Modelli di servizio

I servizi cloud che soddisfano i precedenti requisiti, possono poi essere erogati in base a diversi modelli di servizio, che sono:

1. Software as a Service (SaaS)

Viene offerto l’utilizzo a una singola applicazione, o una suite di applicazioni, erogate dall’infrastruttura cloud del cliente. Esempi di questo tipo sono le suite per ufficio Google GSuite e Microsoft Office Online. Il cliente in questo caso non controlla l’infrastruttura cloud sottostante, se non per estendere alcune funzioni (come la quantità di spazio di archiviazione disponibile).

Scopri di più sul Software as a Service

2. Platform as a Service (PaaS)

Viene offerta una piattaforma su cui sviluppare e distribuire script e applicazioni, ma il cliente non ha il controllo sulle caratteristiche del server. Un esempio di architettura PaaS è rappresentata dai servizi di hosting web tradizionali, in cui il cliente può caricare siti e applicazioni web senza poter gestire il sistema operativo, né l’infrastruttura cloud sottostante.

3. Infrastructure as a Service (IaaS)

Il cliente può acquistare e gestire le risorse computazionali dell’infrastruttura nei suoi elementi base principali (capacità di calcolo, memoria Ram, storage, sistema operativo, banda di rete, interconnessioni con altre macchine virtuali o appliance di rete, come firewall e router).

4) Serverless computing

A un livello ancora più alto di astrazione si sta diffondendo un nuovo modello di servizio chiamato serverless computing, in cui il fornitore cloud eroga una singola funzione di computing “as a service”, con API o micro servizi che sono fatturati solo quando vengono richiesti. In questo modo il cliente del servizio non ha alcuna preoccupazione riguardo alla scelta e messa in sicurezza dell’infrastruttura, né al suo corretto bilanciamento rispetto ai carichi di lavoro.

Per esempio, si possono ascrivere alla categoria del serverless computing i servizi che forniscono funzioni di intelligenza artificiale tramite API, senza bisogno di installare o “affittare” il software relativo.

Scopri cos’ è il serverless computing e come trarne vantaggio in azienda

Modelli di erogazione

1. Cloud privato

L’infrastruttura cloud è utilizzata interamente da una singola organizzazione, che può avere più clienti interni (reparti, divisioni o business unit interne). L’infrastruttura può essere di proprietà dell’azienda e da essa gestita, utilizzata in una qualche forma di leasing e gestita da un fornitore esterno, o una combinazione dei diversi casi. Può risiedere nella sede dell’azienda o in un data center esterno.

Scopri di più sul cloud privato

2. Cloud pubblico

L’infrastruttura cloud è resa disponibile al pubblico e risiede nel data center del fornitore.

Scopri di più sul cloud pubblico

3. Cloud ibrido

L’infrastruttura cloud è composta da due o più cloud distinti, che rimangono indipendenti ma sono collegati tra loro da una tecnologia che permetta di condividere e trasportare dati applicazioni. Per esempio, l’infrastruttura di cloud privato di un’azienda potrebbe ricorrere a un servizio di cloud pubblico per scaricare alcuni workload nei momenti di picco di attività.

Scopri di più sul cloud ibrido
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Cloud computing: pro e contro

L’architettura cloud computing offre diversi vantaggi, ma anche qualche svantaggio che è bene considerare per evitare brutte sorprese di diversa natura (tecnica, economica, fiscale, organizzativa e normativa). Ecco i principali punti.

Il cloud e l’organizzazione IT

I servizi di cloud pubblico scaricano l’organizzazione IT di una serie di responsabilità e costi, in particolare quelli più legati all’infrastruttura fisica, ma lo staff IT può perdere parte del suo controllo sull’infrastruttura.

  • Operatività del data center, manutenzione hardware, sorveglianza continua sul data center, costi di alimentazione e raffreddamento sono tutte questioni di cui si deve far carico il fornitore.
  • I tempi di riparazione, upgrade e sostituzione dell’hardware sono azzerati, e così i problemi di reperibilità dei ricambi.
  • Per contro, non potendo accedere all’hardware la diagnostica o la soluzione di alcuni problemi potrebbe essere resa più complicata.

Cloud: sicurezza e regolamenti

Per molti aspetti, il livello di sicurezza che i più grandi fornitori di servizi cloud possono offrire ai propri clienti è superiore a quello che una media azienda può pensare di mettere in campo. Si sta parlando soprattutto di sicurezza fisica (accesso ai server), amplificata dal fatto che le macchine in uso all’azienda non sono facilmente individuabili, a quella di rete e dell’infrastruttura.

D’altro canto, proprio per la loro dimensione, i fornitori di servizi cloud (soprattutto SaaS e PaaS) vengono attaccati e violati “in massa”, compromettendo credenziali di accesso e dati di clienti che difficilmente sarebbero entrati nel mirino di hacker con elevate capacità.

È importante anche verificare con il proprio ufficio legale le implicazioni del far risiedere dati riservati dei clienti su server che sono al di fuori del perimetro di rete della società, e che talvolta possono risiedere in stati esteri che non assicurano un ordinamento della privacy adeguato per gli standard italiani ed europei.

Approfondimenti su Sicurezza cloud

Cloud computing: aspetti economici,  finanziari e normativi

Il cloud computing permette di spostare le spese da investimenti in conto capitale a costi operativi ricorrenti, spesso con tariffazione mensile. Questo ha importanti conseguenze che a seconda dei casi possono generare vantaggi o svantaggi economici e fiscali che è bene tenere in considerazione per evitare brutte sorprese.

Tra le possibili implicazioni economiche positive del cloud computing troviamo che:

  • Si può evitare un ingente investimento iniziale, liberando risorse economiche per altri scopi;
  • I costi sono immediatamente deducibili ai fini fiscali, senza ricorrere ad ammortamenti pluriennali;
  • I costi possono essere adeguati nel tempo all’effettiva necessità, senza il rischio di sbagliare le previsioni di sviluppo a tre-cinque anni e ritrovarsi quindi un’infrastruttura inadeguata (troppo costosa e sottoutilizzata, oppure troppo limitante e quindi bisognosa di espansioni o sostituzione, e quindi nuovi costi).

Le possibili implicazioni negative sono:

  • Se la scalabilità non è necessaria, per esempio perché l’azienda è consolidata e non ha grosse fluttuazioni nelle proprie esigenze IT, nel lungo periodo i costi ricorrenti rischiano di essere superiori a quelli per l’investimento in una infrastruttura propria;
  • Se si affronta un periodo di scarsa liquidità, un ritardo anche piccolo nei pagamenti può provocare l’interruzione del servizio;
  • Le aziende per le quali la valorizzazione degli asset è più importante del margine operativo lordo (per esempio quelle in vista di una quotazione o un’acquisizione), possono preferire un investimento che aumenti il valore complessivo dell’azienda rispetto a una riduzione dei costi;
  • Sgravi fiscali, finanziamenti e sovvenzioni pubbliche possono essere vincolate all’acquisto di apparecchiature, e non essere erogabili per i canoni dei servizi cloud;
  • Si può determinare un vincolo troppo stretto con il fornitore (vendor lock-in), che rende difficile passare ad altro operatore o negoziare i termini del contratto.

In generale, i vantaggi e gli svantaggi economici e fiscali sono gli stessi esaminati nel nostro approfondimento sugli confronto tra noleggio operativo, leasing e acquisto di apparecchiature IT.

Calcolo e confronto costi del cloud computing

Puoi scoprire le caratteristiche dei principali fornitori di infrastruttura cloud nel nostro confronto tra Amazon AWS, Microsoft Azure, Google Cloud Platform e IBM Cloud.

Di seguito, i link ai servizi di configurazione e preventivo per i principali servizi cloud:

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