Windows Server 2008 non è ancora morto: ecco perché

Con il supporto per Windows Server 2008 appena terminato, c'è ancora tempo per esaminare le alternative all'aggiornamento e rimanere con questa versione.

Windows Server 2008

Windows Server 2008 ha raggiunto la fine del ciclo di vita, il che significa in genere l’aggiornamento a una versione più recente. Ma i CIO hanno alcune opzioni oltre all’aggiornamento a una più recente iterazione Windows Server: restare con la versione 2008 o migrare sul cloud.

Se avete ancora carichi di lavoro in esecuzione su Windows Server 2008, non siete i soli. A luglio 2019, i dirigenti Microsoft alla conferenza Inspire hanno stimato che fino al 60% dei server Windows utilizzava ancora Windows Server o SQL Server 2008. Alcuni utenti avevano infatti ritardato gli aggiornamenti a causa delle modifiche tecnologiche introdotte in Windows Server 2012 che avevano causato problemi con la compatibilità di alcune applicazioni.

Le aziende che sono rimaste a Windows Server 2008 non noteranno l’assenza di supporto fino alla patch mensile di metà febbraio, poiché Microsoft ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza l’ultimo giorno di supporto, ovvero il 14 gennaio. Le pagine web di supporto dell’azienda affermano che non verranno più fornite patch per Windows Server 2008 dopo il 14 gennaio, sebbene ciò non sia del tutto vero.

I prodotti server di Microsoft iniziano con il “supporto mainstream”, che comprende gli aggiornamenti di sicurezza e nuove funzionalità. Per Windows Server 2008 il supporto mainstream è terminato nel 2015, mentre Windows Server 2008 R2 ha resistito fino all’anno successivo. Da allora entrambe le versioni di Windows Server 2008 hanno ricevuto ciò che Microsoft chiama “supporto esteso”, che include solo gli aggiornamenti di sicurezza. Ciò offre alle aziende altri tre anni circa per scegliere il momento giusto per l’aggiornamento a una versione più recente di Windows Server.

Anche ora, con la fine del supporto esteso terminato appunto il 14 gennaio, Windows Server 2008 non è morto. Le aziende che desiderano rimanere un po’ più a lungo sul sistema operativo possono infatti iscriversi all’Extended Security Update Program di Microsoft (ESU) e ricevere aggiornamenti di sicurezza per altri tre anni, con una commissione annua di circa il 75% del prezzo della licenza. Terminati questi tre anni, è davvero la fine.

windows update

Esiste però un altro modo per ottenere aggiornamenti di sicurezza estesi, ovvero spostare i carichi di lavoro di Windows Server 2008 locali nel cloud di Microsoft Azure, eseguendoli così come sono su una macchina virtuale o un’istanza gestita. Per le aziende che pagano già per utilizzare Azure, Microsoft afferma che fornirà gratuitamente tre anni di aggiornamenti di sicurezza.

Amazon Web Services ha un’altra idea: migrare i carichi di lavoro sul suo cloud anziché su Azure e aggiornare contemporaneamente a una versione più recente di Windows. Il suo End-of-support Migration Program (EMP) per Windows Server offre un modo per separare le applicazioni dal sistema operativo sottostante. Il software per farlo è gratuito, ma AWS o i suoi partner addebiteranno una commissione per valutare e riconfezionare le applicazioni e, ovviamente, per ospitarle nel cloud AWS.

Le aziende che trasferiscono carichi di lavoro locali su cloud diversi da Azure dovranno però esaminare attentamente i documenti. Lo scorso ottobre infatti Microsoft ha modificato le sue regole, imponendo ai clienti che trasferiscono licenze Windows on-premises nel cloud di determinati fornitori di pagare costi aggiuntivi per Software Assurance e diritti di mobilità. A fronte di questi costi di cloud e licenze, i CIO dovranno valutare i vantaggi di abbandonare il vecchio hardware inaffidabile su cui erano in esecuzione le applicazioni.

Infine, c’è il più tradizionale percorso da considerare: l’aggiornamento di Windows Server 2008 a una versione ancora supportata. Si tratta di un processo in più passaggi, il primo dei quali è l’aggiornamento a Windows Server 2012. Il supporto mainstream per questa versione è già terminato e il supporto esteso è assicurato fino al 2023.

Da lì c’è un altro salto verso Windows Server 2016, che beneficia del supporto mainstream fino alla fine del 2022, e quindi un ultimo salto a Windows Server 2019 per il supporto completo fino al 2024. Le aziende che eseguono la versione R2 di Windows Server 2008 possono saltare un passaggio, migrando dalla versione 2012 R2 direttamente a Windows Server 2019.

La documentazione di Microsoft su questo processo evidenzia perché così tante aziende hanno deciso di attenersi al vecchio sistema operativo, osservando che non tutti i ruoli e le applicazioni del server sono supportati nelle versioni più recenti e avvertendo che è necessaria un’attenta pianificazione del processo di aggiornamento per evitare spiacevoli sorprese. È un buon consiglio se dovete aggiornare, migrare, estendere o non fare nulla: solo un’attenta valutazione della situazione della vostra azienda può infatti mostrare la strada giusta da percorrere.