Twitter proibisce il revenge porn

Twitter e Reddit dicono basta al revenge-porn, la pratica di pubblicare, per vendetta personale, foto intime di ex sui social network. Ma perché ci è voluto così tanto?

Questa settimana Twitter ha cambiato le sue regole per bandire la condivisione del cosiddetto revenge porn. Cosa buona e giusta, ma perché ci è voluto così tanto tempo per farlo?

Con il termine revenge porn si indica la pratica, piuttosto diffusa sui social-network, di postare foto intime o in pose “esplicite” di una persona senza il suo consenso. Si tratta di uno dei tanti lati oscuri, brutti e misogini dei social media. Molte persone sui social (più di quanto si creda) sono fatte oggetto di insulti, intimazioni e minacce da vigliacchi che si nascondono dietro il muro di anonimia e segretezza che offre loro Internet.

A volte le vittime del revenge porn sono famose, come nel caso dell’attrice Jennifer Lawrence, ma più spesso sono persone comuni che hanno sbagliato a fidarsi e che da un giorno all’altro si ritrovano sui social delle proprio foto compromettenti senza aver dato il permesso per pubblicarle.

In questo scenario entrano in gioco importanti questioni relative al Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti ed è per questo che negli USA, con l’eccezione della California, si è titubanti a far passare delle leggi per punire chi posta immagini di questo tipo e i siti che le ospitano.

Bisogna infatti ricordare che il Primo Emendamento è diretto al governo, che non può limitare la libertà di espressione. Ciò però non significa che altri soggetti non abbiano il diritto di legiferare in simili materie (i tweet in questo caso). Se infatti, come è successo ad alcuni poliziotti di Ferguson dopo i noti incidenti a sfondo razziale, utilizzate la vostra email aziendale per insultare un collega per la sua razza o il colore della pelle, potreste essere licenziati ma non arrestati. Un atto simile infatti non si può considerare illegale.

Anche Reddit ha preso posizione contro il revenge porn questa settimana

Nel prendere in considerazione questo fatto, per i social network diventa ancor più importante farsi carico del problema e rafforzare alcune policy per la condotta dei propri utenti. Fino a pochi giorni fa però Twitter non aveva mai fatto nulla contro il revenge porn, anche se il CEO Dick Costolo aveva ammesso che la sua compagnia aveva un serio problema su questo versante. In una sua email interna riportata da The Verge Costolo infatti scriveva le seguenti parole: “Non siamo capaci di affrontare gli abusi e i troll sulla nostra piattaforma e non lo siamo mai stati”.

Questo invece è il recente aggiornamento delle regole di Twitter: “Non potete postare immagini o video di carattere sessualmente esplicito ottenute o distribuite senza il consenso del soggetto ritratto”.

Anche Reddit ha preso posizione contro il revenge porn questa settimana con un simile aggiornamento alle sue policy sulla privacy, vietando immagini di nudo o a sfondo sessuale postate senza il consenso del soggetto ritratto. La maggior parte degli utenti dei social media non fa queste cose, ma i giganti social dovrebbero impegnarsi ancora di più e agire con maggior responsabilità per proteggere i loro utenti da questo tipo di pratiche odiose e potenzialmente devastanti per le vittime.