All’evento Google Cloud Platform Next 2016, andato in scena nei giorni scorsi e dedicato agli sviluppatori della piattaforma cloud della grande G, sono state presentate diverse novità partendo da quelle funzionali, che Brian Stevens, Vice President Product Management per la Google Cloud Platform, ha individuato nei campi della sicurezza, della compliance e della tutela dei dati.

Per iniziare, a fine maggio Google renderà disponibile la funzione di Audit Logging, estesa potenzialmente a tutti i servizi Google ma disponibile inizialmente in Google App Engine, BigQuery, Dataflow, IAM for Projects e Service Accounts. Una piattaforma per l’auditing i cui dati raccolti possono essere esportati verso altri servizi Google o tool di terze parti per essere analizzati. All’interno di questo servizio si segnala anche Google Stackdriver, un nuovo strumento di monitoring dei servizi cloud che nasce dal tool passato a Google nel 2014 con l’acquisizione di Stackdriver.

Sempre a livello di sicurezza si segnala la beta per Cloud Storage di uno strumento che amplia la possibilità di per i clienti di usare le proprie chiavi di cifratura, tool che sarà presto disponibile anche per Compute Engine.

Google ha intenzione di inaugurare 12 nuovi data center nel prossimo anno e mezzo

Passando invece alle novità infrastrutturali della piattaforma cloud di Google, segnaliamo la creazione di VPN IPsec tra il cloud e la rete aziendale interna e la possibilità di routing dinamico in queste VPN grazie al Cloud Router. Arriva anche la suddivisione del proprio spazio di indirizzi IP nel cloud in sottoreti per segmentare le risorse, mentre Cloud Load Balancer permette di distribuire il traffico su più risorse distribuite geograficamente ma associate a un unico indirizzo IP virtuale.

Novità anche per Kubernetes, recentemente passato alla versione 1.2. Il potente strumento open source per la gestione delle applicazioni sotto forma di container guadagna il supporto a TLS per la sicurezza e vede aumentare il numero massimo dei nodi (1.000) e dei container (30.000) per un cluster.

Infine Google ha intenzione di inaugurare 12 nuovi data center nel prossimo anno e mezzo, i cui primi due, destinati a supportare proprio l’infrastruttura cloud e i servizi IaaS e PaaS della grande G, apriranno i battenti nei prossimi mesi in Oregon e in Giappone. Alcuni degli altri dieci data center saranno costruiti da Google, mentre altri saranno presi in affitto da operatori terzi.